
I baffi sono la sezione della barba cui peli crescono sopra il labbro superiore.
Il lemma "baffo", che per indicare i peli del viso viene prevalentemente usato al plurale, ha etimo incerto. In latino non si usava una parola e si diceva con circonlocuzioni, quali labiorum superiorum pili (peli del labbro superiore). Nel latino medievale si introdusse il termine mystax derivato dal greco. Il termine "mustacchi" infatti (attestato in italiano sin dal XIV secolo) deriva dal greco antico μúσταξ, μuστακóς (mústax, mustakós). Questo darà origine all'inglese e al francese moustache (pronunciato in inglese /məˈstaː∫/ e in francese /musta∫/). Simile è lo spagnolo mostacho.
Si dice che un individuo che porta i baffi sia "baffuto", con riferimento spesso a baffi particolarmente grandi o cespugliosi.

Rasarsi con pietre usate come rasoi era tecnologicamente possibile dai tempi del neolitico. I baffi sono raffigurati per la prima volta in una statua del principe egiziano Rahotep (c. 2550 a.C.) della IV dinastia, e compaiono anche su un coevo bassorilievo del medico e scriba Hesyra.
Il ritratto dipinto più antico che si conosca, risalente al 300 a.C., raffigura un cavaliere scita rasato e con i baffi, presente sul manufatto Pazyryk (kurgan) del 300 a.C. circa.

Uno dei primi documenti sull'uso dei baffi (senza barba) può essere fatto risalire ai Celti dell'età del ferro. Secondo Diodoro Siculo:
Nell'antica Roma non si usò infatti mai portare i baffi, considerati un uso dei barbari germanici, con l'unica eccezione dell'eccentrico imperatore Eliogabalo, di origine orientale. I baffi si diffusero solo con la caduta dell'Impero romano d'Occidente e l'arrivo al potere di Odoacre, e ampiamente usati dai successivi re germanici di Roma, fino ai Longobardi e ai Franchi.

I baffi non scomparvero durante il Medioevo. Un esempio di spicco dei baffi nell'arte altomedievale è l'elmo di Sutton Hoo, un elmo riccamente decorato che sfoggia un volto raffigurante dei baffi sul labbro superiore. Più tardi, anche i leader gallesi e i reali inglesi come Edoardo di Galles, il Principe Nero, portavano i baffi, così come diversi sovrani come ad esempio Carlo Magno, Vlad III di Valacchia, Luigi XIII di Francia, Luigi XIV in gioventù, Cosimo III e Ferdinando II de' Medici.
La popolarità dei baffi in Occidente raggiunse il picco alla fine del XIX secolo, in coincidenza con un'accresciuta popolarità nelle virtù militari, pur essendo diffusi anche in ambienti politici disparati, ad esempio tra gli anarchici del periodo, ma anche tra i militari e i sovrani (si veda la moda dei baffi a manubrio lanciata da Vittorio Emanuele II e Umberto I di Savoia, o i baffi più corti di Vittorio Emanuele III).
A ogni paese, reggimento e ceto sociale corrispondeva uno stile; in genere gli uomini più giovani e i ceti più bassi potevano lasciarsi crescere baffi più piccoli e meno elaborati: più un uomo avanzava di ceto, più i baffi potevano essere grandi, fino a quando non gli era permesso di lasciarsi crescere tutta la barba.

