Antonio Cederna

Antonio Cederna
Antonio Cederna nel 1987

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato1987 –
1992
LegislaturaX
Gruppo
parlamentare
Sinistra Indipendente
CircoscrizioneLazio
CollegioRoma
Incarichi parlamentari
  • vicepresidente della VIII commissione lavori pubblici (4 agosto 1987 - 22 aprile 1992)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politicoSinistra Indipendente
Titolo di studioLaurea in archeologia classica
Professionegiornalista e scrittore

Antonio Cederna (Milano, 27 ottobre 1921 – Sondrio, 27 agosto 1996) è stato un giornalista, ambientalista, politico e intellettuale italiano.

Biografia

Figlio di Giulio Cederna e di Ersilia Gabba, fratello della giornalista Camilla Cederna e padre di Giuseppe, Camilla e Giulio Cederna; nipote di Antonio, valtellinese di modeste condizioni, prima garibaldino e poi imprenditore di cotone a Milano. La madre Ersilia, figlia di Luigi Gabba, garibaldino e professore al Politecnico di Milano, è una delle prime donne in Italia a conseguire la laurea (in germanistica).

Nel 1943, per sfuggire alla chiamata alle armi dell'esercito della Repubblica di Salò, si rifugia in Svizzera; viene arrestato e internato nel campo di Büren an der Aare, nel Canton Berna. Nel 1945 riesce a rientrare in Italia.

Si laurea in Archeologia classica all'Università degli Studi di Pavia nel 1947 con una tesi sulla scultura tardo-romana e consegue il diploma alla scuola di perfezionamento di Roma nel 1951. Abbandona quasi subito però l'archeologia per dedicarsi con passione e impegno a campagne di stampa volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi inerenti alla salvaguardia del territorio, del patrimonio naturale e culturale italiano.

L'attività di giornalista e di scrittore

«La lotta per la salvaguardia dei valori storico-naturali del nostro paese è la lotta stessa per l'affermazione della nostra dignità di cittadini, la lotta per il progresso e la coscienza civica contro la provocazione permanente di pochi privilegiati onnipotenti.»

La tesi della scuola di perfezionamento, una relazione sui risultati di uno scavo effettuato insieme all'archeologo Lucos Cozza a Carsoli, viene pubblicata su importanti riviste specialistiche. A seguito di ciò Elena Croce lo chiama a collaborare alla rivista Lo Spettatore Italiano occupandosi prevalentemente di critica d'arte; un suo articolo del 1950 viene notato da Carlo Antoni, che lo segnala a Mario Pannunzio. Da questo momento, Cederna inizia a collaborare con il settimanale Il Mondo. Il primo articolo per Il Mondo è del 2 luglio 1949.

Nell'Italia della ripresa economica e della ricostruzione sono sempre più grandi le minacce al patrimonio artistico, storico e paesaggistico italiano: Cederna abbandona l'archeologia e si dedica alla denuncia sistematica delle attività che possano guastare ii beni culturali e territoriali italiani. Si dedica alla difesa dei centri storici (in particolare di Roma, Milano e Venezia) dagli sventramenti e dalla speculazione edilizia selvaggia, è a favore della costituzione del Parco dell'Appia Antica a Roma, a rischio cementificazione, e della tutela dei parchi nazionali e delle coste, valorizzando le zone umide da svantaggiose opere di bonifica.

«Oggetto privilegiato di annientamento sono le "zone umide", lagune, paludi, laghi, acquitrini e stagni costieri: quegli ambienti cioè che sono più ricchi di vita e di sostanze organiche, quindi i più produttivi della terra, oltre ad essere un insostituibile laboratorio vivente per la ricerca scientifica. In tutto il mondo è in atto un'autentica riabilitazione delle paludi […]; da noi invece la "Direzione Generale delle Bonifiche" del Ministero dell'agricoltura e foreste ha per lungo tempo continuato imperterrita, tramite gli appositi enti di bonifica, a trasformarle in campi di grano o di barbabietole, contro ogni logica economica. Il fatto che quegli ambienti, se ben sfruttati, possono fornire una produzione di pesce per ettaro superiore a qualsiasi reddito agricolo; che siano indispensabili all'autoregolazione dei corsi d'acqua e quindi alla prevenzione di alluvioni, inondazioni, straripamenti; che svolgano un'importante funzione termoregolatrice del clima e per la conservazione delle falde freatiche; che siano luogo di sosta per le correnti migratorie di innumerevoli specie di uccelli […]; che oltretutto possono essere utilizzate per i più vari usi del tempo libero, e via dicendo; tutto ciò non dice nulla ai nostri ostinati, anacronistici seguaci della battaglia del grano di infausta memoria.»

Scrive su Il Mondo fino a quando il giornale non chiude (1966). Dal 1966 al 1969 scrive sulle riviste Abitare e Casabella, dal 1967 al 1981 sul Corriere della Sera, poi, tra il 1981 e il 1996 collabora con La Repubblica e L'Espresso.

Pubblica molti libri sulla distruzione del patrimonio artistico, storico e paesaggistico italiano: I Vandali in casa (Laterza, 1965), La distruzione della natura in Italia (Einaudi, 1975), Mussolini urbanista (Laterza, 1980), Brandelli d'Italia (Newton Compton, 1991).

