
Antonio Maria Michetti (Roma, 1927 – Roma, 2010) è stato un ingegnere italiano.



Allievo dell'ingegner Pier Luigi Nervi, è considerato uno dei progettisti di strutture di maggior rilievo nel panorama romano, un muratore che ha avuto la fortuna di studiare un poco di latino, come amava descriversi.
Figlio di un ufficiale dell'esercito e di un insegnante di scuola elementare ebbe cinque sorelle, tra le quali Maria Antonietta, di cinque anni maggiore, prese parte in prima persona alla lotta partigiana e Grazia Maria, architetto, con la quale collaborò tra il 1957 e il 1963.
Laureatosi in Ingegneria a Roma nel 1954, inizia giovanissimo la sua attività universitaria come assistente del prof. Nervi, dal 1955 al 1961, alla cattedra di Tecnologia dei materiali e tecnica delle costruzioni presso la facoltà di architettura dell'università "La Sapienza" a Valle Giulia.
Continua con il prof. Gaetano Minnucci prima e come assistente ordinario del prof. Carlo Cestelli Guidi poi per approdare, dal 1974 in qualità di assistente incaricato, alla cattedra di Tecnica delle costruzioni, insegnamento che terrà ininterrottamente sino agli ultimi anni della sua vita, dedicando tutto se stesso alla formazione di professionisti per mezzo di una didattica tanto precisa quanto intelligente e appassionata.
Ha svolto un'intensa attività progettuale nel settore della statica, attraverso la concreta realizzazione o il restauro di ogni tipo di edificio e in molteplici ambiti, dal più semplice al più complesso, da quelli di civile abitazione a quelli commerciali, dalle scuole agli ospedali, dagli edifici per lo sport a quelli per il culto: gran parte delle strutture delle più importanti opere realizzate a Roma e non solo, negli ultimi quarant'anni, portano la sua firma.
Sempre teso a condividere e mai a competere, i suoi numerosissimi lavori lo hanno portato a collaborare con almeno tre generazioni di architetti, risolvendo i più complessi aspetti, non tanto e non solo strutturali, delle loro opere, quanto e soprattutto sostanziali, concettuali, sintattici ed espressivi: considerava il progetto nella sua unicità, affrontando sinergicamente i diversi problemi tecnici, con l'obiettivo di dare al progetto la possibilità di una solida, efficace ed economica soluzione.
Ha fatto parte di varie commissioni, tra cui quella di "Arte Sacra" del Vicariato di Roma e la Commissione Consultiva del Comune di Roma per la realizzazione di nuovi parcheggi.
In campo teorico, oltre ai numerosi studi sul cemento armato e all'estensione delle sezioni Struttura e geometria nell'architettura storica e Progettazione strutturale, rispettivamente nel "Manuale del Restauro architettonico" e nel "Nuovissimo Manuale dell'architetto", vanno ricordate le sue ricerche sui sistemi di calcolo, misura e ideazione di architetture del passato classico e sugli organismi a cupola di Roma antica, primo fra tutti il Pantheon, nonché sui temi specifici della commodulatio, della sezione aurea e del triangolo diofantino, affrontati anche in numerose conferenze.
Argomenti risultati ancora assai utili per risolvere i problemi di tante fabbriche contemporanee attraverso i suggerimenti delle tecniche più remote, per conferire credibilità ad una forma, senso architettonico e sostanza strutturale ad alcuni di quelli che resteranno come taluni dei più significativi "monumenti" romani di fine millennio.
Notevole uno dei suoi ultimi contributi nella realizzazione della Chiesa di Dio Padre misericordioso a Roma, firmata dall'archistar Richard Meier, per la quale il Michetti suggerisce di far rivivere le strutture antiche in modo critico e con tecnologie avanzate, con una soluzione più consona alla cultura costruttiva romana, ricorrendo a conci componibili e prefabbricati che consentano alle grandi pareti curve di ottenere l'effetto vela cercato, ma guadagnandone in sicurezza e durata: il sistema suggerito produce un vero scatto rispetto al valore estetico e comunicativo della forma, inserendosi nel percorso della ricerca moderna italiana, da Pierluigi Nervi a Riccardo Morandi in poi.
Nel marzo del 2002 viene nominato socio emerito dell'Unione Romana ingegneri e architetti.
Nel 2003 La Sapienza gli conferisce la laurea honoris causa in architettura come riconoscimento per la sua carriera e i suoi meriti, con la seguente motivazione: «Per aver unito le sue riconosciute capacità di tecnico ad una sensibilità architettonica capace di interpretare al meglio le qualità di ogni progetto; per il suo impareggiabile impegno didattico che ha consentito ad intere generazioni di architetti di impadronirsi dei segreti della scienza e dell'arte del costruire; per la passione e l'intelligenza nel comprendere e risolvere i piccoli e i grandi problemi dell'architettura e di un mestiere sempre inteso al generoso servizio della collettività».
L'archivio privato, dichiarato dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio in data 12 marzo 2007, costituito da una cospicua documentazione tecnica, relativa ai lavori svolti dallo studio del prof. Michetti, dal 1958 al 2004, per importanti architetti della seconda metà del ‘900, è stato donato all'Archivio Centrale dello Stato .
Dopo lunga malattia nel 2010 si spegne all'età di ottantatré anni.