Calogero Vullo (Crotone, 24 marzo 1927 – Ferrara, 22 giugno 2010) è stato un pediatra italiano, attivo soprattutto nei campi dell'ematologia pediatrica, della talassemia, del favismo e della medicina dell'adolescenza. Dal 1972 al 1997 diresse la divisione pediatrica dell'Arcispedale Sant'Anna di Ferrara e, per diversi anni, il locale Centro della talassemia. Fu inoltre tra i fondatori dell'Associazione Culturale Pediatri e della Società italiana di medicina dell'adolescenza, della quale fu il primo presidente.
Nacque a Crotone il 24 marzo 1927, figlio di Vincenzo Vullo e Maria Corbia, originaria di Alghero. Rimasto orfano di padre, completò gli studi liceali a Patti a quindici anni e l'anno successivo si iscrisse alla facoltà di medicina dell'Università degli Studi di Messina, trasferendosi successivamente all'Università degli Studi di Sassari. Si laureò in medicina nel 1949, a ventidue anni, con il massimo dei voti e la lode.
Dopo il servizio militare come ufficiale medico, nel 1951 conseguì la specializzazione in pediatria all'Università di Pisa. Frequentò quindi il reparto pediatrico dell'Ospedale Maggiore di Novara diretto da Piero Fornara, per poi tornare nello stesso anno alla clinica pediatrica dell'Università di Sassari, dapprima come assistente volontario e successivamente di ruolo. Qui lavorò con Eugenio Schwarz Tiene e iniziò a occuparsi della diagnosi e della terapia della talassemia e del favismo, patologie allora particolarmente diffuse in Sardegna.
Nel 1955, dopo il trasferimento di Schwarz Tiene a Ferrara, rimase ancora alcuni mesi a Sassari collaborando con Eugenio Sartori e Franco Panizon agli studi sul favismo. Raggiunse poi Ferrara, dove lavorò anche con Fabio Sereni nella ricerca sulla sindrome nefrosica. Tra il 1958 e il 1959 svolse attività di ricerca presso il Walter Reed Army Institute of Research di Washington, lavorando sull'eziologia del favismo sotto la guida di William H. Crosby ed Ernest Beutler. Nel 1958 conseguì inoltre la libera docenza in clinica pediatrica.
Nel 1961 divenne primario pediatra dell'ospedale civile di Cesena. Con l'apertura del nuovo ospedale nel 1962 organizzò la nuova divisione di pediatria e il reparto per neonati prematuri, introducendo l'accesso dei genitori ai bambini ricoverati e favorendo la permanenza dei neonati accanto alle madri; promosse inoltre l'allattamento materno e la creazione di una banca del latte umano, dotata nel 1965 di una pastorizzatrice.
Dal 1967 organizzò incontri periodici tra pediatri ospedalieri, medici operanti sul territorio e altri specialisti per l'aggiornamento scientifico e la discussione di casi clinici. Da questa esperienza nacquero le Giornate pediatriche cesenati, convegni di carattere nazionale tenuti annualmente dal 1972 al 1994.
Nel 1969 fu tra i promotori della rivista Prospettive in pediatria, della quale rimase condirettore fino al 1996.
Nel 1972 tornò a Ferrara per dirigere l'ospedale pediatrico cittadino, succedendo a Marino Ortolani. Mantenne l'incarico fino al 1997 e diresse per diversi anni anche il Centro della talassemia. Nel 1974 vi istituì uno dei primi day hospital pediatrici e favorì la nascita dell'Associazione per la lotta alla talassemia, costituita anche dalle famiglie dei pazienti.
La sua attività scientifica si concentrò soprattutto sull'ematologia pediatrica: partecipò agli studi sulla forma ferrarese di beta-talassemia e alle ricerche di genetica molecolare sulle emoglobinopatie. Nel 1977 fu tra gli autori di uno studio pubblicato su Nature che dimostrò la presenza di RNA messaggero della beta-globina in pazienti omozigoti affetti dalla beta-talassemia di Ferrara.
Con altri ricercatori studiò inoltre l'individuazione dei portatori di beta-talassemia e l'efficacia della consulenza genetica nell'area ferrarese. Negli anni ottanta contribuì alla realizzazione di un programma di prevenzione della talassemia basato sull'identificazione dei portatori sani, sulla diagnosi prenatale, sulla consulenza genetica e sull'educazione sanitaria.
Si occupò anche della terapia chelante del ferro, dei problemi endocrinologici e riproduttivi dei pazienti talassemici e degli effetti del trapianto di midollo osseo. La Thalassaemia International Federation lo ha successivamente ricordato tra i pionieri della gestione clinica della talassemia e dello sviluppo di standard assistenziali per i pazienti.
Nel 1974, insieme tra gli altri a Giancarlo Biasini, Fabio Sereni e Franco Panizon, fu tra i fondatori dell'Associazione culturale pediatri. Fu anche tra i fondatori della rivista Medico e Bambino, rimanendo successivamente nel comitato editoriale.
Si interessò inoltre alla medicina dell'adolescenza: nel 1992 partecipò alla fondazione della Società italiana di medicina dell'adolescenza; ne fu il primo presidente dal 1993 al 1996. Nello stesso ambito curò, insieme a Vincenzo De Sanctis, il volume Curare gli adolescenti, pubblicato nel 1992.
Dopo il pensionamento fu professore a contratto di bioetica presso la facoltà di filosofia dell'Università degli Studi di Ferrara.
Per la sua attività nel campo delle emoglobinopatie ricevette il George P. Englezos Award della Thalassaemia International Federation; l'albo ufficiale della federazione lo indica tra i premiati del 1996. Nel 2009 l'Ordine dei medici di Ferrara gli conferì il riconoscimento Il Medico d'Italia – Carlo Urbani per l'attività svolta nella prevenzione e nella cura della talassemia.
Morì a Ferrara il 22 giugno 2010, all'età di 83 anni. Il Consiglio comunale di Ferrara ne ricordò la figura nella seduta del 28 giugno successivo, richiamando la lunga direzione della pediatria cittadina e l'attività scientifica svolta in Italia e all'estero.
Tra le sue pubblicazioni in volume:
Tra gli articoli scientifici:
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 45153530950448701940 · SBN LO1V083260 · J9U (EN, HE) 987007396384605171 |
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