All'opera di giornalista e scrittore affianca l'attività di divulgatore con la partecipazione a convegni, manifestazioni e campagne politiche.

L'attività politica e istituzionale

Nel 1955, fu tra i fondatori di Italia Nostra, di cui poi fu consigliere nazionale (dal 1960), presidente della Sezione Romana (dal 1980), e socio onorario.

Negli anni Settanta fece parte della VI sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Fu consigliere comunale di Roma per pochi mesi dal dicembre 1960 al giugno 1961 e dal 1992 al 1995 e deputato della Sinistra Indipendente dal 1987 al 1992. In Parlamento contribuì alla stesura di leggi per la difesa del territorio e la tutela del patrimonio naturale, come la legge per Roma Capitale e la Legge Quadro sulle aree naturali protette.

Gli venne offerta la candidatura a Sindaco di Roma da un vasto schieramento democratico e ambientalista, ma rifiutò.

Il Parco dell'Appia Antica

Via Appia antica nei pressi di Quarto Miglio.

Tra le sue battaglie, quella per la tutela dell'Appia Antica è stata un filo rosso durante tutta la sua esistenza: a essa dedicò più di 140 articoli. Nel 1993 fu nominato Presidente dell'Azienda Consortile per il Parco dell'Appia Antica e si batté attivamente affinché il progetto del parco potesse decollare.

Morì il 27 agosto del 1996. Sei mesi dopo, il 9 marzo 1997, venne festeggiata la prima domenica a piedi sull'Appia.

L'Archivio Cederna

Da novembre 2008 la villa di Capo di Bove, situata nell'omonimo sito archeologico lungo la via Appia, ospita l'Archivio Antonio Cederna; lo compongono materiali donati dalla famiglia che coprono un arco temporale che va dagli anni 1940 agli anni 1990: la corrispondenza ufficiale e personale, fotografie, appunti manoscritti, articoli, mappe e planimetrie, documenti inediti. È conservata qui anche la sua biblioteca: 4.000 volumi di archeologia, urbanistica, architettura, ambiente, storia di Roma, storia dell'arte, legislazione sulla salvaguardia di beni storico-artistici e paesaggistici.Buona parte degli articoli di Antonio Cederna sono consultabili e scaricabili online, attraverso il sito dell’archivio e la story-map «i paesaggi di Antonio Cederna».

Vita privata

Sposato nel 1956 con Maria Grazia Marchegiano, ebbe tre figli: Giuseppe, Camilla e Giulio. Era fratello della scrittrice e giornalista Camilla Cederna.

Onorificenze

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— Roma, 28 marzo 1994.

Riconoscimenti

Nel 1970 ricevette il Premio Saint-Vincent per il giornalismo.

La città di Milano gli ha dedicato i giardini pubblici di Via Principe Eugenio.Nel 1997 il Comune di Roma gli ha intitolato il Belvedere Antonio Cederna sopra via dei Fori, prospiciente la Basilica di Massenzio, riaperto e rinnovato il 23 febbraio 2026, a conclusione dei lavori per la nuova stazione della metropolitana.

Opere

Note

  1. 1 2 Biografia di Antonio Cederna, su ibc.regione.emilia-romagna.it, Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna. URL consultato il 16 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2009).
  2. 1 2 3 4 5 Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ufficio Centrale per i Beni Ambientali e Paesaggistici; Centro di Documentazione Antonio Cederna, Beni culturali, urbanistica e paesaggio nell'opera di Antonio Cederna, 1921-1996, Prima Conferenza Nazionale sul Paesaggio, (con CD-ROM), Roma, 1999.
  3. 1 2 3 Biografia di Antonio Cederna, su parcoappiaantica.it, Parco Regionale Appia Antica. URL consultato il 16 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2013).
  4. ↑ italianostra.org, http://www.italianostra.org/nostre_pubblicazioni/images/centri_storici_citta_indice.pdf[collegamento interrotto].
  5. ↑ bilancio def (PDF), su parcoappiaantica.it.
  6. ↑ Parco Regionale Appia Antica - Sito ufficiale, su parcoappiaantica.it.
  7. ↑ La sede - Archivio Antonio Cederna, su archiviocederna.it, Archivio Antonio Cederna. URL consultato il 18 maggio 2012 (archiviato il 13 aprile 2013).
  8. ↑ Archivio Cederna, su archeoroma.beniculturali.it, Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma. URL consultato il 18 maggio 2012 (archiviato il 13 aprile 2013).
  9. ↑ Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte: Antonio Cederna Presidente di Italia Nostra, su quirinale.it.
  10. ↑ Vittorio Sgarbi, Intitolati ad Antonio Cederna i giardini di via Principe Eugenio. Sgarbi: “Un luogo che ricorda il suo impegno per l’ambiente”, su comune.milano.it, 30 maggio 2007. URL consultato l'11 maggio 2016 (archiviato l'11 maggio 2016).
  11. ↑ T. G. R. Lazio, Riapre il Belvedere sui Fori Imperiali, intitolato ad Antonio Cederna, su RaiNews, 23 febbraio 2026. URL consultato il 27 marzo 2026.

Bibliografia

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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