| Riserva naturale Ca' Roman | |
|---|---|
| Tipo di area | Riserva naturale regionale di interesse locale |
| Stato | |
| Regione | Veneto |
| Provincia | Venezia |
| Comune | Venezia |
| Superficie a terra | 50.84 ha |
| Provvedimenti istitutivi | Delibera della Giunta provinciale di Venezia n. 199 del 19 dicembre 2012 |
| Gestore | Comune di Venezia |
| Mappa di localizzazione | |
| Sito istituzionale | |
La riserva naturale Ca' Roman, ufficialmente Riserva naturale regionale di interesse locale di Ca' Roman, è un'area naturale protetta situata all'estremità meridionale dell'isola di Pellestrina, nel comune di Venezia, presso la bocca di porto di Chioggia; estesa per 50,84 ettari tra la laguna di Venezia e il mare Adriatico, comprende spiaggia, dune costiere, aree retrodunali, pineta e ambienti umidi e lagunari.
L'area fa parte del sito della rete Natura 2000 IT3250023 "Lido di Venezia: biotopi litoranei", classificato come Zona speciale di conservazione (ZSC) e Zona di protezione speciale (ZPS), ed è un'oasi di protezione faunistica; conserva uno degli ambienti dunali più integri dell'alto Adriatico e si trova lungo una delle principali rotte migratorie italiane. Costituisce una delle tre Important Bird and Biodiversity Area (IBA) del Veneto.
La conservazione dell'area è messa in discussione dal piano, adottato nel 2024, per la riconversione edilizia dell'ex colonia marina delle suore canossiane, situata a ridosso della riserva.
Ca' Roman si formò come uno scanno sabbioso per l'accumulo di sedimenti; la morfologia dell'area cambiò sensibilmente con la costruzione della diga foranea presso la bocca di porto di Chioggia, completata nel 1911: intercettando parte dei sedimenti sabbiosi trasportati dalle correnti marine, l'opera favorì un rapido avanzamento dell'arenile e lo sviluppo del sistema dunale.
Le rilevazioni pubblicate nel 2005 descrivevano il litorale ancora in accrescimento, con la spiaggia e i cordoni dunali sviluppatisi in seguito ai cambiamenti nel trasporto dei sedimenti prodotti dalle opere alla bocca di porto.
Nel 1920 fu fondata nell'area una colonia marina, in seguito gestita dalle suore canossiane e rimasta operativa fino ai primi anni novanta del XX secolo; cessata l'attività, il complesso fu abbandonato e gli edifici si degradarono progressivamente. È inoltre presente un vicino e distinto villaggio marino (gestito da un'associazione di volontariato IPAB) attivo per soggiorni estivi di persone con disabilità e famiglie.
L'Oasi di protezione faunistica di Ca' Roman fu istituita dalla Provincia di Venezia con decreto dirigenziale n. 722 del 10 luglio 2007; il 19 dicembre 2012 la Giunta provinciale istituì la Riserva naturale regionale di interesse locale ai sensi della legge regionale n. 40 del 1984.
Nel 2012 il Comune di Venezia approvò un piano di recupero dell'ex colonia che prevedeva la demolizione della maggior parte degli edifici esistenti e la realizzazione di 84 unità abitative distribuite in 42 villette, aggregate in cinque organismi edilizi, per una volumetria complessiva di 24.990 m³ su un'area di 29.195 m²; parte delle costruzioni era prevista nell'area verde meridionale, fino ad allora non edificata.
Il piano fu impugnato da Italia Nostra; nel 2013 la Commissione regionale VAS escluse la necessità di sottoporlo a valutazione ambientale strategica e nel 2014 il commissario straordinario del Comune, preso atto del parere, confermò e riapprovò il piano del 2012.
Nel corso del successivo contenzioso il TAR del Veneto sottopose alla Corte di giustizia dell'Unione europea alcune questioni pregiudiziali sull'interpretazione della direttiva 2001/42/CE sulla valutazione ambientale di piani e programmi; la Corte si pronunciò il 21 dicembre 2016 nella causa C-444/15 e, nel novembre 2017, il TAR annullò la riapprovazione del piano, giudicando incompatibili con le norme urbanistiche l'edificazione dell'area verde meridionale e la costruzione su aree precedentemente inedificate.
Durante il giudizio d'appello, il 16 agosto 2023 la società Ca' Roman s.r.l. presentò un nuovo piano urbanistico attuativo (PUA), riducendo estensione e consistenza dell'intervento per adeguarlo alla sentenza del TAR; il Comune ne rinviò l'esame in attesa dell'udienza del Consiglio di Stato, fissata per il 10 gennaio 2024; il Consiglio di Stato confermò poi l'annullamento del precedente piano con le decisioni nn. 2872 e 2874 del 2024.
Il 10 ottobre 2024 la Giunta comunale adottò il nuovo PUA, che concentra i 24.990 m³ edificabili nelle parti già costruite dell'ex colonia, lasciando inedificata l'area verde meridionale verso Forte Barbarigo; il piano interessa una superficie di 29.195 m², prevede edifici alti al massimo 6,5 m salvo quelli conservati e destina 5.024 m² a verde e percorsi pedonali di uso pubblico. In base ai titoli edilizi rilasciati, la volumetria esistente riconosciuta è pari a 25.321 m³; il progetto conserva inoltre la casa del Magistrato alle Acque e l'edificio direzionale.
