| Mantova comune | |
|---|---|
(dettagli)
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Andrea Murari (PD) dal 26-5-2026 |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°09′23″N 10°47′28″E |
| Altitudine | 19 m s.l.m. |
| Superficie | 63,81 km² |
| Abitanti | 50 374 (31-5-2026) |
| Densità | 789,44 ab./km² |
| Frazioni | nessuna; vedi elenco quartieri |
| Comuni confinanti | Bagnolo San Vito, Borgo Virgilio, Curtatone, Porto Mantovano, Roncoferraro, San Giorgio Bigarello |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 46100 |
| Prefisso | 0376 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 020030 |
| Cod. catastale | E897 |
| Targa | MN |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona E, 2 388 GG |
| Nome abitanti | mantovani |
| Patrono | sant'Anselmo |
| Giorno festivo | 18 marzo |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
| Mantova e Sabbioneta | |
|---|---|
| Tipo | Culturali |
| Criterio | (ii) (iii) |
| Pericolo | Non in pericolo |
| Riconosciuto dal | 2008 |
| Scheda UNESCO | (EN) Mantua and Sabbioneta (FR) Scheda |


Mantova (, Màntua in dialetto mantovano, Mantua in latino) è un comune italiano di 50 374 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Lombardia. Nei pressi della città nacque il poeta romano Virgilio.
Dal luglio 2008 è stata inserita nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Data la sua importanza come capitale del prima marchesato e poi ducato di Mantova, è rappresentata tra le quattordici città nobili del Vittoriano, come simbolo di "madre nobile" e precursore della successiva monarchia sabauda e dell'unità d'Italia.
Nel 2016, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha insignito Mantova del titolo di capitale italiana della cultura. Nel 2017 Mantova e la sua provincia, insieme a quelle di Bergamo, Brescia e Cremona, sono state premiate come Regione Europea della Gastronomia sotto il nome di Lombardia Orientale. Mantova è stata inoltre città europea dello sport nel 2019.
Mantova è l'unica città, intesa come museo urbano diffuso, presente sulla piattaforma Google Arts & Culture, con più di 1.000 opere digitalizzate e 40 mostre virtuali allestite in 8 differenti musei virtuali.
Mantova si trova nella Lombardia sud-orientale, non lontano dal lago di Garda e dal confine con le regioni Veneto ed Emilia-Romagna. Le città di riferimento più vicine sono Verona, 40 km a nord-est, Brescia, 70 km a nord-ovest, e Modena, 65 km a sud.
Nel XII secolo l'architetto e ingegnere idraulico Alberto Pitentino, su incarico del Comune di Mantova, organizzò un sistema di difesa della città curando la sistemazione del fiume Mincio in modo da circondare completamente il centro abitato con quattro specchi d'acqua, così da formare quattro laghi: Superiore, di Mezzo, Inferiore e Paiolo; Mantova, di fatto, era un'isola.
Alla campagna si accedeva attraverso due ponti – il Ponte dei Mulini e il Ponte di San Giorgio – ancora esistenti.
In età comunale venne tracciato il Rio, un canale che taglia in due la città, collegando il lago Inferiore a quello Superiore. Altre dighe e chiuse consentirono un'adeguata difesa dalle acque.

Nel XVII secolo una forte inondazione diede inizio a una rapida decadenza: il Mincio, trasportando i materiali solidi, trasformò i laghi in paludi malsane che condizionarono ogni ulteriore sviluppo; fu prosciugato, allora, il lago Paiolo a sud, in modo che la città restasse bagnata dall'acqua solo su tre lati – come una penisola – e ancora si presenta così.
Sono, quindi, tre gli specchi d'acqua, non d'origine naturale, ricavati nell'ansa del fiume Mincio che danno a Mantova una caratteristica del tutto particolare, che ad alcuni sembra quasi magica in quanto compare come una città nata dall'acqua. Nel 1984 è stato istituito il Parco regionale del Mincio di cui il territorio del Comune di Mantova fa parte.

Flora e fauna del territorio ruotano inevitabilmente attorno alla presenza a Mantova dei laghi e delle acque che la cingono. Nei laghi mantovani sono insolitamente presenti i fiori di loto (Nelumbo nucifera), originari del Sud Est asiatico. Dalle sponde del parco pubblico di Belfiore, sul lago Superiore, è ben visibile l'isola galleggiante dei fiori di loto con la spettacolare fioritura in luglio-agosto-settembre. La loro bellezza è indubbia ma dal punto di vista ambientale l'introduzione del fior di loto è stata un'operazione discutibile dato che si tratta di una specie aliena dotata di forte capacità infestante che fa sì che siano oggetto di massicci interventi periodici di sfalcio per preservare l'integrità dei laghi. La loro introduzione in Italia è opera nel 1914 dei padri Saveriani di Parma che decisero di utilizzare la fecola ottenuta dai rizomi a scopo alimentare, come da secoli facevano i cinesi. Maria Pellegreffi, giovane laureata in Scienze Naturali si occupò del trapianto dei rizomi nel Lago Superiore di Mantova nel 1921. La farina non ebbe successo nella cucina mantovana ma il fiore colonizzò i laghi. Il paesaggio emozionante e surreale che la distesa di fiori di loto concorre a creare ha dato vita anche a una leggenda sulla loro nascita in territorio. Si racconta che un giovane viaggiando per l'oriente conobbe una ragazza dagli occhi a mandorla e con la pelle profumata come i petali del fior di loto. Venuta a Mantova, la povera ragazza, nello specchiarsi nel lago, vi cadde, perdendo la vita. Il ragazzo allora gettò dei semi del fiore nel lago in modo che, fiorendo ogni estate, potessero ricordare con il loro profumo e la loro delicata bellezza la sua sposa e sconfitto dal dolore si tolse la vita sparendo anch'egli nelle acque del lago.

