| Crotone comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Vincenzo Voce (lista civica di centro-destra) dal 25-5-2026 |
| Territorio | |
| Coordinate | 39°05′N 17°07′E |
| Altitudine | 8 m s.l.m. |
| Superficie | 182 km² |
| Abitanti | 58 125 (31-5-2026) |
| Densità | 319,37 ab./km² |
| Frazioni | Vedi elenco |
| Comuni confinanti | Cutro, Isola di Capo Rizzuto, Rocca di Neto, Scandale, Strongoli |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 88900 |
| Prefisso | 0962 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 101010 |
| Cod. catastale | D122 |
| Targa | KR |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona B, 899 GG |
| Nome abitanti | crotonesi |
| Patrono | san Dionigi l'Areopagita |
| Giorno festivo | 9 ottobre |
| Motto | Sum signum et præsul Dionysius ipse Crotonis |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Crotone (, AFI: [kroˈtone] o [krɔˈtɔnɛ] , Cotrone fino al 1928, Cutrònə in dialetto crotonese, AFI: [kuˈʈɽɔnə]) è un comune italiano di 58 125 abitanti, ed è il capoluogo dell'omonima provincia in Calabria.
La città fu fondata da coloni greci provenienti dalla regione dell'Acaia nella seconda metà dell'VIII secolo a.C., in un territorio già frequentato da comunità indigene, e divenne uno dei principali centri della Magna Grecia, anche per il ruolo assunto dalla comunità pitagorica. La città vecchia si sviluppa in un dedalo di stretti vicoli e piazzette fino al duomo e alla centrale piazza Pitagora, punto di contatto tra città storica e città moderna.

La città è situata sul versante orientale della Calabria, si affaccia sul mar Ionio presso la foce del fiume Esaro e il territorio comunale ricade nell'ambito della pianificazione dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino meridionale. Il capoluogo si trova a 8 m s.l.m..
La parte meridionale del territorio comunale è compresa nell'area marina protetta di Capo Rizzuto, istituita lungo il tratto costiero tra Crotone e Isola di Capo Rizzuto. A sud-est dell'abitato si protende Capo Colonna, dove il santuario di Hera Lacinia occupava in età antica il promontorio noto come Lakinion Akron; del tempio dorico rimane in elevato una sola colonna. Il promontorio segna il limite settentrionale del golfo di Squillace.
Il clima di Crotone è di tipo mediterraneo, con estati calde e asciutte e inverni miti. Le precipitazioni sono concentrate soprattutto tra l'autunno e l'inverno, mentre in estate si registra un marcato minimo pluviometrico; le nevicate sono rare. La ventilazione marina mitiga frequentemente le temperature estive, mentre durante gli episodi di scirocco o libeccio le massime possono avvicinarsi ai 40 °C.
Il 25 novembre 2018 una tromba d'aria interessò la periferia settentrionale della città, in particolare le aree di Iannello, Cantorato e Passovecchio, provocando danni a edifici e attività produttive e il ferimento di una persona.
Una tradizione mitologica fa derivare il nome Crotone dall'eroe Crotone, che sarebbe stato ucciso accidentalmente da Eracle; l'eroe, per onorarne la memoria, lo avrebbe seppellito presso l'Esaro e avrebbe dato il suo nome alla città sorta nei pressi della tomba.
Secondo la tradizione relativa alla fondazione coloniale, l'oracolo di Apollo a Delfi ordinò a Miscello di Ripe di fondare una nuova città nel territorio compreso fra Capo Lacinio e Punta Alice. Dopo avere attraversato il mare ed esplorato quelle terre, Myskellos avrebbe preferito fermarsi a Sybaris, già florida e accogliente, ma l'oracolo gli avrebbe imposto di rispettare il responso ricevuto.
Nel quindicesimo libro delle Metamorfosi, Ovidio inserisce la fondazione di Crotone nel racconto del viaggio di Numa Pompilio nell'Italia meridionale: un anziano crotoniate narra che Eracle, ospitato dal re Crotone, avrebbe predetto la futura nascita di una grande città e successivamente ordinato all'acheo Myskellos di fondarla nel luogo indicato.