Nell'aprile 2025 la Commissione regionale VAS stabilì che il nuovo PUA dovesse essere sottoposto a valutazione ambientale strategica; il successivo Rapporto ambientale valutò come lievi i possibili effetti negativi legati all'alterazione temporanea del suolo e al disturbo della fauna dovuto a una maggiore presenza umana e, come effetti positivi anch'essi lievi, la riduzione delle superfici impermeabilizzate e il recupero e la conservazione delle aree boscate. Fu prevista anche la valutazione di incidenza, poiché l'area dell'ex colonia è adiacente al settore di Ca' Roman del sito Natura 2000 IT3250023 e potrebbe interferire con il sito e con altre aree protette della laguna.
Il 30 aprile 2026 la Regione del Veneto espresse parere favorevole nell'ambito della VAS, accompagnandolo con prescrizioni; nella configurazione esaminata nello stesso anno il progetto prevede 77 unità abitative.
Il 23 luglio 2026 il Consiglio della Municipalità di Lido Pellestrina espresse parere favorevole al piano con 10 voti favorevoli e 7 contrari; residenti e associazioni ambientaliste si mobilitarono contro il progetto; anche il WWF espresse preoccupazione per le possibili conseguenze della maggiore presenza umana sull'area naturale. Manifestazioni e raccolte di firme proseguirono durante l'estate: il 4 settembre oltre 500 persone parteciparono a un corteo contrario al progetto al Lido di Venezia e nelle settimane successive le proteste continuarono anche a Pellestrina.
Nel settembre 2026 la questione fu portata anche al Senato della Repubblica con un'interrogazione che chiedeva al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica di acquisire gli atti delle valutazioni ambientali e di verificare gli effetti diretti, indiretti e cumulativi delle 77 unità immobiliari sui siti della rete Natura 2000.
La riserva occupa l'estremità meridionale di Pellestrina, di fronte a Chioggia, e costituisce il settore più meridionale del sistema di lidi che separa la laguna di Venezia dall'Adriatico; il relativo isolamento ha favorito la conservazione di una successione di ambienti costieri: battigia, dune embrionali e consolidate, praterie retrodunali, pineta, depressioni umide e ambienti lagunari.
All'epoca delle rilevazioni pubblicate nel 2005 il litorale risultava ancora in accrescimento; la sua evoluzione dipende dalla disponibilità di sedimenti e dall'azione del vento, che forma e rimodella i cordoni dunali.
Ca' Roman è una delle quattro aree separate del sito Natura 2000 IT3250023, insieme ad Alberoni, San Nicolò e Santa Maria del Mare; il sito copre complessivamente 166 ettari, una superficie più ampia di quella della riserva.

Nelle immediate vicinanze dell'estremità meridionale di Pellestrina si trova l'Ottagono Ca' Roman, piccola isola fortificata della laguna appartenente al sistema difensivo dei "cinque ottagoni".
Dalla battigia verso l'interno la vegetazione cambia con il progressivo consolidamento delle dune: alle dune embrionali seguono le dune bianche, dove lo sparto pungente (Ammophila littoralis) trattiene la sabbia con il proprio apparato radicale, favorendo la stabilizzazione delle dune.
Alle dune mobili seguono le dune consolidate o "dune grigie", caratterizzate da vegetazione erbacea, muschi e licheni e corrispondenti all'habitat prioritario 2130* della direttiva Habitat, "Dune costiere fisse a vegetazione erbacea".
Più all'interno si trova una pineta con formazioni riconducibili all'habitat prioritario 2270*, "Dune con foreste di Pinus pinea e/o Pinus pinaster"; tra i rilievi dunali si aprono depressioni umide interdunali, mentre verso la laguna crescono comunità vegetali alofile, con salicornie e specie del genere Limonium.
Ca' Roman si trova lungo una delle principali rotte migratorie italiane e numerose specie di uccelli vi sostano per alimentarsi prima di riprendere la migrazione; secondo la LIPU, fino al 2012 ne erano state censite complessivamente 190.
Il fratino e il fraticello nidificano direttamente sugli arenili di Ca' Roman: i censimenti condotti tra il 2000 e il 2002 sui litorali del comune di Venezia registrano il sito fra le aree riproduttive di entrambe le specie; la loro tutela rientra anche negli obiettivi del sito Natura 2000 IT3250023.
Sono segnalati anche il gruccione, il succiacapre, l'assiolo, il falco di palude, lo sparviere e il falco pellegrino; nei mesi invernali gli ambienti marini e lagunari circostanti ospitano inoltre lo svasso maggiore, lo svasso piccolo e lo smergo minore.
La tutela di Ca' Roman si articola su più livelli: alla riserva naturale regionale di interesse locale si sovrappone la ZSC e ZPS IT3250023 "Lido di Venezia: biotopi litoranei", che tutela sistemi dunali, ampie battigie con vegetazione psammofila e igrofila e specie di interesse comunitario.
Nel 2020 la Regione del Veneto affidò al Comune di Venezia la gestione del sito Natura 2000 IT3250023 e l'applicazione delle relative misure di conservazione; già dal 2002 il Comune aveva sottoscritto protocolli d'intesa e convenzioni con la Provincia di Venezia, la LIPU e il WWF per collaborare alla gestione delle aree naturali.
Le misure di tutela prevedono la protezione dei sistemi dunali e delle aree di nidificazione, la regolazione dei percorsi e degli accessi alle zone più sensibili e limitazioni alle attività che possono alterare gli habitat; a Ca' Roman la spiaggia viene inoltre pulita senza mezzi meccanici, per non danneggiare gli habitat dunali e le specie che nidificano sull'arenile.
La riserva è attraversata da sentieri naturalistici e dispone di pannelli didattici e informativi e di un punto informazioni; da Chioggia la si raggiunge con il trasporto pubblico diretto a Pellestrina e, dall'abitato di quest'ultima, a piedi lungo il tratto meridionale dei Murazzi.