Oltre al re incontrastato del lago, è facile vedere le specie autoctone come la castagna d'acqua (Trapa natans), detta anche trigöl, particolarmente sviluppata sul lago di Mezzo con i suoi frutti forma di piramide e commestibili, le isolette di ranuncolo d'acqua (Nuphar luteum) con i loro fiori di colore giallo dorato, che aprendosi solo in parte mantengono la particolare forma rotondeggiante e le ninfee bianche con un fiore profumato che forma raggruppamenti vegetali assieme alle altre ninfee ed erbe galleggianti (morso di rana, salvinia, Ceratophyllum demersum etc).
Sul margine, assieme alle canne palustri, salici piangenti e cariceti (la famosa carésa utilizzata per impagliare sedie e confezionare cappelli e altri prodotti artigianali), cresce l'ibisco di palude, autoctono e molto raro, che si trova oltre che nelle Valli del Mincio solo in Toscana, Friuli e Veneto.
Ormai scomparsa in questi territori, come in quasi in tutta Italia, la scargia (Stratiotes aloides).
Gli uccelli trovano nei canneti e nelle acque del territorio palustre il luogo ideale per deporre le uova e trovare cibo. È la fauna aviare quindi quella più rappresentativa della zona anche più limitrofa alla città.
L'airone rosso, le gallinelle d'acqua, le folaghe con tipico piumaggio nero in contrasto con il bianco che si estende sulla regione frontale, e altri anseriformi utilizzano il lago per "fabbricare" nidi galleggianti al limitare del canneto sulla riva o su accumuli vegetali mai troppo al largo, l'airone cenerino invece, nidifica sugli alberi vicini ai numerosi corsi d'acqua per l'irrigazione che si ramificano per i campi della provincia, luoghi di nidificazione e di caccia anche delle poiane, dei tarabusi e delle più "riservate" civette.
La famiglia degli aironi presenti nelle acque del Parco del Mincio, oltre al rosso e al cenerino comprende anche le garzette, svassi, sgarze ciuffetto e le nitticore. Solitamente questi uccelli si osservavano solo nei mesi tra aprile e settembre perché sono specie migratorie, ma negli ultimi anni hanno preferito sostare anche d'inverno.
Tra le canne si nascondono i nidi della cannaiola e del basettino. Ma le dolci acque del lago e delle paludi del Mincio e del Po sono popolate anche dal pesce gatto, tinca, carpa, persico sole, anguilla, luccio e siluro.
È possibile navigare i laghi di Mantova, con crociere che permettono di vedere tutta la città dall'acqua. Unendo l'aspetto storico, artistico e architettonico alla natura di un'oasi naturale più unica che rara.
Lepri, fagiani e volpi possono essere i protagonisti di qualche incontro notturno nelle campagne mantovane, ma anche dei lupi (se ne contano, a seconda delle versioni, tra pochi esemplari e qualche decina in provincia, concentrati quasi completamente sulle colline mantovane nel nord della provincia).
Rimpinzate dalle generose mani dei visitatori anche anatre e cigni sono da annoverare tra le specie presenti in "suolo" virgiliano, popolando, ormai senza troppi timori della presenza umana, le sponde dei laghi e regalando un forse inatteso contatto con la natura al turista della città d'arte.
Classificazione sismica: zona 3.
Il terremoto dell'Emilia del maggio 2012 ha provocato danni rilevanti agli edifici storici della città.
Essendo una città dell'entroterra del Nord Italia, ha un clima subcontinentale dove a gennaio non sono infrequenti le nevicate. Essendo circondata da un lago porta come conseguenza che, in tutti i periodi dell'anno, il clima sia caratterizzato da una forte umidità: d'inverno si manifesta con grande frequenza il fenomeno della nebbia. Insistendo in uno spazio chiuso, com'è la Pianura Padana, d'estate il clima è afoso e umido, con poca ventilazione. La minima storica si ebbe il 16 febbraio 1929 con 19 gradi sotto zero mentre la massima si registrò il 7 luglio 1957 con 38,2 gradi all'ombra. Negli inverni degli anni dal 1930 al 1955 era abbastanza usuale che i laghi attorno alla città gelassero, almeno in parte; dopo una gelata eccezionale nel rigidissimo inverno 1985, una nuova gelata completa della superficie lacustre, prolungatasi per più di una settimana, si ebbe nella prima quindicina di febbraio 2012.
| Mantova | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 4,0 | 7,2 | 12,7 | 17,4 | 22,5 | 26,9 | 29,6 | 28,6 | 24,1 | 17,6 | 10,6 | 5,5 | 5,6 | 17,5 | 28,4 | 17,4 | 17,2 |
| T. min. media (°C) | −1,3 | 0,3 | 4,5 | 8,5 | 13,0 | 16,8 | 19,0 | 18,5 | 15,4 | 10,3 | 5,1 | 0,6 | −0,1 | 8,7 | 18,1 | 10,3 | 9,2 |
| Precipitazioni (mm) | 43 | 41 | 47 | 56 | 62 | 58 | 44 | 47 | 54 | 68 | 63 | 51 | 135 | 165 | 149 | 185 | 634 |
| Giorni di pioggia | 6 | 6 | 7 | 8 | 9 | 7 | 5 | 5 | 6 | 7 | 8 | 7 | 19 | 24 | 17 | 21 | 81 |
| Vento (direzione-m/s) | W 3,0 | W 3,3 | E 3,4 | E 3,5 | E 3,1 | E 3,0 | E 3,0 | E 2,8 | E 2,8 | E 3,0 | W 3,3 | W 3,2 | 3,2 | 3,3 | 2,9 | 3,0 | 3,1 |