Un'altra tradizione identifica Kroton come fratello di Alcinoo, re dei Feaci, inserendo l'eroe eponimo in un diverso ciclo mitico relativo agli approdi nell'Italia meridionale.
È stata inoltre proposta un'interpretazione che collega il toponimo al verso, o crocidio, degli aironi o delle gru presenti nelle antiche aree paludose costiere; un uccello acquatico compare effettivamente accanto al tripode su alcune delle più antiche emissioni monetali di Kroton.
Il territorio di Κρότων (Krótōn), in greco antico, era frequentato da popolazioni indigene già tra la tarda età del bronzo e la prima età del ferro, prima dell'insediamento coloniale acheo. La fondazione greca viene collocata dalla ricerca moderna nella seconda metà dell'VIII secolo a.C.; la tradizione cronografica tramanda date comprese intorno al 710-708 a.C., mentre altre testimonianze antiche la collegano al regno spartano di Polidoro. La colonia fu fondata da Achei provenienti dall'Acaia.
Nella seconda metà del VI secolo a.C. la rivalità con Locri Epizefiri culminò nella battaglia della Sagra, conclusasi con la vittoria locrese; la cronologia dell'evento non è univoca, ma viene generalmente collocata nella prima parte o intorno agli ultimi decenni del VI secolo a.C..
Le fonti antiche ricordano Crotone per la fertilità del territorio, la fama della scuola medica e soprattutto per i suoi atleti. Fra questi ebbe particolare notorietà Milone, vincitore più volte nei Giochi olimpici e negli altri giochi panellenici; alla superiorità atletica crotoniate è legato il proverbio «ultimo dei Crotoniati, primo dei Greci». Alla figura di Milone è associata anche la leggenda secondo la quale avrebbe allenato progressivamente la propria forza trasportando un vitello, fino a riuscire a portare sulle spalle l'animale ormai adulto.
La linea di costa antica differiva in parte da quella moderna. Plinio il Vecchio, nella Naturalis historia, menziona presso il promontorio Lacinio e lungo questo settore della costa le isole Dioscoron, Ogigia, Tyris, Eranusa e Meloessa. Le indagini geoarcheologiche e subacquee condotte nell'area di Le Castella hanno inoltre documentato variazioni della paleolinea di costa e la presenza di cave sommerse e altri resti archeologici.
Kroton fu celebre anche per i suoi medici. Democede operò tra le corti del Mediterraneo orientale, mentre Alcmeone è ricordato per le sue ricerche di carattere anatomico e fisiologico e per il ruolo attribuitogli nello sviluppo della medicina e della filosofia naturale greca.
Pitagora, nato a Samo intorno al 570 a.C., si stabilì a Crotone verso il 530 a.C. e vi costituì la comunità dalla quale ebbe origine la scuola pitagorica, caratterizzata da interessi filosofici, religiosi, matematici e musicali e da una disciplina di vita comunitaria. I pitagorici esercitarono una rilevante influenza politica a Crotone e in altre città magnogreche, senza che le fonti consentano di ricostruire una vera e propria federazione istituzionale con capitale a Crotone.
Dopo l'arrivo di Pitagora, Crotone entrò in conflitto con Sibari. Una tradizione locale, ripresa nella storiografia divulgativa cittadina, pone tra gli antefatti l'uccisione nel 512 a.C. di tre nobili crotoniati a Sibari in seguito al tentativo di rapimento di una giovane consacrata. Le fonti antiche attestano più solidamente la crisi politica provocata dal tiranno sibarita Telys, l'espulsione di aristocratici rifugiatisi a Crotone e il rifiuto crotoniate di consegnarli; la guerra si concluse nel 510 a.C. con la sconfitta e la distruzione di Sibari, sotto la guida militare attribuita a Milone. La tradizione tramanda forze enormemente superiori ai dati storicamente verificabili, fino a 100.000 Crotoniati contro un numero triplo di Sibariti, e racconta che i cavalieri sibariti furono messi in difficoltà facendo suonare ai flautisti crotoniati le melodie alle quali i loro cavalli erano stati addestrati a danzare; l'episodio è riferito da Ateneo di Naucrati, che richiama una tradizione aristotelica. Un'altra tradizione antica riferisce che, dopo la vittoria, il corso del Crati sarebbe stato deviato sull'area urbana sconfitta.
