Ballaban

Ballaban
frazione
Localizzazione
StatoAlbania (bandiera) Albania
Prefettura Argirocastro
ComuneKëlcyrë
Territorio
Coordinate40°25′N 20°08′E
Abitanti1 047 (cens. 2011)
Altre informazioni
Cod. postale6406
Fuso orarioUTC+1
TargaPR
Cartografia
Mappa di localizzazione: Albania
Ballaban
Ballaban
Ballaban – Mappa
Ballaban – Mappa
Mappa della zona di Quota 731 di Monastero e dell'area di Ballaban.

Ballaban è una frazione del comune di Këlcyrë in Albania (prefettura di Argirocastro).

Storia

Storicamente conosciuta anche in italiano come Hani Balaban, trà il 9 e l 24 marzo 1941, la zona in particolare quella compresa trà Bubes, Komarak, Kondas e il Passo Chiaf e Chiciocut (Qafa e Kiçokut), fu teatro di un sanguinoso scontro militare frà italiani e greci, noto come battaglia di Quota 731 di Monastero durante la seconda guerra mondiale nella offensiva di primavera.

Dopo i combattimenti, l'area fu dichiarata "Zona Sacra di Quota 731" per commemorare il sacrificio dei soldati del Regio Esercito che ebbe oltre 8000 caduti e che molti di essi vennero sepolti sul posto e nelle zone limitrofe.

Con la fine della seconda guerra mondiale e l'avvento del regime comunista di Enver Hoxa, l'area cadde il totale stato di abbandono.

Nel dopo guerra, fino alla riforma amministrativa del 2015, Ballaban è stato comune autonomo. Dopo la riforma è stato accorpato insieme agli ex-comuni di Dishnicë, Këlcyrë e Sukë a costituire la municipalità di Këlcyrë.

Località

Il comune era formato dall'insieme delle seguenti località:

Note

Annotazioni

  1. ↑ Molti resti di soldati italiani e Greci caduti durante la Campagna di Grecia rimasero sepolti in Albania per decenni. Sebbene non vi sia stata una campagna di distruzione mirata delle tombe militari, dopo la seconda guerra mondiale, esse caddero spesso in stato di abbandono o furono profanate e rese anonime, nel clima di generale degrado dei siti religiosi voluta dal regime comunista di Enver Hoxha. Nello specifico, mirava a cancellare le tracce dell'occupazione fascista (1939-1943) e a promuovere la narrazione nazionalista della "liberazione" partigiana, lasciando molti luoghi di sepoltura in uno stato di abbandono per decenni. Solo dopo la caduta del regime è stato possibile avviare operazioni di recupero più concreto dei resti mortali e trasferirli al Sacrario militare dei caduti d'oltremare a Bari.

Fonti

  1. ↑ (EN) Population and housing Census 2011 (PDF), su instat.gov.al. URL consultato il 6 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  2. ↑ CAP distretto di Argirocastro, su geopostcodes.com. URL consultato il 07-04-10.
  3. ↑ RICORDI DI GUERRA COL 31° CARRISTI (PDF), su assocarri.it. URL consultato il 01-05-2026.
  4. ↑ Elenco località, su aac-al.org. URL consultato il 26 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2012).

Voci correlate

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