Il nome Mantua è spiegato dalle fonti antiche in due modi, entrambi legati a racconti leggendari che non trovano riscontro nel dato archeologico. Secondo Virgilio, che era mantovano, la città fu fondata da Ocno, figlio della profetessa Manto e del dio del Tevere, che le diede le mura e il nome della madre; nel catalogo degli alleati etruschi di Enea il poeta chiama Mantova "ricca di avi" e la dice formata da tre stirpi, ciascuna di quattro popoli, con la forza del sangue etrusco. La tradizione greca fa di Manto la figlia dell'indovino tebano Tiresia: secondo le fonti greche, fuggita da Tebe, si fermò in Anatolia, nell'attuale Turchia; secondo la tradizione mantovana arrivò invece, dopo lungo errare, nel territorio allora palustre che ospita la città, dove creò un lago con le proprie lacrime, acque che la leggenda diceva capaci di dare il dono della profezia a chi le beveva; qui avrebbe sposato la divinità fluviale Tybris, il Tevere, e il figlio Ocno, detto anche Bianore, avrebbe fondato sulle sponde del Mincio la città chiamata Mantua in suo onore. Il commento di Servio all'Eneide spiega invece il nome con Mantus, che in lingua etrusca designava Dis Pater, il signore dei morti, e ricorda altre tradizioni sulla fondazione, che la attribuiscono agli Umbri di Sarsina oppure a tre popoli succedutisi nel tempo, i Tebani, gli Etruschi e i Galli. Una terza tradizione, risalente ad Aulo Cecina e conservata negli Scholia Veronensia a Virgilio, attribuisce la fondazione a Tarconte, che avrebbe chiamato la città dal nome etrusco di Dis Pater e avrebbe poi consacrato allo stesso dio le altre undici città che aveva fondato in area padana, cioè l'Etruria padana.
Il mito della fondazione di Mantova trova spazio anche nella Divina Commedia di Dante Alighieri nel XX Canto dell'Inferno, nel quale Dante stesso e la sua guida mantovana Virgilio incontrano gli indovini. Proprio indicando una di queste anime, Virgilio descrive i dintorni della città, il Lago di Garda ed il corso del Mincio che si tuffa nel Po a Governolo, e racconta una versione diversa da quella dell'Eneide: la città sorse sulle ossa di Manto, morta nella palude, per opera degli uomini dei dintorni, e prese il nome da lei senza auspici:

Le fonti antiche attribuiscono la fondazione di Mantova a genti diverse: Servio ricorda le tradizioni che la dicono fondata dai Tebani, dagli Etruschi, dai Galli o dagli Umbri. L'archeologia documenta una città etrusca su un dosso di circa quattro ettari dell'isola del Mincio, con un'area sacra in piazza Santa Barbara frequentata dall'inizio del V secolo a.C.; la sua fondazione è collocata da Elena Maria Menotti nella seconda metà del VI secolo a.C. e da Raffaele Carlo de Marinis nel IV, dopo l'abbandono del Forcello. Mentre nel territorio si insediavano dal IV secolo a.C. i Cenomani, la città conservò la propria identità etrusca, tanto che Plinio il Vecchio la definisce l'unica città etrusca rimasta oltre il Po; entrò nell'orbita di Roma fra il III e il I secolo a.C. e divenne municipium dopo il 49 a.C., con la concessione della cittadinanza romana ai Transpadani. Durante questo periodo ebbe i natali il poeta Virgilio (70 a.C.-19 a.C.).