Il predominio politico pitagorico fu successivamente incrinato da conflitti interni e da una reazione antipitagorica tradizionalmente collegata a Cilone di Crotone; Pitagora lasciò Crotone e morì secondo una delle tradizioni a Metaponto, mentre analoghi moti colpirono comunità pitagoriche di altre città italiote.
Nel 480 a.C. Faillo di Crotone armò a proprie spese una nave, raccolse i Crotoniati presenti in Grecia e partecipò alla battaglia di Salamina. Un ceppo d'ancora in pietra recante il suo nome è stato rinvenuto a Capo Cimiti ed è conservato presso il Museo archeologico nazionale di Capo Colonna.
Dopo la crisi del sistema pitagorico, Crotone partecipò con Metaponto e Caulonia alla Lega Italiota, costituita per fronteggiare anche la pressione delle popolazioni lucane. Nella guerra contro Dionigi I di Siracusa la lega subì una grave sconfitta nella battaglia dell'Elleporo, combattuta nel 389/388 a.C..
Tito Livio, nell'Ab Urbe condita, ricorda che le mura di Crotone avevano avuto un circuito di dodicimila passi e descrive il santuario di Giunone Lacinia, circondato da un bosco e da pascoli sacri. Crotone passò sotto il controllo romano nel 277 a.C., durante la guerra contro Pirro, e nel corso della seconda guerra punica fu una delle principali basi di Annibale nell'Italia meridionale; da qui il comandante cartaginese si imbarcò per l'Africa nel 203 a.C. Nel 194 a.C. vi fu dedotta una colonia romana.
Tra la fine degli anni novanta e il 2007, nell'area di piazza Castello, corrispondente alla parte più elevata dell'acropoli antica, furono individuati elementi architettonici riferibili a edifici monumentali di età greca. Gli scavi del 2009-2010 nell'area di discesa Fosso-largo Palazzo Giunti misero inoltre in luce un edificio di età imperiale con impianto termale, impostato su strutture precedenti di età repubblicana e su tratti delle fortificazioni greche in blocchi di calcarenite; al termine delle indagini il complesso fu rinterrato.
Dopo la contrazione dell'abitato in età tardoantica, Crotone mantenne importanza strategica in epoca bizantina e fu sede di un presidio nel VI secolo; nel 596 è attestata un'occupazione dei Longobardi del Ducato di Benevento, di breve durata.
Le indagini archeologiche condotte tra il 2009 e il 2010 in piazza Villaroja, nel settore sud-occidentale del centro storico, sotto la direzione scientifica di Domenico Marino, hanno documentato una complessa sequenza di frequentazione comprendente resti di edifici di culto e aree funerarie dall'età protobizantina e medievale fino alla parrocchiale di San Giorgio, soppressa alla fine del Cinquecento.
Nel tardo Medioevo il marchesato di Crotone passò ai Ruffo di Catanzaro. Nel XV secolo, attraverso Enrichetta Ruffo, il titolo e i possedimenti furono legati ad Antonio Centelles, nobile catalano che divenne una delle principali figure politiche del Regno di Napoli nella prima metà del Quattrocento.
Durante il viceregno spagnolo Carlo V concesse privilegi alla città e ne promosse il rafforzamento strategico. Nel 1541 il viceré Pedro de Toledo avviò il potenziamento delle fortificazioni e del castello, oggi noto come castello di Carlo V, con lavori ai quali partecipò anche Gian Giacomo dell'Acaya.
Nel XVI secolo si consolidò la forma toponimica «Cotrone». Le indagini archeologiche svolte tra il 2010 e il 2011 nell'area dell'Orto Candela, ai piedi del castello, hanno interessato le strutture connesse alle diverse fasi della fortificazione e hanno consentito di individuare, tra l'altro, resti riferiti alla Torre di Santa Maria del più antico castello medievale.
