| Azione Socialista | |
|---|---|
| Stato | |
| Lingua | italiano |
| Periodicità | settimanale |
| Genere | Politico |
| Fondatore | Ivanoe Bonomi |
| Fondazione | 7 maggio 1905 |
| Chiusura | ottobre 1917 |
| Sede | Roma |
Azione Socialista (o L'Azione Socialista) è stato un periodico politico italiano d'ispirazione socialista, attivo dal 1905 al 1914. Originariamente, nacque come organo di espressione della corrente riformista di destra (o gradualista) all'interno del Partito Socialista Italiano (PSI), ma divenne l'organo ufficiale nazionale del neonato Partito Socialista Riformista Italiano (PSRI) dal luglio del 1912.
Il periodico fu fondato da Ivanoe Bonomi il 7 maggio 1905 a Roma, in collaborazione con Leonida Bissolati.
Pochi mesi dopo la sua nascita, la testata subisce una primissima interruzione, dichiarata da Bonomi nell'articolo di commiato del 30 dicembre 1905. Negli anni successivi, il gruppo di intellettuali riuniti attorno alle idee de L'Azione Socialista continua a operare nel partito per promuovere un socialismo pragmatico. Le loro posizioni, espresse nei congressi di quel periodo, sostengono le riforme liberali del Governo Giolitti III. In particolare, tra il 1907 e il 1911 il giornale divenne un punto di riferimento teorico per il socialismo moderno e le riforme democratiche, con la pubblicazione di saggi cardine sul riformismo di destra e scontro con i massimalisti.
A seguito del XIII Congresso del PSI di Reggio Emilia del luglio 1912, che vede l'espulsione di Bissolati e Bonomi per mano dei massimalisti guidati da Mussolini, la pubblicazione riprende vigore e il foglio cessa di essere una rivista di sola corrente e i fuoriusciti rendono il periodico ufficialmente l'organo di stampa nazionale del neonato Partito Socialista Riformista Italiano. Con la nascita del nuovo partito, L'Azione Socialista viene ufficialmente rifondata a Roma, abbandonando la vecchia veste di foglio di corrente interna per diventare l'organo di stampa ufficiale a carattere nazionale del PSRI.
Il periodico ebbe un ruolo centrale nel dibattito interventista e nella dura reazione patriottica contro l'appello contro l'inutile strage di Papa Benedetto XV dell'agosto 1917, di cui Bissolati parlò duramente all'interno di un articolo dedicato.
I riscontri archivistici, inclusa la collezione presso l'Archivio storico del Senato, attestano che le pubblicazioni de L'Azione Socialista proseguirono regolarmente fino al 22 settembre 1917. La chiusura definitiva avvenne nell'autunno del 1917, causata dalle difficoltà legate al razionamento della carta, alla censura militare e allo scompaginamento politico conseguente alla disfatta di Caporetto.