Nell'anno 1000 iniziò su Mantova il dominio dei Canossa: Tedaldo di Canossa prima e la contessa Matilde ampliarono le loro proprietà e provvidero all'edificazione di chiese e conventi. Dopo la morte di Matilde nel 1115, seguirono frequenti scontri con le popolazioni confinanti: veronesi, cremonesi e reggiani. Ezzelino da Romano nel 1246 conquistò la città col suo esercito ma dopo due mesi di battaglie venne sconfitto e cominciò per Mantova un'epoca di benessere. In questo periodo venne eretto il Palazzo del podestà e il Ponte dei Mulini e la città venne dotata di possenti mura.
Nel 1276 iniziò l'ascesa di una delle famiglie più potenti del tempo, i Bonacolsi, che costruirono importanti palazzi merlati. Il 16 agosto 1328 venne ferito a morte l'ultimo dei Bonacolsi, Rinaldo detto "Passerino" ad opera di Luigi Gonzaga, spalleggiato dalla famiglia Della Scala di Verona, che ambiva ad impossessarsi della città.
Iniziava così la plurisecolare dominazione della famiglia Gonzaga, che regnò su Mantova fino al 1707. Fu il periodo più importante di Mantova che divenne una delle città più in vista e uno dei massimi centri d'arte in Europa. Pisanello, Leon Battista Alberti, Andrea Mantegna, Giulio Romano e Luca Fancelli lasciarono un'impronta indelebile nell'architettura della città.
Mantova subì una guerra di successione e un saccheggio a opera dei lanzichenecchi, che nel 1630 diffusero la peste. Iniziò il lento declino di Mantova, accompagnato dal tramonto della signoria dei Gonzaga che, nel 1707, lasciò la città in mano agli austriaci. Seguì la dominazione francese e nuovamente austriaca nel 1815, quando Mantova divenne caposaldo del Quadrilatero, assieme a Peschiera, Verona e Legnago.
L'ultimo dei Gonzaga-Nevers, Ferdinando Carlo riparò a Venezia nel 1701.
Nel 1852 avvenne l'eccidio dei Martiri di Belfiore, che anticipò l'unità nazionale. Nel 1866 Mantova entrò a far parte del Regno d'Italia.

Lo stemma della città fu definito come uno scudo bianco con una croce rossa quando, dopo il 1115, l'Impero riconobbe ufficialmente il comune di Mantova. Stranamente la città è catalogata come città ghibellina, ma lo stemma è tipicamente guelfo (anti-imperiale come quello di Milano o di Genova). Successivamente venne aggiunto il busto di Virgilio. Lo stemma storico e il gonfalone sono stati ufficialmente riconosciuti con decreto del Capo del Governo del 26 dicembre 1941.

Il comune di Mantova si fregia fin dall'antichità del titolo di città, confermato con Imperial regia Patente del 24 aprile 1815.
La città di Mantova è la 26ª tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima guerra mondiale nel 1918.
Un'ulteriore onorificenza, la medaglia di bronzo al merito civile, è stata concessa alla città virgiliana il 31 marzo 2005 per l'azione meritoria svolta dalla popolazione in favore dei soldati italiani e alleati reclusi nei campi di concentramento tedeschi nel periodo 1943-45.





















L'edificio fu progettato da Pier Luigi Nervi su commissione delle Cartiere Burgo e realizzato tra il 1961 e il 1964. L'obbiettivo prioritario era quello di collocare in un unico ambiente lungo 250 metri, un'unica macchina a ciclo continuo per trasformare la pasta di legno in carta da giornale. La soluzione trovata da Nervi per la copertura ha fatto sì che la costruzione fosse denominata "fabbrica sospesa" in particolare per i quattro cavi d'acciaio sospesi a due telai di cemento armato alti 50 metri.
Il 9 febbraio 2013 le macchine della cartiera Burgo si sono fermate segnando la fine della produzione di carta. Nel 2015 lo stabilimento è acquisito dal gruppo trevigiano Pro Gest della famiglia Zago per essere riconvertito nella produzione di carta riciclata per imballaggi con il nome di Pro Gest Mantova e con un investimento di 150 milioni di euro..