Tra il XVI e il XVIII secolo la vita politica ed economica cittadina fu caratterizzata dalla presenza di numerose famiglie nobili e patrizie. Fra queste ebbero particolare rilievo i Berlingeri e i Suriano; questi ultimi intrecciarono alleanze matrimoniali con i D'Ayerbe d'Aragona, i Montalcino, i Della Motta Villegas, i Montespinello, i De Castillo e, dal Seicento, con i Lucifero. In particolare, il matrimonio tra Giovanni Battista D'Ayerbe d'Aragona e Dianora Suriano contribuì alla trasmissione di titoli e patrimoni; Ippolita Suriano, figlia di Pietro e Maria del Castillo, sposò Fabrizio Lucifero portando in dote una quota del feudo di Apriglianello, al quale fu legato il successivo titolo marchionale dei Lucifero. Muzio Suriano, arcivescovo di Santa Severina, appartenne alla stessa casata e intervenne nelle tensioni politiche che contrapposero i Suriano ai Montalcino. Alla famiglia sono inoltre documentati interessi nella produzione e nel commercio della liquirizia. I rapporti tra queste casate sono ancora riconoscibili nella toponomastica, nei palazzi e nelle cappelle gentilizie del centro storico.
Nel 1799, seguendo i moti di ribellione contro i Borboni nati in tutto il meridione, la città proclamò la sua adesione alla Repubblica Napoletana. L'arrivo via mare di un bastimento francese fornì l'occasione adatta per costringere alla resa i pochi militari di guardia, ed in poco tempo si elesse il primo governo provvisorio della repubblica. Tuttavia, a distanza di poco più di un mese, l'Esercito della Santa Fede in Nostro Signore Gesù Cristo guidato dal cardinale Fabrizio Ruffo riuscì a riconquistare la città dopo un assedio di pochi giorni, riportandola così sotto il dominio di Ferdinando IV.
Nel 1806 la città venne nuovamente occupata dall'esercito francese a seguito delle tensioni nate in seno alla nascita della Terza coalizione. Per calmare gli animi della popolazione il nuovo sovrano Giuseppe Bonaparte fece personalmente visita alla città, ma non fu sufficiente a far desistere le varie bande armate, che in breve tempo costrinsero i militi francesi alla fuga. Per ristabilire l'ordine venne inviato il generale Jean Reynier, che con un assedio di una settimana costrinse la città alla resa, annettendola di fatto al neonato Regno di Napoli.
Nel giugno 1807 la città, nuovamente passata sotto il controllo delle forze antifrancesi, fu sottoposta a un nuovo assedio; dopo l'evacuazione dei difensori il 9 luglio, le forze francesi entrarono a Cotrone la mattina del giorno successivo.
Nel 1844 i fratelli Bandiera, assieme ad altri 19 patrioti, sbarcavano presso la foce del fiume Neto per intraprendere la loro spedizione. Fermatisi nei pressi di una masseria però, vennero avvisati della totale assenza di moti rivoluzionari, ma decisero di proseguire comunque con il loro piano, incamminandosi così verso Cosenza.
Nel 1860 si svolse il plebiscito, e i votanti si espressero a favore dell'Unità d'Italia. Si registrarono comunque diversi scontri e contestazioni in tutto il territorio. Tra la fine dello stesso anno e il 1861 Cotrone fu inoltre interessata dal brigantaggio postunitario: il 1º dicembre 1860 il brigantaggio nel distretto risultava qualificato come avente un «carattere reazionario e politico», mentre il 20 marzo 1861 erano segnalate in città diverse bande di malfattori armati.
Nel 1882, in occasione di un viaggio per assistere alla celebrazione dei Vespri siciliani, si fermò in città Giuseppe Garibaldi.
Il 2 giugno 1946 i crotonesi votarono così al referendum istituzionale per la scelta tra Repubblica e Monarchia:
Votanti 11 826 (88,05%)
Schede valide 11 498
Schede bianche 217
Schede non valide 328
Esito finale:
Fonte: Eligendo
Nel 1907 fu inaugurato il primo acquedotto cittadino, che captava acque provenienti dalle sorgenti silane. Le cronache d'inizio Novecento attribuirono a Eugenio Filippo Albani e all'avvocato Carlo Turano un ruolo rilevante nel sostegno e nel completamento dell'opera.
