
Benjamín Solari Parravicini (Buenos Aires, 8 agosto 1889 – Buenos Aires, 13 dicembre 1974) è stato un pittore, gallerista, astrologo e sensitivo argentino, soprannominato "il Nostradamus argentino", molto noto in America Latina per quelli che alcuni considerano disegni profetici e relativi commenti.
Figlio di uno psichiatra, presunto discendente di Maria Saveria Paravicini (nonna di Napoleone Bonaparte), fu professore nel Liceo di Spagna in Argentina, incaricato del dipartimento d'arte nella Banca Municipale di Buenos Aires, direttore della "Galería de Exhibición de la municipalidad de Buenos Aires" e segretario della associazione per lo sviluppo delle arti nel 1948.
In America Latina viene ritenuto da molti un profeta. Secondo quanto da lui affermato, un'entità angelica "estremamente potente" gli insegnò a dipingere, anche se più che per i suoi dipinti è conosciuto per le "psicografías proféticas", schizzi a penna che tracciava saltuariamente, accompagnate da didascalie, che diceva gli venissero dettate dalla spirito di un frate spagnolo del XVI secolo. Parravicini organizzò molte mostre e convegni d'arte a Buenos Aires.
Tra le sue presunte previsioni figurano la prima guerra mondiale, l'avvento della televisione, lo sviluppo dell'inseminazione artificiale, gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, la crisi di Suez del 1956, la rivoluzione cubana e l'ascesa di Fidel Castro, le comunicazioni satellitari, le circostanze delle morti di Hitler, Mussolini e Kennedy, la dittatura militare argentina e il suo crollo in seguito alla guerra delle Falkland, il COVID-19, le dimissioni di papa Benedetto XVI, la bomba atomica, e diverse previsioni riguardanti la Russia tra cui il lancio dello Sputnik 2, il fatto che il primo essere nello spazio sarebbe stato un cane, visioni sul crollo del comunismo, il collasso dell'Unione Sovietica, sulla rinascita della Chiesa ortodossa e della fede, e, secondo alcune interpretazioni, l'espansione aggressiva guidata dal Cremlino sotto Vladimir Putin, culminata con il conflitto russo-ucraino scoppiato nel 2014, in particolare una profezia messa in relazione al 2012, anno del ritorno di Putin alla presidenza e delle Olimpiadi di Londra 2012 a cui allude il disegno. Nei suoi disegni profetici, la Russia sarebbe simboleggiata e spesso associata alla figura dell'"orso", uno dei simboli russi che compare anche nello stemma del partito di Putin Russia Unita e un'allusione al nome di Dmitrij Medvedev, mentre la Cina al drago.
Iniziò a parlare dei "bambini indaco" prima che diventassero un argomento popolare ed emanò la profezia dell'"Uomo Grigio" (forse dal vestito) che doveva aiutare l'Argentina (probabilmente un politico o guida spirituale). Il presidente argentino Javier Milei e il suo collaboratore Santiago Caputo sono due grandi appassionati delle profezie di Benjamin Solari Parravicini, e ne hanno utilizzato le profezie millenaristiche per alimentare un'aura "messianica" intorno a Milei stesso, condividendo anche il conservatorismo che spesso il profeta esprimeva.
Come nel caso di tutte le profezie, i critici affermano che anche quelle di Parravicini sono previsioni vaghe, interpretabili con molta fantasia, e riconoscibili solitamente solo a evento avvenuto.
Secondo uno dei suoi amici più intimi, l'ufologo e attore uruguaiano Fabio Zerpa, Parravicini gli raccontò di essere stato rapito nel 1961 da due esseri dagli occhi biancastri e capelli biondi (simili nell'aspetto a quelli che sarebbero poi stati conosciuti come alieni nordici), che lo avvicinarono mentre era seduto su un marciapiede del viale 9 de Julio, nel centro di Buenos Aires. Una luce enorme trasportò poi i tre in una stanza circolare, con pannelli luminosi e un tubo centrale in cui si muovevano le entità. L'astronave si mosse percorrendo la terra. Uno degli alieni, di cui non capiva la lingua, si avvicinò all'artista e gli disse telepaticamente in spagnolo, la sua lingua madre: "Devi predicare l'amore. L'universo è armonia. Il tuo comportamento è aggressivo. Abbiamo diversi eletti. Ci rivedremo". Parravicini disse di essersi trovato di nuovo sullo stesso marciapiede dove era stato rapito tre ore dopo, alle 18:47.
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