Abitanti censiti

I comuni di Porto Mantovano, Curtatone, Borgo Virgilio, San Giorgio Bigarello, Roncoferraro, Bagnolo San Vito e Marmirolo, adiacenti alla città, costituiscono con il comune di Mantova un'unica zona residenziale. In questa conurbazione, alla data del 01/01/15, sono risultati 127 569 residenti, divisi in 48 747 abitanti del Comune cittadino e 78 822 dell'hinterland. Questa evoluzione demografica ha suscitato opinioni favorevoli alla trasformazione di comune cittadino e hinterland in un'unica municipalità, denominata indicativamente come "Grande Mantova".
La mobilità della popolazione residente nel territorio comunale della città di Mantova, negli ultimi decenni, è stata caratterizzata da una fase d'immigrazione negli anni cinquanta e sessanta del XX secolo. La crescita della popolazione di circa 12 000 unità tra i censimenti Istat del 1951 e del 1971 fu dovuto a nuovi insediamenti industriali e allo sviluppo del terziario cittadino che hanno rappresentato una valida alternativa per la popolazione rurale della provincia mantovana ormai non più assorbita da un settore agricolo velocemente meccanizzatosi.
Dai dati ISTAT 1971 ai dati del 2001, il decremento della popolazione si fece rilevante, circa 19 000 abitanti, la gran parte dei quali emigrata nei territori dei comuni confinanti, comunque all'interno dell'ipotetica "Grande Mantova".
Il declino demografico si arresta nel primo decennio del XXI secolo, conseguenza di una rilevante immigrazione dall'estero che è andata a compensare la perseverante mobilità in uscita a favore dei comuni dell'hinterland dei cittadini di nazionalità italiana.
Alla fine del 2010 risultavano residenti nel comune di Mantova 48 611 abitanti, di cui 26 129 femmine e 22 482 maschi. Il numero delle famiglie continua ad aumentare (23 312), aumento soprattutto dovuto al regolare trend in diminuzione del numero di componenti delle famiglie mantovane: 2,05.
Ad inizio 2011 si è costituito con atto notarile, un comitato a favore dell'unificazione nell'unico comune di Mantova dei quattro comuni circostanti (Curtatone, Porto Mantovano, San Giorgio di Mantova, Virgilio). Tuttavia questo progetto non si è concretizzato a causa di divergenze di carattere politico delle diverse amministrazioni comunali. Questo "distacco" ha portato i comuni confinanti di San Giorgio di Mantova a fondersi con i più distanti e decentrati Bigarello, per dar vita al comune di San Giorgio Bigarello a partire dal 1º gennaio 2019, e Virgilio con Borgoforte per dar vita al comune di Borgo Virgilio, a partire dal 4 febbraio 2014. Questo avvicendarsi allontana le prospettive di una reale fusione in un unico ente locale dei comuni della "Grande Mantova".
A partire dagli anni 2010, la popolazione del comune capoluogo ha ripreso ad aumentare, per la prima volta dagli anni Settanta, lentamente ma in maniera costante, grazie all'apprezzabile contributo migratorio (sia dall'Italia che dall'estero), in parte compensato dal saldo naturale negativo. Questa crescita, tuttavia, ha subìto un rallentamento a causa del diffondersi della pandemia da COVID-19 negli anni 2020 e 2021 che ha portato il trend, in crescita da quasi una decina d'anni, a subire una battuta d'arresto.
Sempre a partire dagli anni 2010 c'è stato un incremento nel tabagismo, soprattutto negli adolescenti tra i 14 e i 20 anni, secondo un'indagine del Hbsc
La popolazione comunale è caratterizzata, a partire dagli anni 2000, da una crescente immigrazione dall'estero. Al 1º Gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 8422, ovvero il 16,98% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
Scuole secondarie di secondo grado:
Fondazione UniverMantova è, dal giugno 2015, la nuova denominazione della "Fondazione Università di Mantova", che era stata costituita il 20 dicembre 2001, la quale aveva a sua volta sostituito il Consorzio Universitario Mantovano, attivo dal 1992 al 2001. Suo scopo principale è promuovere e gestire il sistema universitario mantovano, costituito da corsi di laurea istituiti dal Politecnico di Milano, dall'Università degli Studi di Brescia, dall'Università degli Studi di Milano, dall'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e dall'Università degli Studi della Repubblica di San Marino.
Con l'anno accademico 2018-19 è stato inaugurato il corso di laurea magistrale in conservazione e restauro dei beni culturali degli Istituti Santa Paola Mantova.


Lista dei maggiori film e miniserie televisive che hanno avuto Mantova come set:

Fra i prodotti tipici della cucina mantovana troviamo:
Elenco dei quartieri con relativi residenti al 31/12/2019.