Nel primo dopoguerra la città fu interessata da una crescente conflittualità politica e sociale, nel quadro dell'affermazione locale del fascismo e della contrapposizione con i movimenti socialista e comunista: il 1° novembre 1922 si verificarono i fatti di Crotone, una serie di scontri durante i quali il fascista Antonio Cosentino rimase mortalmente ferito; alla vicenda seguirono un bando contro nove esponenti politici cittadini, arresti e un procedimento giudiziario che ebbe anche un seguito parlamentare nel 1923.
Nel 1928 la città cambiò ufficialmente denominazione da Cotrone a «Crotone».
Tra gli anni venti e trenta il porto e la disponibilità di energia idroelettrica proveniente dalla Sila favorirono la crescita del polo industriale cittadino. Nel 1925 si insediò la Montecatini e negli anni successivi si svilupparono altri stabilimenti, tra cui la Pertusola; parallelamente la popolazione aumentò rapidamente, passando da circa 8.600 abitanti nel 1921 a circa 15.000 alla fine degli anni venti e continuando a crescere nei decenni successivi. Nel sistema energetico dell'area ebbe un ruolo anche la centrale idroelettrica di Calusia, nel territorio di Cotronei.

Durante la seconda guerra mondiale, per la presenza del porto, dello scalo ferroviario, degli stabilimenti industriali Montecatini e Pertusola e del vicino campo d'aviazione di Sant'Anna, Crotone assunse una rilevante importanza strategica e tra il 1940 e il 1943 fu sottoposta a una serie di bombardamenti aerei e navali britannici e statunitensi. Gli attacchi colpirono ripetutamente le infrastrutture portuali, industriali e ferroviarie e, in diverse incursioni, anche l'abitato, provocando vittime civili, danni agli edifici e, soprattutto nel 1943, lo sfollamento di gran parte della popolazione. Distinto dagli attacchi contro l'abitato era il campo d'aviazione di Sant'Anna, situato nel territorio di Isola di Capo Rizzuto, che nell'estate del 1943, durante la campagna di Sicilia, ospitò reparti del 5º Stormo Tuffatori impiegati contro il naviglio alleato. Il 13 luglio B-24 della Ninth Air Force bombardarono gli aeroporti di Crotone e Vibo Valentia; a Sant'Anna furono distrutti quindici Re.2002 del 5º Stormo insieme a Fiat G.50, ma una striscia del campo venne successivamente ripristinata e gli apparecchi superstiti poterono essere trasferiti a Manduria.
Nel secondo dopoguerra le difficili condizioni economiche e sociali della città, segnate dalla disoccupazione e dal rincaro dei generi alimentari, sfociarono il 30 settembre 1946 nei Tumulti di Crotone, una vasta protesta operaia e popolare iniziata nello stabilimento della Pertusola e proseguita con un corteo diretto verso il municipio. La manifestazione culminò nella conduzione di circa trenta possidenti nella sede comunale e fu seguita dall'intervento delle forze dell'ordine, dall'imposizione del coprifuoco, da numerosi arresti e da un successivo procedimento giudiziario.
Nel novembre 1957 la città fu interessata da una grave alluvione, durante la quale l'esondazione dei torrenti Passovecchio e Pignataro provocò estesi allagamenti nella zona industriale e nei rioni Marinella e Pignataro, rendendo necessario il ricovero temporaneo di circa cento persone in edifici pubblici.
Alla fine degli anni ottanta le principali industrie cittadine, tra cui la Pertusola Sud e il polo chimico già Montedison, entrarono in una fase di profonda crisi, con pesanti ricadute sull'economia e sull'occupazione locale. Nel settembre 1993 la vertenza relativa allo stabilimento Enichem e alla prevista cassa integrazione straordinaria di 333 lavoratori sfociò nei Fuochi dell'Enichem, una mobilitazione operaia e cittadina iniziata il 2 settembre e culminata il 6 settembre, quando del fosforo venne riversato sulla strada statale 106 Jonica davanti allo stabilimento e prese fuoco a contatto con l'aria, mentre nell'area industriale si verificarono altri incendi e scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. Il 15 settembre venne raggiunto un accordo tra Governo, Enichem, organizzazioni sindacali, Regione Calabria e Comune di Crotone, che ridusse il numero dei lavoratori destinati alla cassa integrazione e prevedeva misure di riconversione e reindustrializzazione dell'area.
