
Per butte (pronuncia inglese [bjuːt], francese [byt]) si intende un monte o una collina isolata, dai lati fortemente inclinati e dalla cima piatta, più piccola rispetto a una mesa e a un plateau. Le butte si trovano principalmente nella parte occidentale degli Stati Uniti d'America e nelle isole Hawaii, nei pressi di Honolulu. Sono rare in Europa dove sono presenti solo in Sardegna con il nome di tacco.
La parola "butte" è un neologismo di origine francese che significa "tumulo" o "piccola collina". In ambito geologico, questo nome denota specificamente elevazioni isolate per distinguerle da formazioni più ampie come le mesa o i plateau.
Le butte sono il risultato della lenta erosione, in zone desertiche o semi-desertiche, delle rocce sedimentarie del Terziario che un tempo ricoprivano la Terra. Si tratta di rocce dure, come le rocce di origine vulcanica o quelle arenarie, che sovrastano uno strato di roccia più tenera e friabile che viene gradualmente consumato nel tempo. Le butte rappresentano lo stadio finale di questo lento, ma continuo processo di erosione prodotto dall'acqua e dal vento nel corso dei millenni. La montagna si restringe gradualmente fino a diventare più alta che larga. Di solito, sulla sommità delle butte si trova uno strato di roccia dura di copertura che protegge la roccia più tenera sottostante, rallentandone in tal modo l'erosione.
Le butte si presentano con forma e disposizione diverse, apparendo a volte come elementi solitari e altre volte unite in gruppi, come le torri di arenaria che si delineano nei paesaggi aridi del sud-ovest degli Stati Uniti. In alcuni ambienti aridi, l'esposizione prolungata può scolpirle in forme simili a pilastri o colonne che ne evidenziano ulteriormente la natura isolata. Queste caratteristiche morfologiche, determinate dalla diversa resistenza della roccia all'erosione, distinguono le butte da rilievi del terreno più ampi e con la cima piatta, particolarità che, invece, sono proprie delle mesa.
Il territorio degli Stati Uniti raccoglie le butte più tipiche che con le loro forme slanciate sono presenti soprattutto nell'altopiano del Colorado a sud-ovest e nelle Parco nazionale delle Badlands del Sud Dakota a nord.

Nell'altopiano del Colorado, tra Arizona e Utah, la Monument Valley raccoglie un'alta concentrazione di butte isolate che si ergono maestose in mezzo ad ampie vallate e sono conosciute con nomi fantasiosi come Mitten Buttes, Merrick Butte, Camel Butte, Elephant Butte. Grazie alle loro forme e alla sorprendente tonalità di rosso dovuta all'alta concentrazione di ossido di ferro, questi monoliti di arenaria sono diventati il simbolo visivo del West americano comparendo come set naturale in numerosi film western a partire da Ombre rosse (1939) di John Ford fino al più recente The Lone Ranger (2013).
Nelle Badlands l'erosione ha, invece, prodotto un complesso intreccio di butte, pinnacoli e guglie in un paesaggio arido contraddistinto da rocce sedimentarie stratificate. Anche qui la maggior parte delle butte ha ricevuto un nome. I nomi ufficiali includono Bear Butte, Adam and Eve Butte, Thunder Butte e, nella regione delle Slim Buttes, una imponente formazione rocciosa conosciuta come The Castles, due butte bianche gemelle che prendono il nome dalla loro somiglianza con i torrioni di veri castelli medievali. Nel 1976, l'area su cui sorgono The Castles è stata designata National Natural Landmarks (Monumento naturale nazionale).
È indubbio che il clima arido di queste regioni favorisce la conservazione di queste particolari formazioni rocciose e consente all'erosione eolica, grazie anche alla presenza di una vegetazione molto rada, di consumare prevalentemente gli strati sottostanti più friabili, mentre le rocce di copertura, che sono più resistenti, proteggono le cime mantenendo i loro caratteristici profili a sommità piatta per millenni.
Per i nativi americani, le butte fin dalle origini hanno avuto una notevole rilevanza spirituale e culturale fungendo da luoghi sacri e rivestendo un ruolo significativo per il mantenimento e il rispetto delle loro tradizioni.
Nella Monument Valley, le imponenti butte di arenaria sono venerate dagli indiani Navajo come luoghi sacri che custodiscono memorie storiche e potere spirituale, mentre a nord le tribù delle Grandi pianure hanno sempre mantenuto un forte legame spirituale con il Bear Butte. Su questo monte, infatti, la tradizione vuole che il profeta cheyenne Dolce Medicina abbia ricevuto dagli Spiriti le sacre frecce e le leggi che avrebbero fatto da guida al cammino del suo popolo.
Grazie alla loro posizione elevata e isolata, le butte avevano anche una funzione strategica in quanto offrivano indubbi vantaggi difensivi naturali. I nativi americani le sfruttavano sia come punti di osservazione, che come postazioni difensive. Nel 1857, a Pima Butte in Arizona ci fu un sanguinoso scontro inter-tribale tra guerrieri Yuma, Mohave, Apache e Yavapai in quella che è considerata l’ultima grande battaglia tra nativi americani.
Numerosi sono stati gli scontri armati che hanno avuto le butte come scenario. Basti ricordare la battaglia di Steptoe Butte (1858) nell'allora Territorio di Washington, combattuta tra l'esercito degli Stati Uniti e guerrieri delle tribù Palouse, Spokane e Yakama; la battaglia delle Red Buttes (1865), nell'odierno Wyoming, tra l'esercito e guerrieri Lakota Sioux, Cheyenne settentrionali e Arapaho; la battaglia della Crowheart Butte (1866), sempre in Wyoming, battaglia che prende il nome da un duello mortale combattuto nel 1866 tra il capo Shoshone Washakie e il capo Crow Big Robber che si affrontarono per rivendicare i diritti di caccia delle rispettive tribù nella regione; la battaglia della Sand Butte (1873), in California, tra l'esercito e gli indiani Modoc; la battaglia della Butte, in Montana, conosciuta anche come Battaglia della Wolf Mountain, (1877) che coinvolse l'esercito e guerrieri Lakota Sioux e Cheyenne settentrionali.
Ma lo scontro più significativo dal punto di vista storico fu quello che avvenne il 9 e 10 settembre 1876 nei pressi delle formazioni rocciose delle Slim Buttes, nell'estremo angolo nord-occidentale dell'attuale Sud Dakota, quando un contingente della colonna del generale George Crook, guidato dal capitano Anson Mills, attaccò e distrusse il villaggio Lakota Minneconjou del capo Cavallo Americano. Quell'evento, che oggi è ricordato come la battaglia delle Slim Buttes, fu la prima vittoria per le truppe statunitensi dopo la disastrosa sconfitta del generale George Armstrong Custer al Little Bighorn e segnò anche l'epilogo della grande guerra Sioux del 1876.