Ricoprono un ruolo importante nell'economia cittadina il commercio al dettaglio e i servizi del terziario. Tra questi ultimi risaltano la testata giornalistica locale "Gazzetta di Mantova", considerato il più antico quotidiano d'Italia, e la Banca Agricola Mantovana fondata nel 1871 che, in seguito ad un'Offerta pubblica di acquisto del 1999, è entrata a far parte del gruppo bancario Montepaschi. Il processo di acquisizione si è concluso con la fusione per incorporazione di Banca Agricola Mantovana Spa in Banca Monte dei Paschi di Siena avvenuta il 22 settembre 2008. Dall'anno 2000 opera con sede in Mantova e alcune altre filiali in provincia, la Banca Popolare di Mantova ceduta nel 2008 dal Banco Popolare alla Banca Popolare di Milano. Rilevanti sono le attività connesse all'allevamento e all'agricoltura e alle industrie trasformatrici delle loro produzioni: si parla soprattutto della produzione di burro, formaggio e di salumi (tra cui spicca il Salame mantovano). L'importanza del settore economico primario per l'economia mantovana è dimostrata dalla presenza a Mantova di una delle più importanti borsa merci agricole della Pianura Padana che dal 30 settembre 2010 è sede della Commissione Unica Nazionale dei suini da macello. Il primo ottobre 2006 esordisce a Mantova il primo mercato contadino italiano che anticipò il decreto ministeriale che solo alla fine del 2007 ne regolamenterà l'attività.
Nei primi anni del secondo dopoguerra s'insediarono la Cartiera Burgo e industrie chimiche e petrolchimiche. La prima fu la società di raffinamento del petrolio ICIP, diventata successivamente IES Italiana Energia e Servizi s.p.a., che costruita a partire dal 1947 iniziò la produzione il 20 dicembre 1953 ed è stata acquisita nell'anno 2007 dal gruppo ungherese MOL. Importante insediamento chimico è la Versalis del gruppo Eni che continua l'attività dello stabilimento chimico sorto nel 1956 su iniziativa della Edison, proseguita poi sotto altre denominazioni come Montedison, Montedipe e Polimeri Europa.
Molto attivi anche il settore dell'abbigliamento, con importanti insediamenti presenti nel territorio comunale della città, Lubiam, Valstar e Corneliani, in particolare specializzati nella moda per uomo, e il settore meccanico dove spiccano la Belleli, passata attraverso una grave crisi negli anni passati, e la SOGEFI, ormai multinazionale attiva nella componentistica per autoveicoli quotata presso la Borsa di Milano fin dal 1986 che nel 2008 ha annunciato la chiusura, definitivamente portata a termine nel gennaio dell'anno successivo, dello storico primo stabilimento mantovano.
Nel settore dell'artigianato sono ancora diffuse e rinomate le antiche lavorazioni della ceramica e della porcellana.
Mantova è attraversata dalle ex strade statali:
Due sono i caselli autostradali dell'autostrada A22 Modena-Brennero, denominati Mantova nord e Mantova sud, ubicati nei limitrofi comuni di San Giorgio di Mantova e Bagnolo San Vito, sui quali gravita il traffico della città.
Mantova è servita anche da due tangenziali:
La stazione di Mantova, servita da relazioni regionali svolte da Trenitalia, Trenord e Tper. Posto sulla linea Verona-Modena, tale impianto è altresì origine delle linee per Monselice e per Cremona. Un'altra linea, la ferrovia Mantova Peschiera, fu in esercizio fra il 1934 e il 1967.
Sulla linea per Monselice è presente una seconda stazione, Mantova Frassine, dalla quale si dirama il raccordo per il porto di Valdaro.
Sulla linea Verona-Modena il 9 dicembre 2012, è stata aperta all'esercizio la fermata di Borgochiesanuova.
Altre due stazioni sono presenti nell'hinterland cittadino: la stazione di Sant'Antonio Mantovano nel comune di Porto Mantovano e quella di Levata nel comune di Curtatone.
In passato Mantova fu interessata anche dal percorso di alcune tranvie extraurbane, la linea Brescia-Mantova-Ostiglia, esercita a vapore dalla Società Italiana Tramvie e Autovie di Lombardia e Romagna, attiva fra il 1882 e il 1933, e le linee per Asola e Viadana, in carico alle Tranvie Provinciali Mantovane, attive fra il 1886 e il 1953 nella loro parte terminale, elettrificata nel 1926.
Entro il 2023 Mantova sarà collegata direttamente a Reggio Emilia e alla stazione di Reggio Mediopadana, sottostante quella di Reggio Emilia AV Mediopadana, via Suzzara e Guastalla in poco più di un'ora di viaggio. Attualmente il collegamento è già esistente, ma molto più lento (da due ore a due ore e quaranta) a causa del doppio cambio a Suzzara e a Guastalla, dei lunghi tempi di attesa e per i treni diesel attualmente utilizzati. Una volta elettrificate la ferrovia Reggio Emilia-Guastalla (entro l'estate 2020) e almeno la tratta fra Guastalla e Suzzara della ferrovia Parma-Suzzara-Poggio Rusco (entro il 2022), sarà invece possibile un collegamento diretto e veloce.
Il porto di Mantova è situato in località Valdaro all'imbocco del canale Mantova-Venezia, noto anche come idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco-Po di Levante, che consente a navi della V classe per 365 giorni all'anno il collegamento diretto col mar Adriatico, distante 135 km, e con la laguna di Venezia. La conca di San Leone nei pressi di Governolo mette in collegamento il porto di Mantova tramite il canale Fissero col fiume Po. Un raccordo ferroviario unisce il porto alla linea Mantova-Monselice.
Porto Catena è l'antico porto commerciale di Mantova, già attivo dal 1200, ora adibito a sole funzioni turistiche. È situato in una piccola insenatura del lago Inferiore nella quale s'immette il Rio, canale artificiale che attraversa la città dal XII secolo.
La città è dotata di un servizio di autobus gestito dall'APAM, acronimo di Azienda Pubblici Autoservizi Mantova. Il servizio di trasporto pubblico urbano che interessa anche il territorio dei comuni limitrofi quali Porto Mantovano, San Giorgio di Mantova, Bigarello, Borgo Virgilio e Curtatone, ossia la cosiddetta "Grande Mantova", è fornito attraverso corse di nove linee. L'APAM adempie anche alla gestione di una rete linee interurbane, in massima parte con capolinea nel capoluogo.
L'azienda ATV adempie invece al collegamento con la città di Verona attraverso l'itinerario per Castelbelforte.
La rete tranviaria di Mantova, attiva fra il 1908 e il 1953, era un insieme di relazioni costituito da due linee prettamente urbane di pertinenza comunale e da ulteriori tre a carattere suburbano gestite dalla Provincia, realizzate in parte sfruttando le infrastrutture delle preesistenti tranvie a vapore.
Mantova è servita dall'Aeroporto di Verona-Villafranca, che dista circa 30 km dal centro cittadino e opera un servizio d'importanza strategica per le province di Verona, Mantova, Brescia, Trento e Bolzano. L'aeroporto è collegato giornalmente con le principali località nazionali (Roma, Palermo, Catania, Napoli, Olbia, Bari, Cagliari) oltre che con alcune internazionali come Amsterdam, Londra, Parigi, Barcellona, Francoforte sul Meno, Mosca-Domodedovo, Bruxelles, Bucarest, Varsavia, ed è raggiungibile in auto attraverso l'A22 oppure la SR62.
La città di Mantova dispone di alcune aviosuperfici e campi volo, anche nell'ambito della propria provincia. Il locale Aero Club ha sede presso l'Aviosuperficie Città di Curtatone ed è intitolato al Generale Pilota Alessandro Bladelli, mantovano tra i fondatori della Pattuglia Acrobatica Getti Tonanti, antesignana delle attuali Frecce Tricolori. Presso l'Aviosuperficie Città di Curtatone si svolgono attività di volo a motore sia con ultraleggeri che aviazione generale.