Il 6 marzo 1992 venne istituita la provincia di Crotone con i suoi 27 comuni.
Il 14 ottobre 1996 è ricordato dai crotonesi come il giorno dell'alluvione di Crotone, causata da un'esondazione dell'Esaro, nella quale persero la vita 6 persone. Il 21 novembre 2020 la città fu nuovamente interessata da una seconda alluvione, con precipitazioni eccezionali e diffusi allagamenti nel tessuto urbano; non furono registrate vittime né feriti.
A Crotone sono stati intitolati l'omonimo cratere sulla superficie di Marte e l'omonimo cacciamine della Marina Militare Italiana, oltre a dare il nome all'omonimo genere di funghi e al premio letterario omonimo.
Il 14 ottobre 1996 Crotone fu colpita da una grave alluvione causata dall'esondazione dell'Esaro, che provocò sei vittime, migliaia di sfollati e danni stimati in circa 126 miliardi di lire; furono interessate abitazioni, infrastrutture e 358 imprese.
A distanza di ventiquattro anni, il 21 novembre 2020, la città fu interessata da un nuovo grave evento alluvionale, caratterizzato dalla contemporanea presenza di allagamenti pluviali nel tessuto urbano, rapido ruscellamento dai versanti, esondazioni di corsi d'acqua minori e piene dei corsi d'acqua maggiori; le precipitazioni raggiunsero valori eccezionali, ma non furono registrate vittime né feriti.
Già negli anni 1990 l'economia cittadina era stata profondamente segnata dalla crisi delle grandi industrie chimiche, fra cui Pertusola Sud e il polo già Montedison-Enichem, e dalla conseguente perdita di occupazione. Negli anni successivi proseguirono le iniziative legate alla riconversione delle aree industriali dismesse, successivamente comprese nel Sito di interesse nazionale di Crotone-Cassano-Cerchiara per gli interventi di bonifica.
L'attuazione delle opere conobbe prolungati ritardi e successive riprese; nel gennaio 2026 fu comunicata la ripresa delle attività nelle aree ex Agricoltura ed ex Pertusola Sud.
Lo stemma è stato approvato con decreto del 30 aprile 1903. La blasonatura ufficiale è la seguente:
Vittorio Emanuele III con regio decreto del 3 aprile 1937 concede l'uso del gonfalone della città costituito da un drappo di rosso. Il decreto è seguito da una lettera del 22 ottobre 1981 dell'Ufficio araldico presso la Presidenza del Consiglio, in cui viene chiarito che, per effetto del decreto del 2 febbraio 1938 che attribuisce il titolo di città, i ricami del drappo sono d'oro.
Il centro storico e il territorio comunale conservano un articolato patrimonio religioso, civile e archeologico; il Comune individua specifici itinerari dedicati alle architetture storiche del centro, mentre il Ministero della cultura gestisce i principali siti e musei archeologici statali.

Tra le aree verdi urbane si trova l'Orto Tellini, storico parco cittadino interessato tra il 2023 e il 2024 da interventi di riqualificazione e sistemazione del verde.

Abitanti censiti

Dalla seconda metà degli anni 2010 il comune ha registrato una diminuzione della popolazione residente: dai 64.180 abitanti del 2017 si è passati a 59.267 al 1º gennaio 2024, con una riduzione di oltre il 7%. Il fenomeno si inserisce nel più ampio quadro di spopolamento e invecchiamento demografico che interessa la provincia e la Calabria.
Al 1º gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 3 114, pari al 5,33% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
Il 12 novembre 2012 fu inaugurato a Crotone un polo distaccato della LUMSA, ospitato presso la curia arcivescovile dell'arcidiocesi di Crotone-Santa Severina.
Nel territorio comunale operano istituti comprensivi e scuole secondarie statali; l'assetto delle autonomie scolastiche è soggetto ai periodici piani di dimensionamento regionali. Tra le principali istituzioni figura l'Istituto tecnico industriale Guido Donegani.
