Un circuito integrato per applicazione specifica (noto come ASIC o application specific integrated circuit), è un circuito integrato creato appositamente per risolvere un'applicazione di calcolo/elaborazione ben precisa (special purpose): la specificità della progettazione, focalizzata sulla risoluzione di un unico problema, consente di raggiungere delle prestazioni in termini di velocità di elaborazione e consumo elettrico difficilmente ottenibili con l'uso di soluzioni più generiche (general purpose).
Lo sviluppo di questo genere di circuiti è però molto costoso e per questo motivo il loro impiego è limitato a campi in cui possano essere usati in maniera massiccia, ovvero alti volumi di mercato, come l'elettronica di consumo (masterizzatori, schede elettroniche, apparati di rete, trasmissione audio-video) mentre per usi su scala più limitata vengono preferite, ad esempio, tecnologie riprogrammabili come le FPGA. Uno specifico settore in cui si sono fatti strada i processori ASIC è il mondo delle criptovalute, grazie alle elevate prestazioni raggiungibili con questo tipo di tecnologia.
Sviluppati nei primi anni '80 con architetture basate su array di porte logiche che inizialmente non superavano le 5.000 unità, i circuiti ASIC hanno beneficiato dell'evoluzione dei software di progettazione e dei processi produttivi, superando oggi le 100 milioni di porte. Questa crescita ha permesso ai moderni ASIC di integrare al proprio interno anche memorie ROM, RAM, EPROM e Flash, evolvendosi a tutti gli effetti in veri e propri SoC(system-on-a-chip).
Gli sviluppatori di ASIC digitali utilizzano spesso linguaggi HDL, come Verilog o VHDL.
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