| Barcarenichthys | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Classe | Actinopterygii |
| Superordine | Protacanthopterygii |
| Ordine | Salmoniformes ? |
| Genere | †Barcarenichthys Gayet, 1989 |
| Specie | †B. joneti |
Barcarenichthys è un genere estinto di pesci ossei attinotterigi vissuto durante il Cretaceo superiore (Cenomaniano superiore) nell'attuale Portogallo. Il genere comprende una sola specie, Barcarenichthys joneti, descritta da Michèle Gayet nel 1989 sulla base di un unico esemplare proveniente dai depositi marini di Barcarena, nei pressi di Lisbona.
Originariamente il genere fu attribuito ai Salmoniformes, in particolare come possibile membro basale degli Osmeroidei, sulla base della morfologia del cranio e dello scheletro caudale. Successivamente alcuni autori lo hanno interpretato come un euteleosteo basale di posizione incerta, mentre classificazioni filogenetiche più recenti hanno nuovamente incluso Barcarenichthys tra i Salmoniformes basali.
I resti fossili furono rinvenuti in una cava situata a sud dell'abitato di Barcarena, nei dintorni di Lisbona. Il reperto era stato inizialmente descritto da S. Jonet nel 1964 come Leptosomus aff. guestfalicus, ritenendolo affine alla specie tedesca Leptosomus guestfalicus. All'epoca il giacimento era attribuito al Turoniano, ma successive indagini micropaleontologiche ne hanno dimostrato un'età cenomaniana. Nel 1989 Michèle Gayet riconobbe che il fossile apparteneva a un taxon distinto, istituendo il nuovo genere Barcarenichthys e la nuova specie B. joneti, dedicata allo scopritore del materiale. L'olotipo, catalogato come SGP-1822, è conservato presso il Servizio Geologico del Portogallo di Lisbona e rappresenta l'unico esemplare conosciuto.
Barcarenichthys era un piccolo pesce dal corpo relativamente arrotondato, lungo poco più di 30 mm. Era ricoperto da grandi scaglie cicloidi che non si estendevano sulle ossa del cranio. Il cranio presentava numerosi caratteri primitivi. Il parasfenoide era privo di denti, mentre il vomere possedeva un lungo processo anteriore. L'orbitosfenoide era assente e davanti all'orbita era presente un osso antorbitale. La regione infraorbitale comprendeva cinque elementi, dei quali gli ultimi tre erano molto sviluppati e raggiungevano il preopercolo.
La mascella era lunga e dentata, estendendosi posteriormente oltre la metà dell'orbita, accompagnata da due sopramascellari mobili. Anche il premascellare era dentato ma relativamente piccolo. Il palatino e l'entopterigoide portavano denti, mentre l'ectopterigoide ne era privo. La mandibola era caratterizzata da un alto processo coronoide concavo anteriormente e da due serie di denti separate da un diastema.
Lo scheletro ioideo comprendeva sei raggi branchiostegi, gli ultimi due dei quali erano appiattiti e a forma di spatola. Erano presenti 29 o 30 vertebre, di cui dodici postaddominali; gli archi neurali e le parapofisi delle vertebre anteriori erano indipendenti dal corpo vertebrale.
Le pinne ventrali erano inserite in corrispondenza dell'origine della pinna dorsale e possedevano sette od otto raggi. La pinna dorsale era corta e situata a metà del dorso, mentre quella anale era più arretrata e di piccole dimensioni. La pinna caudale era profondamente forcuta e sostenuta da uno scheletro particolarmente evoluto, comprendente un complesso subterminale derivante dalla fusione della prima vertebra preurale con la prima urale, sei ipurali indipendenti, il secondo e il terzo uroneurale, tre epurali e numerose placche dermiche caudali.
Nella descrizione originale Gayet attribuì Barcarenichthys agli Euteleostei e, più precisamente, ai Protacanthopterygii, riconoscendo nello scheletro caudale numerosi caratteri tipici dei tradizionali Salmoniformes.
L'autrice escluse l'appartenenza agli Ostariophysi, agli Ctenosquamata, ai Cyclosquamata e ai Neoteleostei sulla base della morfologia della mandibola, della posizione delle pinne e della struttura dello scheletro caudale. Per esclusione, il nuovo taxon fu interpretato come più vicino agli Osmeroidei, pur evidenziando che i caratteri condivisi erano insufficienti per dimostrare una stretta parentela filogenetica e che il genere risultava già troppo specializzato per essere considerato un antenato diretto del gruppo.
Successivamente alcuni studi hanno preferito considerare Barcarenichthys un euteleosteo basale di posizione incerta, mentre la classificazione filogenetica di Near e Thacker (2024) lo ha nuovamente incluso tra i Salmoniformes basali insieme ad altri generi cretacici problematici.
Barcarenichthys viveva in un ambiente marino poco profondo durante il Cenomaniano superiore. Le sue ridotte dimensioni e la dentatura sviluppata suggeriscono una dieta costituita probabilmente da piccoli invertebrati o da altri organismi acquatici. La presenza di questo taxon indica che la diversificazione iniziale dei protacantotterigi era già in atto nei mari europei dell'inizio del Cretaceo superiore.