La biblioteca comunale «Armando Lucifero», istituita nel 1978 e aperta al pubblico nel 1993, è ospitata dal 2018 nella Casa della cultura e possiede un patrimonio di oltre 50.000 volumi.
Tra le emittenti televisive locali registrate dal CORECOM Calabria per la provincia di Crotone figurano:
Tra le emittenti radiofoniche locali registrate dal CORECOM Calabria figurano Radio Studio 97 e Azzurra Movida. È inoltre attiva Radio Barrio, web radio legata al progetto associativo «Il Barrio».
Sebbene siano numericamente pochi i film girati in città, Crotone compare in diverse produzioni, sia come ambientazione prevalente sia utilizzata per rappresentare altri luoghi:
A Crotone sono presenti due teatri: il teatro Apollo, sede del Teatro Stabile di Calabria, e il teatro Scaramuzza, inaugurato il 7 ottobre 2024.
A Crotone è stata girata anche la fiction televisiva russa Margarita Nazarova.

La città vecchia si sviluppa intorno al castello di Carlo V e al centro storico, caratterizzato da un fitto sistema di vicoli, localmente detti vineddri o vichi, e da numerose piazze sulle quali si affacciano edifici nobiliari come Palazzo Morelli e Palazzo Barracco. L'asse di via Risorgimento conduce verso il Museo archeologico nazionale di Crotone, la cattedrale e piazza Pitagora, punto di raccordo tra la città storica e l'espansione moderna. La Pescheria costituisce uno dei settori tradizionali del centro storico.
Nel tessuto storico sono presenti, tra gli altri, la cattedrale, il cui primo impianto è ritenuto di origine altomedievale e che fu ricostruita e rimaneggiata in età moderna; al suo interno si conservano un fonte battesimale con base zoomorfa e l'immagine della Madonna di Capo Colonna. Nel 1986 furono inoltre inaugurate le nuove porte in bronzo della cattedrale, realizzate dallo scultore crotonese Ludovico Graziani. La chiesa di Santa Chiara sorse nell'area di un monastero quattrocentesco ed è caratterizzata da decorazioni settecentesche e pavimentazioni in maiolica; la chiesa di San Giuseppe, edificio barocco tradizionalmente noto come «chiesa dei nobili», conserva opere lignee settecentesche.
Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento l'espansione urbana interessò via Vittorio Veneto, via Cutro, via Mario Nicoletta, viale Regina Margherita, via Reggio e via Poggioreale, dove si conservano anche edifici riconducibili al Liberty degli anni venti e trenta.
La città moderna si è sviluppata lungo l'asse di via Cutro, da piazza Pitagora verso Vescovatello e la SS 106. Una nuova fase di espansione prese avvio alla fine degli anni ottanta con il quartiere Tufolo e proseguì dagli anni novanta verso Fondo Farina, Poggio Pudano e Poggio Verde. La stazione di Pudano fu successivamente trasformata in posto di movimento nel 2010. La distanza dal nucleo centrale e la conformazione collinare hanno contribuito alla percezione di una cesura tra il centro e i nuovi quartieri residenziali, spesso indicati complessivamente come «Crotone 2»; in quest'area sono presenti, tra le altre strutture, il PalaKrò, la caserma dei Vigili del Fuoco e una struttura regionale della Croce Rossa Italiana, attiva dal 2008.
Dal 2020 sono stati programmati e avviati diversi interventi di riqualificazione finanziati con risorse nazionali ed europee, fra cui progetti inseriti nel PNRR. Gli interventi riguardano, tra l'altro, la riqualificazione del lungomare e di spazi verdi, percorsi ciclopedonali, edilizia residenziale pubblica e aree periferiche come Vescovatello e Pignera.
A questi interventi si affianca il progetto Antica Kroton, finanziato nell'ambito del Piano di Azione e Coesione e non del PNRR, con un investimento complessivo di 61,7 milioni di euro destinato allo scavo, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico urbano; i lavori sono stati avviati nel 2025 e la conclusione è prevista nel 2027. Nel territorio provinciale è inoltre riconosciuto dalla Regione Calabria il Distretto del Cibo «Terre di Pitagora», promosso dalla Camera di commercio di Crotone e comprendente il capoluogo insieme ad altri comuni dell'area crotonese.
