Artedidraco mirus

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Artedidraco mirus
Disegno di A. mirus di Einar Lönnberg
Stato di conservazione
Specie non valutata
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
RamoBilateria
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
SuperclasseGnathostomata
ClasseActinopterygii
SottoclasseOsteichthyes
SuperordineAcanthopterygii
OrdinePerciformes
FamigliaArtedidraconidae
GenereArtedidraco
SpecieArtedidraco mirus

Artedidraco mirus (Lönnberg, 1905) è una specie di pesce osseo della famiglia degli Artedidraconidi. È nativa del Mare di Ross, in Antartide.

Descrizione

Dal corpo allungato e dal ventre piatto, possiede una testa molto larga, con delle creste post-temporali molto deboli. Gli occhi sono grossi e il muso risulta essere più corto dell'orbita oculare. La bocca raggiunge il centro dell'orbita, possedendo fauci con piccoli denti, che però non sono presenti sul palato. La parte superiore dell'opercolo termina con una proiezione a forma di amo.

Possiede due pinna dorsali: una molto piccola e spinosa sopra la base pettorale e un'altra molto lunga alla base e raggiata, oltre che più alta della prima. La pinna anale. è bassa in altezza e si origina molto indietro rispetto all'inizio della pinna dorsale. La singola pinna pettorale è corta e a forma di ventaglio. La pinna pelvica è lunga mentre quella caudale è arrotondata. Il corpo è completamente privo di scaglie e le due linee laterali sono situate una sopra il corpo fino alla parte anteriore della seconda pinna dorsale, la seconda a metà del corpo lateralmente fino alla pinna caudale.

Il colore del corpo è di un giallognolo pallido, con tra le quattro e sei bande di sfumature diverse che si estendono dalla pinna dorsale. La testa ha un reticolo di un pattern che si scurisce dal muso alla pinna dorsale.

Gli esemplari maschi raggiungono una dimensione massima di 11 centimetri.

Distribuzione, habitat e biologia

A. mirus si può trovare sia vicino alle coste che lungo tutta la piattaforma continentale dell'Antartide, a profondità comprese tra i 18 e i 320 metri (principalmente però a meno di 200 metri). Sono stati ritrovati esemplari anche in Georgia del Sud. Si ciba soprattutto di vermi e piccoli crostacei.

Note

  1. 1 2 3 4 5 Eakin, pp. 332-356.

Bibliografia

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