| Calcinacci album in studio | |
|---|---|
| Artista | Fulminacci |
| Pubblicazione | 13 marzo 2026 |
| Durata | 41:43 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 13 |
| Genere | Indie pop |
| Etichetta | Maciste Dischi, Warner Records Italy, Warner Music Italy |
| Produttore | Golden Years, Okgiorgio |
| Formati | CD, LP, download digitale, streaming |
| Certificazioni | |
| Dischi d'oro | (vendite: 25 000+) |
| Fulminacci - cronologia | |
Album successivo
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| Singoli | |
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Calcinacci è il quarto album in studio del cantautore italiano Fulminacci, pubblicato il 13 marzo 2026 dalle etichette Maciste Dischi, Warner Records Italy e Warner Music Italy.
L'album contiene il brano Stupida sfortuna, con cui il cantautore ha partecipato in gara al 76º Festival di Sanremo, classificandosi al settimo posto al termine della manifestazione, e aggiudicandosi il Premio della Critica "Mia Martini".
Il progetto discografico si compone di tredici tracce, scritte e composte dal cantautore con la collaborazione di Pietro Paroletti, in arte Golden Years, per la parte musicale. La produzione è stata curata dallo stesso Paroletti, eccetto per la traccia Nulla di stupefacente nella quale Fulminacci è tornato a collaborare con Giorgio Pesenti, in arte Okgiorgio.
L'album è stato accompagnato da un mediometraggio omonimo di accompagnamento della durata di circa trenta minuti, presentato in sala in tre città italiane, Roma, Napoli e Milano dal 12 al 14 marzo 2026. Il cortometraggio ripercorre le tematiche affrontate nei testi delle tracce dell'album, con sceneggiatura firmata dallo stesso cantautore insieme a Giovanni Nasta e alla regia di Bendo, duo registico formato da Lorenzo Silvestri e Andrea Santaterra, e di Filiberto Signorello. Nel cortometraggio figurano come attori Pietro Sermonti, Francesco Montanari e lo stesso Fulminacci.
| Recensione | Giudizio |
|---|---|
| Newsic | 7,5/10 |
L'album ha ottenuto recensioni generalmente favorevoli da parte della critica musicale.
Mattia Marzi di Rockol afferma che «senza snaturarsi» con l'album l'artista «suona come una fotografia collettiva, un punto di raccordo tra ciò che la scena romana è stata e ciò che può tornare a essere», trovandolo l'inizio di una nuova fase dell'indie pop italiano, definendolo «un manifesto programmatico» del genere. Dal punto di vista musicale Marzi riscontra l'inserimento di «ritmi essenziali e quasi meccanici, pattern ripetitivi e pulsanti e un mix molto aperto e arioso» con influenze della musica degli anni 1980 e new wave, che sostengono testi che portano «immagini cinematografiche».
Testi di Filippo Uttinacci, musiche di Filippo Uttinacci e Pietro Paroletti, eccetto dove indicato.
| Classifica (2026) | Posizione massima |
|---|---|
| Italia | 2 |