Centro, Cortile, Farina, Fondo Farina, Fondo Gesù, Lampanaro, Lungomare-Cimitero, Poggio Pudano, Poggioverde, San Francesco, San Domenico, San Giorgio, Trafinello, Trecento Alloggi, Tufolo, Vescovatello.
Apriglianello, Bucchi, Campione, Cannoniere, Cantorato, Carpentieri, Capocolonna, Cipolla, Farina, Gabella Grande, Gabella, Iannello, Maiorano, Margherita, Migliarello, Papanice, Prestica, Salica, Santo Spirito, Trafinello, Villaggio Bucchi, Zingari.
Crotone deve la sua espansione demografica agli investimenti che portarono qui gli insediamenti dei colossi della chimica come Montedison, poi Enichem, tanto da diventare uno dei principali poli industriali calabresi; la zona industriale di Crotone conobbe tuttavia una profonda crisi dalla fine degli anni ottanta.
Dopo l'alluvione del 1996 si sviluppò a Crotone il polo dei servizi di call center legato alla Datel, poi confluito in Abramo Customer Care. La società, nata in città nel 1997, arrivò all'inizio del 2019 a impiegare circa 1.900 lavoratori nella sede crotonese; negli anni successivi il settore attraversò una nuova fase di crisi occupazionale.
A Crotone è presente una tradizione artigiana legata alla lavorazione dell'oro, alla quale sono associati maestri orafi come Gerardo Sacco e Michele Affidato. La produzione locale richiama modelli della tradizione magnogreca e tecniche quali la filigrana, insieme a influenze orientali, arabe, bizantine e barocche; nella lavorazione sono impiegati anche corallo, perle e pietre dure.
Crotone è servita dall'aeroporto «Sant'Anna», situato a sud della città nel territorio di Isola di Capo Rizzuto.
La stazione ferroviaria si trova sulla ferrovia Jonica e assicura collegamenti con i principali centri della costa ionica calabrese e con servizi interregionali; a circa 700 metri sorge il Terminal Romano, autostazione destinata ai servizi automobilistici urbani, regionali, interregionali e internazionali.
La principale direttrice stradale costiera è la strada statale 106 Jonica, che nel tratto crotonese presenta prevalentemente una corsia per senso di marcia. Per l'ammodernamento dell'asse tra Catanzaro e Crotone sono stati avviati interventi e procedure relativi alla nuova variante della SS 106. A Crotone termina inoltre la strada statale 107 Silana Crotonese, che attraversa la Sila e collega la costa ionica con quella tirrenica.
Il porto di Crotone è articolato nei bacini del Porto Vecchio e del Porto Nuovo e svolge funzioni commerciali, pescherecce e turistiche. Dal 2021 rientra nell'Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio.

Crotone è gemellata con:
Lo stadio comunale Ezio Scida è la principale arena scoperta della città e ospita le gare interne del Football Club Crotone. Tra i maggiori impianti al coperto figurano il PalaKrò e il PalaMilone. Il complesso «Domenico Gabriele» comprende una pista di atletica leggera e un campo da calcio e football americano, utilizzato dagli Achei Crotone. Nei pressi del complesso si trova la piscina olimpionica comunale; un'altra struttura natatoria cittadina è la piscina «L. Auditore», presso l'IIS Pertini-Santoni e legata alla Rari Nantes Crotone.
Per due volte Crotone è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia: nel 1985 la 9ª tappa Matera-Crotone, vinta da Paolo Rosola, e nel 1996 la 5ª tappa Metaponto-Crotone, vinta da Ángel Edo. La città ospita inoltre l'International Carnival Race di vela nel periodo di Carnevale, giunta all'undicesima edizione nel 2026, e ha accolto manifestazioni delle rappresentative calcistiche Italia B e Under-20 allo stadio Ezio Scida, oltre a selezioni Optimist per i campionati mondiali ed europei.
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