Mantova è gemellata con:
Mantova fa parte dell'Associazione nazionale città del pane.
La città di Mantova vanta importanti figure distintisi in ambito sportivo. Il più famoso è senz'altro Tazio Nuvolari, conosciuto anche come il Mantovano volante. Ai due "campioni" mantovani per eccellenza, Nuvolari e il ciclista Learco Guerra, è dedicato un museo provvisoriamente ospitato in alcune stanze del Palazzo Ducale in piazza Sordello.
Il Mantova, fondato nel 1911, ha disputato 12 campionati di Serie A, dei quali 5 di Prima Divisione negli anni 1920, e 17 campionati di Serie B. Il calcio virgiliano ha raggiunto l'apice nell'arco di tempo che va dal campionato 1958/1959 a quello del 1961/1962, grazie ad una superformazione passata alla storia con l'appellativo di Piccolo Brasile guidata da Edmondo Fabbri, futuro c.t. della Nazionale di calcio dell'Italia. Quella squadra passò in quattro anni dalla quarta serie all'Olimpo del calcio. Dopo due retrocessioni consecutive, dal 1973 i biancorossi (questi i colori sociali dell'Mantova) hanno vivacchiato per anni in Serie C, subendo l'onta di due fallimenti (1983,1994) e risollevandosi in seguito all'arrivo dei presidenti Alberto Castagnaro e Fabrizio Lori. Al primo si deve il ritorno in C1 (2003/2004), al secondo il passaggio dalla C1 alla B. Doveroso ricordare anche Romano Freddi, che seppur poco amato dalla piazza, fu l'artefice della salvaguardia del calcio a Mantova, quando nell'estate del 1994 la società per la seconda volta fallì.
La squadra di calcio della città era tornata in Serie B alla conclusione della stagione 2004/2005, dopo ben 32 anni di assenza. La cadetteria fu conquistata al termine dei play-off, giocati e vinti contro Frosinone e Pavia. La stagione 2005/2006 ha visto il Mantova mancare di poco l'immediata promozione alla Serie A nella finale dei play-off con il Torino, vittoria per 4-2 a Mantova e sconfitta a Torino per 3-1 dopo i tempi supplementari.
Dopo cinque anni di discreti campionati in Serie B, alla fine del campionato 2009/2010, l'Mantova retrocesse in Lega Pro. Il 30 giugno 2010 la squadra virgiliana non riuscì ad iscriversi al campionato di Lega Pro, scomparendo in tal modo dal calcio professionistico. Fallita l'A.C.Mantova, il calcio rinacque come Mantova Football Club che subito vinse il campionato di serie D riportando immediatamente il calcio virgiliano tra i professionisti, in Lega Pro, ma dopo alcune stagioni tormentate da svariati cambi di gestione risultati fallimentari, nell'estate del 2017 i biancorossi vengono esclusi dalla Serie C dopo essersi salvati sul campo ripartendo nuovamente dalla Serie D con il nome di Mantova 1911.
Dopo esser ripartito dalla Serie D, il Mantova nella stagione 2020/2021 ottenne la promozione in Serie C, nel campionato 2022/2023 retrocesse sul campo in Serie D, ma fu ripescata il 24 luglio 2023 e nella stagione di Serie C 2023/2024, ottenne la promozione diretta in Serie B, ritornandoci dopo 14 anni di assenza.
In ambito calcistico Mantova ha dato i natali a Roberto Boninsegna arrivato fino alla Nazionale di calcio italiana, militando in grandi squadre di Serie A come Cagliari, Inter, Juventus.
Buona la tradizione sportiva mantovana per quanto riguarda la pallavolo maschile. La Pallavolo Mantova conquistò la Serie A1 alla fine del campionato 1986-87. Disputò due campionati nella massima serie, venendo poi sostituita per tre anni dalla Gabbiano Virgilio, comunque invischiate entrambe sul fondo della classifica.
Negli anni novanta la Pallavolo Mantova ha militato diverse volte in serie A2.
Con la stagione 2006/07, culminata con la vittoria dei play-off promozione, c'e l'approdo del Top Team Volley Mantova al campionato di Serie A2. Lo stesso Top Team Volley ha vinto la Coppa Italia di Serie B nel 2006 e nel 2007.
Dal 2012 Mantova ospita anche la Pallacanestro Mantovana, nota fino al 2013 come Pallacanestro Primavera Mirandola dell'omonima cittadina modenese, attualmente militante nella A2 Gold e che disputa le gare interne al PalaBam. Inoltre è presente la società San Pio X che milita in C silver con una notevole attività giovanile.
Nel 1931 Learco Guerra vinse il Campionato del mondo di ciclismo, a Copenaghen (Danimarca). Nello stesso anno viene istituita la maglia rosa quale simbolo del primato in classifica ed è proprio Learco Guerra ad indossarla per primo risultando vincitore della tappa inaugurale del 19º Giro d'Italia, partita da Milano e conclusasi nella natia Mantova. Il "Giro" ha concluso una tappa a Mantova in dieci occasioni. Nel 1963 la città virgiliana è stata solamente sede di partenza della tappa conclusasi a Treviso.
