I Bevilacqua Lazise sono una nobile famiglia italiana di origine germanica, una delle casate nobiliari più antiche della città di Verona.
| Bevilacqua Lazise | |
|---|---|
| Stato | |
| Casata di derivazione | Bevilacqua di Padova |
| Titoli | conte di Nogarole |
| Fondatore | Antonio di Loncis e Londem |
| Data di fondazione | XI secolo |

Secondo la tradizione le origini di tale casato sono da ricercare in Baviera, nel castello di Loncis che diede il nome alla famiglia dei Loncisi. Questa si insediò nel territorio veronese intorno al secolo undicesimo.
Antonio barone di Loncis e Londem fu un membro di spicco di suddetta famiglia. Prefetto delle truppe imperiali contro i saraceni e cameriere d’onore dell'imperatore Enrico II, venne da costui nominato signore del castello di Lazise e governatore del Benaco nel 1014.
Con lui nacque il cognome che conosciamo ancora oggi, tramandato dai suoi discendenti. Egli venne detto infatti Bevilacqua per la singolare consuetudine di non bere vino; a tale appellativo si associò poi il nome Lazise in riferimento al territorio da lui governato.
Fu una delle prime famiglie ad essere iscritta al consiglio nobile della città di Verona nel 1407.
Il senato veneto gli concesse il titolo di conti di Nogarole nel XVI secolo, quando ottennero il castello medievale di questo paese con i fondi annessi.
Importante la presenza di questa famiglia anche nel territorio di Villa Bartolomea: essi assieme ai Buri avevano la giurisdizione di queste terre e con loro possedevano anche il giuspatronato sulla parrocchia di san Bartolomeo.
Nella seconda metà del XIX secolo, al fine di offrire un luogo consono per un monumento di tale importanza, i conti Bevilacqua Lazise donarono allo stato italiano il terreno sul colle del Belvedere a Custoza, dove venne edificato il noto ossario per i caduti delle guerre di indipendenza.
Lo stemma venne ottenuto da Altripace, comandante delle guardie imperiali di Federico Barbarossa. È così formato: losangato di rosso e d’argento, col capo d’oro caricato da una testa e collo d’aquila nera coronata d’oro. Il cimiero è una testa d’aquila. Col tempo l’arma di origine variò con l’aggiunta di una banda di fusi e di una stella.