Dopo la seconda guerra mondiale la moda dei baffi maschili ha seguito gli orientamenti politici o sociali dell'epoca. Ad esempio molti simpatizzanti del comunismo portavano negli anni '50 folti baffi simili a quelli di Stalin, soprannominato spesso "baffone" dai suoi detrattori. Degna di nota è la caratterizzazione, in quel periodo, del personaggio di Peppone, il sindaco comunista, fatta da Gino Cervi nei fortunati film dedicati a Don Camillo, tratti dai racconti di Giovannino Guareschi (che portava dei baffi analoghi pur essendo anticomunista).
Negli anni 60 si preferivano volti rasati, mentre la cultura hippy degli anni 70 ha reintrodotto la moda dei baffi, come segno distintivo di rottura rispetto alla generazione precedente, assieme alle barbe e alle basette. Negli anni '80 e '90 sono tornati di moda i volti rasati, mentre a partire dagli anni 2000 si sono affermate le barbe folte abbinate a baffi pronunciati.
Nelle culture occidentali le donne generalmente rimuovono i peli del volto, sebbene siano in grado di farli crescere, di solito sotto forma di baffi sottili. L'artista Frida Kahlo si ritraeva con entrambi i baffi. I baffi inglesi erano un tempo usati nei melodrammi, nei film e nei fumetti come indicazione stenografica di scelleratezza. Il personaggio della serie animata Rocky e Bullwinkle Snidely Whiplash, per esempio, era caratterizzato dai suoi baffi e il suo mantello. È da notare che i personaggi maschili degli anni venti indossano spesso un alto cappello con baffi a manubrio.

Diverse culture hanno sviluppato delle associazioni con i baffi. Oltre che dalla cultura, la percezione dei baffi è influenzata anche dalla religione, in quanto alcune di esse favoriscono la crescita dei baffi o della barba in generale, mentre altre tendono a rifiutare i baffi, e altre ancora rimangono alquanto ambivalenti sull'argomento.
Ad esempio, in molti paesi arabi i baffi sono associati al potere, la barba è associata al tradizionalismo islamico e la rasatura completa o la mancanza di peli sul viso sono associate a tendenze più liberali e laiche. I politici di ispirazione laica sono solitamente rasati o portano i baffi per differenziarsi dai religiosi.

Nell'Islam, rifilare i baffi o rasarli, mantenendo al contempo la barba, è considerato un sunnah e mustahabb, cioè un modo di vita che è raccomandato, specialmente tra i sunniti. Spesso i fondamentalisti, i mullah e gli imam musulmani portano barbe anziché baffi.
In Turchia i baffi sono stati sempre associati anche al ricoprire ruoli militari. Atatürk, per occidentalizzare l'esercito, proibì ai soldati di portare baffi troppo vistosi. Egli portava dei baffi corti, e in seguito si rasò del tutto negli ultimi anni di vita.
Mentre gli uomini Amish si fanno crescere la barba dopo il matrimonio e non la tagliano mai, evitano i baffi e continuano a radersi le labbra superiori. Ciò è dovuto al rifiuto della moda militare tedesca dei baffi sportivi, prevalente all'epoca della formazione della comunità Amish in Svizzera; è quindi un simbolo del loro impegno per il pacifismo.
Come molte altre tendenze della moda, i baffi sono soggetti a cambiamenti di popolarità nel tempo. Sebbene la cultura moderna associ spesso i baffi agli uomini dell'era vittoriana, Susan Walton mostra che all'inizio la barba era vista con disgusto e che i baffi erano considerati il segno di un artista o di un rivoluzionario, entrambi figure ai margini sociali in quel momento.

Tuttavia, nella seconda metà del secolo le cose cambiarono e i baffi divennero molto popolari, anche tra gli uomini illustri, ad esempio il creatore di Sherlock Holmes Arthur Conan Doyle o il principe Alberto Vittorio di Sassonia-Coburgo-Gotha. Walton ipotizza che l'aumento della tendenza dei peli sul viso sia dovuto in gran parte in parte all'imminente guerra contro la Russia e alla convinzione che baffi e barba proiettassero un'immagine più "virile".
Anche lo stereotipo dell'immigrato italoamericano è spesso raffigurato con folti baffi.
Secondo uno studio condotto da Nigel Barber si nota una forte correlazione tra numero di matrimoni e un aumento del numero di baffi indossati dalla popolazione maschile. Barber suggerisce che questa correlazione possa essere dovuta al fatto che gli uomini con i baffi sono percepiti come più attraenti, operosi, creativi, mascolini, dominanti e maturi sia dagli uomini che dalle donne. Barber suggerisce che questi tratti influenzerebbero la scelta del marito di una donna in quanto suggerirebbero un probabile successo riproduttivo e altre buone qualità biologiche e una capacità di investire nei bambini.

