Bobby Hutcherson nel 1982 al Berkeley Jazz Festival
Dopo aver cominciato suonando il pianoforte, rimase folgorato dall'ascolto di un disco di Milt Jackson e decise di passare al vibrafono. Prese alcune lezioni da Dave Pike e si unì quindi al sassofonista Charles Lloyd.
Cominciò in questo periodo a incidere come sideman per la Blue Note Records suonando fra l'altro in due dischi importanti: One Step Beyond (1963) di McLean e Out to Lunch! (1964) di Eric Dolphy. Nello stesso anno vinse il referendum della rivista jazz "Down Beat".
Il suo primo disco solista, Dialogue (1965), fu un successo di critica. Altri ne seguirono, molto apprezzati dalla critica, meno dal pubblico.
Nel 1967 ritornò a Los Angeles e formò un suo quintetto che però non ebbe molto successo. Dalla metà degli anni ottanta è di nuovo in pista e registra con la Landmark, poi con la Verve Records in uno stile mainstreamapprezzabile e virtuosistico ma lontano dai livelli dei suoi dischi dei primi anni sessanta[senzafonte].
Discografia parziale
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