Formaggio

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Una serie di formaggi

Il formaggio è un prodotto caseario ottenuto dalla coagulazione acida o presamica delle caseine presenti nel latte intero, parzialmente o totalmente scremato, facendo anche uso di fermenti e sale da cucina.

Etimologia

In latino il termine usato per riferirsi a questo prodotto era caseus, ma era anche in uso, fra i legionari, il termine formaticum, col quale si indicava appunto una "forma" di questo prodotto de caseo formatus. Dal latino caseus derivano termini italiani quali "caseificio", "cacio" (da cui, per esempio, "caciocavallo"), ma anche lo spagnolo queso, il portoghese queijo, il tedesco Käse, l'olandese kaas, il lussemburghese Kéis, il romeno caş, il corso casgiu, l'abruzzese cace, il calabrese, il leccese e il sardo casu e l'inglese cheese (cfr. il veneto gratacaxa, il Pugliese Murgiano grattachèse, l'abruzzese rattacace "grattugia [per formaggio]", in sardo "tratacasu", in leccese "rattacasa" o "rattacasu"). Da formaticum derivano, oltre all'italiano "formaggio", il francese fromage, il termine formatge del catalano e dell'occitano e il termine formadi del friulano.

Storia

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del formaggio.

La storia del formaggio ha origini antichissime nel bacino del Mediterraneo, in nord Africa e in Asia minore. La leggenda narra che un pastore avesse messo del latte in uno stomaco di pecora in cui era rimasto del caglio, dove si trasformò in formaggio; probabilmente fu invece determinante l'osservazione delle viscere di animali macellati ancora in fase di allattamento. Le testimonianze più antiche risalgono al III millennio a.C.

Il più antico reperto ritrovato che testimoni la produzione del formaggio risale ai Sumeri, in Mesopotamia, nel III millennio a.C. Altri documenti risalenti alla stessa epoca, che testimoniano la conoscenza dei metodi di lavorazione e produzione del formaggio, si possono trovare anche in Egitto. Per la diffusione del formaggio anche in Italia dovremo aspettare il 1500 a.C..

L'arte di produrre formaggio è andata sempre migliorando e affermandosi fra gli antichi Greci e gli antichi Romani. Nel Medioevo vi fu inizialmente un'involuzione, poiché solo nei monasteri era possibile conservare la tradizione latina, ma nel periodo più tardo i formaggi cominciarono ad essere apprezzati e a comparire sulle tavole nobiliari. Un trattato sulle qualità nutritive del prodotto fu redatto dal medico ed accademico vercellese Pantaleone da Confienza nella sua Summa Lacticinorum, nella seconda metà del Quattrocento.

Produzione

La tipica mozzarella di bufala campana
Stagionatura del Parmigiano reggiano
Un caldaro per formaggio su braccio girevole in legno, in uso in passato per la cottura del latte per la trasformazione in formaggio o ricotta, oggi conservato presso il Museo delle Grigne di Esino Lario.

Per produrre il formaggio, il latte viene versato in una caldaia (contenitore di acciaio o di rame), dove è riscaldato alla temperatura di coagulazione adatta in funzione del formaggio che si intende ottenere (in media 35 °C).

Successivamente si inoculano nel latte, se pastorizzato oppure facoltativamente se crudo, dei fermenti ovvero batteri lattici naturali o selezionati per favorire i processi di fermentazione per acidificazione. Invece, addizionando spore fungine si possono ottenere formaggi erborinati o formaggi a crosta fiorita. In seguito all'eventuale inoculo dei fermenti si immette il caglio, composto di enzimi ottenuti dallo stomaco dei lattanti come il vitello, il capretto o l'agnello.

È possibile utilizzare anche coagulanti non di derivazione animale ma vegetale, microbica o fungina. Oggi è in atto un ritorno ai coagulanti vegetali come in uso nell'antica Roma e in Abruzzo, che si basa sull'uso degli stami di cardo da latte pecorino (cosiddetto caciofiore). Nel caso di formaggi a coagulazione acida (lattica), non si utilizza il caglio o il coagulante ma si sfrutta la fermentazione lattica determinata dai batteri del latte originario o da inoculo di batteri lattici naturali o selezionati. Tra i caglianti di origine vegetale annoveriamo il limone, il nigari, il "latte" di fico e il carciofo.

Il caglio è in grado di scindere in molti frammenti la caseina presente nel latte, e di far quindi coagulare anche le particelle della massa grassa non più emulsionabili in acqua, che galleggiano formando una massa gelatinosa e fragile detta cagliata. Le micelle della k-caseina agglomerate, formando un reticolo, compongono un granulo caseoso che è l'elemento base di ottenimento della cagliata.

