Apocalypse domani è un film del 1980 diretto da Antonio Margheriti (con lo pseudonimo Anthony M. Dawson).
Durante la guerra del Vietnam, un plotone di marines libera due prigionieri, Tom Thompson e Charlie Bukowski. Mentre il capitano Norman Hopper tenta di tirarli fuori dalla fossa viene morso al braccio da Thompson. L'ufficiale si sveglia sul suo letto, sconvolto.
Anni dopo, negli Stati Uniti, Charlie Bukowski viene dimesso dall'ospedale psichiatrico. Telefona al capitano Hopper e gli dà un appuntamento. Il ragazzo, tuttavia, presenta segni di squilibrio e decide di barricarsi armato dentro un supermercato.
Tornato in ospedale, l'ex marine riesce a liberarsi e scatena insieme a Tom Thompson una rivolta, aggredendo infermieri e dottori. Si scopre che un virus altamente contagioso è contenuto nella saliva dei soldati.
Anche Hopper viene infettato, e per evitare di essere scoperto, decide di nascondersi insieme a sua moglie e ai due militari. La polizia riesce comunque a rintracciarli.
La pellicola è stata girata ad Atlanta, mentre gli interni furono ricreati negli Studi De Paolis di Roma.
In un intervista, John Saxon ha raccontato di aver interpretato malamente la sceneggiatura del film. L'attore era convinto di recitare in un film drammatico, una volta scoperto il vero genere, ha pensato di abbandonare la produzione.
Il film è uscito nelle sale italiane il 4 agosto 1980.
Fu esportato all'estero, dove è conosciuto con il titolo internazionale Invasion of the Flesh Hunters.
Presentato alla commissione di revisione cinematografica, il film ricevette un divieto ai minori di 18 anni per le ripetute scene di violenza. Per la trasmissione in TV, nel 1991, furono tagliate alcune sequenze violente (ad esempio la scena in cui Bukowski, dopo aver osservato le effusioni erotiche di una coppia di spettatori, morde la donna sul collo) e il divieto è stato abbassato ai minori di 14 anni.
Attualmente non esistono versioni home video italiane, sono presenti DVD e Blu-ray in lingua inglese.
Considerato un cult movie, è uno dei film preferiti da Quentin Tarantino.
Fantafilm reputa il film di Margheriti «una insolita metafora sull'emarginazione (...) fortemente influenzato dalle facili mode dello splatter nostrano».
Robert Zemeckis omaggia il film di Margheriti ne La morte ti fa bella.