Il nome del genere combina la sua distribuzione meridionale, dal latino "australis" (=meridionale), con il nome del genere Flourensia.
Il nome scientifico del genere è stato definito dai botanici Juan C. Ospina e Susana Edith Freire (1955-) nella pubblicazione "Anais da Academia Brasileira de Ciencias. Rio de Janeiro" (Anais Acad. Brasil. Ci. 95(2)-e20191135: 11) del 2023.
Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa (i rametti sono resinosi). Altezza massima: 2 metri.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono alternate; sono sessili o brevemente picciolate. La lamina della foglia varia da lineare a ovata. La superficie è pennata.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da 2-8 capolini raggruppati in formazioni panicolate o corimbose.[senzafonte] I capolini, le infiorescenze vere e proprie, sono di tipo radiato e sono formati da un involucro, con forme emisferiche, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio ligulati e fiori del disco tubulosi. Le brattee di dimensioni subuguali, sono disposte su 2-3 serie; la consistenza è erbacea. Il ricettacolo ha una forma da piatta a convessa ed è provvisto di pagliette a protezione della base dei fiori.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (Calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
fiori del raggio (esterni): (da 5 a 21) sono neutri o raramente femminili ma in questo caso sono sterili; sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa);
fiori del disco (centrali): sono più numerosi (da 10 a 75) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi.
fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; i tubi talvolta sono percorsi da due serie di tricomi; la ligula può terminare con 2 lobi; il colore è giallo;
fiori del disco: la gola del tubo varia da urceolata a campanulata, talvolta è tubulosa e si apre gradualmente o improvvisamente all'infuori in 5 lobi terminali; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata; il colore è giallo; le corolle sono per lo più senza fibre con fasci vascolari.
Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; i filamenti sono glabri, raramente papillosi. Le antere sono parzialmente saldate in un manicotto circondante lo stilo. La forma delle appendici delle antere varia da lineare a ovata. Le cellule dell'endotecio sono arrotondate, raramente a forma quadrata con 1 - 3 collegamenti radiali. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
Gineceo: il gineceo è composto da due carpelli (sincarpici) formanti un ovarioinfero uniloculare. Lo stilo è unico, acuto e bifido nella parte apicale (con due stigmi); possiede inoltre due fasci vascolari. Le linee stigmatiche sono fuse.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono lateralmente compressi con forme da oblunghe a obconiche; la superficie è densamente sericea; possono essere presenti delle ali o delle strisce marginali sia sui bordi ma anche sul collo. Il pappo è formato da 2-4 reste inframezzate da squamelle.[senzafonte]
Biologia
Impollinazione: l'impollinazione prevalente per queste piante è ad opera del vento (impollinazione anemogama). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite in Sud America. Le specie di questo genere si trovano sui pendii aridi e rocciosi delle Ande e nella steppa patagonica fino a quote di 4000 metri.
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000specie distribuite in 1720generi. La famiglia attualmente (2026) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Filogenesi
La sottoribù Enceliinae, all'interno della tribù Heliantheae, da un punto di vista filogenetico, occupa una posizione più o meno centrale. La sottotribù condivide con le Helianthinae la sterilità dei fiori del raggio. In aggiunta gli acheni sono fortemente piatti e sericei e il ricettacolo possiede delle pagliette caduche (caratteristiche di pochi altri membri della tribù di appartenenza). Le Enceliinae rappresentano un caso notevole di radiazione in ambienti aridi, parallela ad altri gruppi deserticoli degli Heliantheae.
Enceliinae è composta da due linee filogenetiche: un clade nordamericano con la maggioranza dei generi e un piccolo subclade sudamericano separato e non "fratello" diretto del primo. Il genere di questa voce appartiene al subclade sudamericano. Il genere ha avuto tuttavia una origine nordamericana, quindi si è avuta una dispersione verso il Sud America con una successiva radiazione nelle regioni aride interandine.
I caratteri distintivi (e diagnostici) del genere sono:
il portamento è arbustivo o suffruticoso;
i capolini sono di tipo radiato, spesso raccolti in sinflorescenze cimoso-corimbose;
le corolle dei fiori del disco sono brevemente dentate;
Walter S. Judd, Christopher S. Campbell, Elizabeth A. Kellogg, Peter F. Stevens e Michael J. Donoghue, Botanica sistematica. Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN978-88-299-1824-9.
David Aeschimann, Konrad Lauber, Daniel Martin Moser e Jean Paul Theurillat, Flora alpina, 3 volumi, Bologna, Zanichelli, 2004, ISBN978-8808071590 (archiviato il 30 giugno 2024).
(EN) Susana E. Freire, Juan C. Ospina, Lone Aagesen, Luis Ariza Espinar, José L. Panero e M. Amalia Scataglini, Unraveling Polyphyly in Flourensia (Asteraceae, Heliantheae, Enceliinae) and the Establishment of a New Genus Austroflourensia (abstract), in Anais da Academia Brasileira de Ciências, vol.95, n.2, PubMed, 17 febbraio 2023, DOI:10.1590/0001-3765202320191135, PMID36820759. URL consultato il 1º aprile 2026 (archiviato il 23 gennaio 2025).