Dalla cagliata si ottengono i vari tipi di formaggi (a seconda della temperatura di cottura della pasta) :

Principali produttori di formaggio

Posizione Paese Produzione (t)
1 Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti 6.400.000
2 Germania (bandiera) Germania 2.700.000
3 Francia (bandiera) Francia 2.000.000
4 Italia (bandiera) Italia 1.400.000
5 Russia (bandiera) Russia 1.100.000
6 Paesi Bassi (bandiera) Paesi Bassi 1.000.000
7 Polonia (bandiera) Polonia 1.000.000
8 Brasile (bandiera) Brasile 780.000
9 Canada (bandiera) Canada 530.000
10 Messico (bandiera) Messico 470.000
11 Argentina (bandiera) Argentina 470.000
12 Regno Unito (bandiera) Regno Unito 500.000
13 Australia (bandiera) Australia 440.000
14 Nuova Zelanda (bandiera) Nuova Zelanda 410.000
15 Bielorussia (bandiera) Bielorussia 300.000

Principali esportatori di formaggio

Quantità esportata

Dati al 2018
Paese Tonnellate
Germania (bandiera) Germania1.300.000
Paesi Bassi (bandiera) Paesi Bassi780.000
Francia (bandiera) Francia689.000
Italia (bandiera) Italia416.000
Danimarca (bandiera) Danimarca340.000
Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti325.000
Polonia (bandiera) Polonia325.000
Nuova Zelanda (bandiera) Nuova Zelanda295.000
Belgio (bandiera) Belgio272.000
Irlanda (bandiera) Irlanda219.000

Valore delle esportazioni

Dati al 2024
Paese Miliardi di $
Germania (bandiera) Germania6,74
Italia (bandiera) Italia5,85
Paesi Bassi (bandiera) Paesi Bassi5,76
Francia (bandiera) Francia4,29
Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti2,47
Danimarca (bandiera) Danimarca2,28
Belgio (bandiera) Belgio1,69
Nuova Zelanda (bandiera) Nuova Zelanda1,66
Irlanda (bandiera) Irlanda1,57
Polonia (bandiera) Polonia1,31

Principali importatori di formaggio

Quantità importata

Dati al 2018
Paese Tonnellate
Germania (bandiera) Germania821.000
Regno Unito (bandiera) Regno Unito535.000
Italia (bandiera) Italia480.000
Francia (bandiera) Francia371.000
Paesi Bassi (bandiera) Paesi Bassi370.000
Belgio (bandiera) Belgio315.000
Giappone (bandiera) Giappone293.000
Spagna (bandiera) Spagna287.000
Stati Uniti (bandiera) Stati Uniti261.000
Russia (bandiera) Russia247.000

Classificazione

Lo stesso argomento in dettaglio: Classificazione dei formaggi.

I formaggi possono essere classificati in base a vari criteri, tra cui il tipo di latte utilizzato (principalmente vaccino, pecorino, caprino, bufalino o misto), il processo e la temperatura di lavorazione, il contenuto di grassi, la stagionatura, la consistenza della pasta e il tipo di crosta.

Valori nutrizionali

La tabella che segue espone i valori nutrizionali relativi alle sostanze nutritive più significative. I valori espressi sono in grammi per ogni 100 grammi di parte edule, salvo dove diversamente precisato.

ComposizioneStagionatura breve
(fino a un mese)
Stagionatura media
(da uno a tre mesi)
Stagionatura lunga
(Da tre a dodici mesi)
Acqua
55,7 - 53,5
41,7
30,8
Proteine
21,1 - 18,1
21,9
33,2
Grassi
15,5 - 25,1
29,5
26,7
Carboidrati
6,1 - ---
---
---
Calorie
239 - 300
350
379
Calcio (mg)
162 - 650
740
1250
Riboflavina (mg)
0,18 - 0,51
0,38
0,35

Note

  1. 1 2 https://www.globaltrademag.com/global-cheese-market-2019-germany-emerges-as-the-largest-exporter/
  2. ↑ statista.com, https://www.statista.com/statistics/827446/top-exporters-of-cheese-global/.
  3. ↑ worldstopexports.com, https://www.worldstopexports.com/cheese-exports-country//.
  4. ↑ Istituto Nazionale della Nutrizione, 1989; citato in:(EN) Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, DOC cheeses of Italy, Milano, Franco Angeli, 1992.
  5. ↑ I due valori si riferiscono rispettivamente al prodotto fresco (o alla cagliata) e al prodotto molle.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàThesaurus BNCF 3086 · LCCN (EN) sh85022845 · GND (DE) 4029176-5 · BNE (ES) XX526682 (data) · BNF (FR) cb119348746 (data) · J9U (EN, HE) 987007285077305171 · NDL (EN, JA) 00573131