| isybank | |
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| Stato | |
| Forma societaria | Società per azioni |
| Fondazione | Luglio 2008 a Milano |
| Fondata da | |
| Sede principale | Torre Gioia 22 |
| Gruppo | Gruppo Intesa Sanpaolo |
| Persone chiave |
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| Settore | Bancario |
| Prodotti | Servizi bancari digitali |
| Fatturato | 19 161 824 di € (2021) |
| Utile netto | 1 572 630 di € (2021) |
| Dipendenti | 38 (2024) |
| Slogan | «Semplicemente banca.» |
| Sito web | www.isybank.com/ |
isybank S.p.A. (nata nel 2008 come Banca ITB S.p.A., poi nota dal 2016 al 2022 come Banca 5 S.p.A.) è un istituto di credito italiano che offre servizi bancari digitali.
È parte integrante del gruppo bancario Intesa Sanpaolo dalla fine del 2016.

L'istituto bancario nasce col nome di Banca ITB nel luglio 2008 tramite l'azione congiunta di Rosario Bifulco (tramite Bootes), Francesco Marrara (con Ayperos), Dario Rapisarda, Marcello Sala, Lottomatica, Federazione italiana tabaccai (attraverso Arianna), Wise Sgr, Intesa Sanpaolo e Toni Rossi per mezzo di Pharos e Logista. L'intento era di creare una banca esclusivamente dedicata ai tabaccai, ai quali offrire conti correnti, fidi, depositi, finanziamenti, pagamento fornitori, fatturazione elettronica e servizi di incasso e di pagamento. In contemporanea questi servizi erano messi a disposizione anche dei cittadini tramite convenzioni per pagamenti di bollettini postali, F24, MAV, RAV, ricariche di schede telefoniche e carte prepagate, nonché per la liquidazione dei buoni Inps.

Alla fine del 2016 il gruppo Intesa Sanpaolo, già proprietario del 10% delle quote, ha rilevato con il pagamento di 153 milioni di euro il restante 90% di Banca ITB, che viene rinominata contestualmente Banca 5. La nuova denominazione si riferisce al numero di prodotti che il gruppo bancario intendeva offrire al nuovo obiettivo di clientela da raggiungere attraverso la rete dei tabaccai, ovvero le fasce della popolazione poco bancarizzate: carte, prestiti, conto, assicurazioni e servizi.
Nel più ampio piano di riorganizzazione interna, la banca ha assunto dal 1º gennaio 2023 la nuova denominazione di isybank in previsione del rilancio in qualità di banca digitale del gruppo, divenuto operativa il 15 giugno 2023. L'obiettivo del gruppo è quello di attirare giovani clienti che frequentano poco la filiale fisica, così come dimostrato dal trasferimento dei possessori di un conto giovani Intesa Sanpaolo ad isybank, completato nel mese di ottobre dello stesso anno.
Le modalità di trasferimento da un conto Intesa Sanpaolo ad uno appartenente alla banca completamente digitale del gruppo hanno indispettito numerosi correntisti tanto da portare all'apertura di un'istruttoria da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato a novembre. Alla fine del mese, la stessa Autorità impone l'immediato blocco dei trasferimenti tra le due banche in attesa del termine delle indagini aventi nel merito possibili infrazioni del Codice del consumo da parte di Intesa. Fra gennaio e marzo del 2024 Intesa Sanpaolo ha rivisto la gran parte dei trasferimenti concedendo ai correntisti la possibilità di ritornare in possesso del loro precedente IBAN di Intesa Sanpaolo entro la fine del 2026 a condizioni economiche migliori delle precedenti con in contemporanea la possibilità di mantenere il nuovo conto Isybank: questi accorgimenti, che di fatto annullano le criticità riscontrate, portano l'AGCOM nel mese di giugno a chiudere senza conseguenze l'istruttoria aperta alla fine dell'anno precedente.
Nel marzo del 2026 il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato Intesa Sanpaolo con 17,6 milioni di euro di multa per aver trattato in modo illecito i dati di circa 2,4 milioni di clienti durante il loro trasferimento ad Isybank, la stessa operazione finita già sotto la lente d'ingrandimento dell'AGCM.
La banca non ha filiali presenti sul territorio, essendo un istituto solamente digitale accessibile tramite apposita applicazione che in caso di necessità si appoggia alle sedi fisiche del gruppo Intesa Sanpaolo. In passato, sia come Banca ITB che come Banca 5, si appoggiava a 20 000 tabaccherie convenzionate (corrispondenti a circa il 40% del mercato), a cui 12 milioni di persone si rivolgevano per usufruire dei servizi. Grazie a ciò, raggiunse 38 milioni di euro di ricavi, di cui il 96% frutto di commissioni sui pagamenti effettuati, intermediando circa 9 miliardi di euro. Core Tier 1 del 25,8%, chiuse nel 2016 con 8,5 milioni di utili e 237 dipendenti. L'anno successivo registrò un utile netto di 6,7 milioni di euro con la presenza di 244 dipendenti.