Mantova è stata negli anni città di arrivo delle seguenti tappe del Giro d'Italia:
| Anno | Tappa | Partenza | km | Vincitore di tappa | Maglia rosa |
|---|---|---|---|---|---|
| 1923 | 9ª | Trieste | 357 | ||
| 1931 | 1ª | Milano | 206 | ||
| 1935 | 2ª | Cremona | 175 | ||
| 1946 | 16ª-2ª | Verona | 72 | ||
| 1956 | 5ª | Voghera | 198 | ||
| 1967 | 15ª | Lido degli Estensi | 164 | ||
| 1971 | 11ª | Sestola | 199 | ||
| 1981 | 16ª | Milano | 178 | ||
| 1983 | 1ª | Brescia (cron. a squadre) | 70 | ||
| 1989 | 11ª | Riccione | 244 |
È stata inoltre sede di partenza delle seguenti tappe del Giro d'Italia:
| Anno | Tappa | Arrivo | km | Vincitore di tappa | Maglia rosa |
|---|---|---|---|---|---|
| 1923 | 10ª | Milano | 341,3 | ||
| 1931 | 2ª | Ravenna | 216 | ||
| 1935 | 3ª | Rovigo | 162 | ||
| 1946 | 17ª | Milano | 176 | ||
| 1956 | 6ª | Rimini | 228 | ||
| 1963 | 15ª | Treviso | 155 | ||
| 1967 | 16ª | Verona (cron. individuale) | 45 | ||
| 1981 | 17ª | Borno | 215 | ||
| 1983 | 2ª | Comacchio | 192 | ||
| 1989 | 12ª | Mira | 148 |
Nel 2008 con un crono prologo di fronte a Palazzo Te vinto dall'olandese Mirjam Melchers, è partito il "Giro d'Italia femminile". Sullo stesso viale Te, nel 2015, si è conclusa la terza tappa del Giro Rosa 2015, la Curtatone > Mantova, con vittoria dell'olandese Lucinda Brand.
Mantova è stata anche sede d'arrivo di un'importante corsa ciclistica, la Milano-Mantova, disputata a partire dal 1906 per 24 volte e disputata per l'ultima volta nel 1962 con vittoria di Pierino Baffi.
La società Canottieri Mincio nasce nel 1883 come una società polisportiva. Le sue origini sono legate agli sport, in particolare quelli acquatici: nuoto, tuffi, vela, canottaggio e canoa sono le discipline che la distinguono e che hanno esportato il suo nome in Italia e nel mondo. Diverse sono anche le personalità che ne hanno fatto la storia: da Gabriele D'Annunzio, che nel 1928 coniò il motto della società (ancora in uso) "Perseverando arrivi", ad Azeglio Mondini, classe 1923 che dal 1937 fu un grande maestro di canottaggio e che formò sportivi d'alto livello come Marco Penna; oppure Giacomo Bottoli ed Andrea Bonezzi (velisti d'alto livello) e Bruno Pizzamiglio che diede vita alla scuola mantovana di tuffi dove sono nati grandi sportivi come Francesco Priori e Massimo Nibioli.
Mantova ha acquisito negli ultimi anni una notevole importanza nell'ambito delle competizioni di motocross disputate nel circuito del Migliaretto. Nel 1991, 1996, 1998, 2000, 2007, 2008, si è svolto il gran premio d'Italia, nel 2010, 2015, 2016, 2019, 2020, 2021 e 2022 il gran premio di Lombardia, prove facenti parte del Campionato mondiale di motocross.
Discreta la tradizione del rugby mantovano, grazie al "Mantova Rugby", società sportiva nata nel 1975 che gareggia stabilmente nella serie C regionale ma che ha partecipato per qualche anno anche alla serie B nazionale. Il Mantova Rugby ha partecipato con una piccola quota alla franchigia italiana di rugby a 15 capitanata dal Rugby Viadana, denominata Aironi Rugby, che partecipò per due anni alla Celtic League.
In tarda primavera a Mantova viene disputata la stracittadina "Minciomarcia", corsa podistica non agonistica aperta a tutti. Giunta nel 2011 alla 38ª edizione, vede la partecipazione di un numero di partecipanti spesso superiore a 5 000. Dal 1987, con la vittoria nella prima edizione del maratoneta Orlando Pizzolato, viene disputata una corsa competitiva denominata "Maratonina di Mantova". Dopo alcuni anni di sospensione è stata disputata in via continuativa dal 1997, giungendo nel 2011 alla sua 20ª edizione.
La serie A2 fu conquistata per due volte, a cavallo dell'anno 2000, dal "Circolo Scacchistico Mantovano" che, rinato nel 1995, fu in grado di organizzare a Mantova nel 1996 la finale del 56º Campionato Italiano Assoluto di scacchi e la finale del 28º Campionato italiano Femminile. Vi è stata altra breve presenza in serie A2 nell'anno 2010.
Dal 2013 a Mantova è attiva una squadra di calcio a 5, che dal 2019 milita tra il campionato nazionale di serie A e serie A2 e gioca le partite interne al palazzetto dello sport del quartiere di Borgo Chiesanuova, il PalaSguaitzer.
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