In uno studio condotto da JA Reed e EM Blunk, è stato dimostrato che le persone in posizioni dirigenziali percepiscono positivamente, e quindi hanno maggiori probabilità di assumere, uomini con la barba. Anche se gli uomini con la barba in generale hanno ottenuto punteggi migliori rispetto agli uomini con solo i baffi, gli uomini con i baffi hanno ottenuto punteggi molto più alti di quelli che erano ben rasati. In questo esperimento, a 228 persone che ricoprivano posizioni di decisioni di assunzione, sono stati mostrati schizzi a inchiostro di sei candidati di lavoro di sesso maschile. Gli uomini con i peli sul viso sono stati valutati più in alto su aspetti di mascolinità, maturità, attrattiva fisica, dominio, fiducia in se stessi, anticonformismo, coraggio, operosità, entusiasmo, intelligenza, sincerità e competenza generale. I risultati sono abbastanza simili sia per i datori di lavoro uomini che per quelli donne. Tuttavia, Blunk e Reed stabiliscono anche che l'accettabilità dei peli facciali cambiano a seconda del periodo di tempo. Tuttavia, altri studi condotti da Hellström e Tekle suggerirebbero che i baffi non sono favorevoli a tutte le professioni poiché è stato dimostrato che gli uomini ben rasati sono visti come più affidabili in ruoli come venditori e professori.
I baffi, nell'adolescenza maschile, si formano durante il periodo di sviluppo dei peli del volto. C'è un ordine preciso in cui i peli del volto, durante il periodo della pubertà, appaiono di solito sulla faccia maschile:
Come con molti processi biologici umani, questo processo può variare a seconda degli individui o essere completamente assente (anche se ciò può indicare una patologia, prima tra tutte, l'ipogonadismo maschile).
La presenza di baffetti nella donna può essere segno di uno squilibrio ormonale, provocato dal mancato assorbimento delle sostanze androgene, in particolare per un eccesso di testosterone e δ-4-androsterone rilasciato dalle ovaie. I baffi nella donna possono presagire una disfunzione delle ovaie di origine cistica o tumorale. L'eccessiva peluria presente sopra il labbro superiore femminile, soprattutto se scura, solitamente viene rimossa con ceretta, epilazione laser o altri metodi, oppure schiarita attraverso l'utilizzo di sostanze chimiche.

Molti uomini durante la crescita della barba devono occuparsi di questa quotidianamente, rasando opportunamente i peli del mento e delle guance. Questa necessità ha creato l'invenzione di una larga varietà di accessori progettati per la cura dei baffi, inclusa una cera, una rete, una spazzola, un pettine, e delle forbici. La tazza per baffi ha una parte coperta per proteggere il labbro superiore dalla schiuma delle bevande.
Ai mondiali 2007 di Barbe e baffi c'erano 6 sottocategorie in quella di questi ultimi:



Altri tipi di baffi:









Il record dei baffi più lunghi appartiene a Bajansinh Juwansinh Gurjar di Ahmedabad, India. Non furono tagliati per 22 anni e nel 2004 erano lunghi 3 metri e 81 centimetri.
Nel 2007 l'Istituto americano di baffi (American Mustache Institute) ha sponsorizzato un voto per i “baffi sportivi più famosi dell'anno”, il cui vincitore fu Keith Hernandez. Celebrato alla fine del 2007 il cinquantesimo anniversario dell'annuale “Mustache Awards” dove David Macaulay è stato votato “Baffi dell'anno” e “Migliori baffi da far apparire in una pellicola”.
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