Tiresia

Tiresia
Tiresia colpisce due serpenti che si accoppiano e cambia sesso. Incisione di Johann Ulrich Kraus 1690 circa
Nome orig.Τειρεσίας
Caratteristiche immaginarie
Specieumana
Sessoinizialmente maschio, poi femmina e poi nuovamente maschio
Professioneveggente

Tiresia (in greco antico Τειρεσίας?, Teiresíās) è un personaggio della mitologia greca. Fu un veggente.

Genealogia

Figlio di Evereo e della ninfa Cariclo, fu padre di Manto.

Mitologia

Cecità

Tiresia è cieco, e sull'origine di questa sua condizione esistono tre tradizioni riportate dallo Pseudo-Apollodoro:

  • secondo la prima fu reso così dagli dèi perché non volevano che profetizzasse argomenti privati;
  • nella seconda, Tiresia viene reso tale da Atena per punizione in quanto la vide nuda mentre faceva il bagno, ma poi, su supplica della madre Cariclo, la dea gli avrebbe donato un udito sensibile al volo degli uccelli e un bastone per guida;
  • nella terza tradizione Tiresia, passeggiando sul monte Cillene (o secondo un'altra versione Citerone), incontrò due serpenti che si stavano accoppiando e ne uccise la femmina perché quella scena lo infastidì (secondo una variante egli si limitò solamente a dividerli percuotendo prima la femmina e successivamente il maschio). Nello stesso momento Tiresia fu tramutato da uomo a donna. Visse in questa condizione per sette anni provando tutti i piaceri che una donna potesse provare. Passato questo periodo venne a trovarsi di fronte alla stessa scena dei serpenti. Questa volta uccise il serpente maschio e nello stesso istante ritornò uomo. Un giorno Zeus ed Era si trovarono divisi da una controversia: se in amore provasse più piacere l'uomo o la donna. Non riuscendo a giungere a una conclusione, poiché Zeus sosteneva che fosse la donna mentre Era sosteneva che fosse l'uomo, decisero di chiamare in causa Tiresia, considerato l'unico che avrebbe potuto risolvere la disputa essendo stato sia uomo sia donna. Interpellato dagli dei, rispose che il piacere si compone di dieci parti: l'uomo ne prova solo una e la donna nove, quindi una donna prova un piacere nove volte più grande di quello di un uomo. La dea Era, infuriata perché Tiresia aveva svelato un tale segreto, lo fece diventare cieco, ma Zeus, per compensare il danno subito, gli diede la facoltà di prevedere il futuro e il dono di vivere per sette generazioni: gli dei greci, infatti, non possono cancellare ciò che hanno fatto o deciso altri dei.
«Ma la cecità di Tiresia è in realtà la condizione perché egli possa assolvere al suo ruolo di indovino. [...] Le tre ragioni presentate nella Biblioteca, [...], appaiono in realtà connesse da un denominatore comune rappresentato dal codice ottico su cui è costruita la vicenda. [...] la vista entra direttamente in causa configurandosi come una trasgressione di un codice di comportamento enunciato da Callimaco [...] (le leggi di Crono stabiliscono così chi vede un immortale contro la sua volontà, pagherà un grande prezzo per questa vista)»

Morte di Tiresia

Nel corso dell'attacco degli Epigoni contro Tebe, Tiresia fuggì dalla città insieme ai tebani; sfiancato si riposò nei pressi della fonte Telfusa dalla quale bevve dell'acqua gelata e morì.

Un'altra versione fornita da Pausania attesta che Tiresia rimase a Tebe insieme alla figlia Manto e, catturati prigionieri dagli Argivi, furono inviati a Delfi per essere consacrati ad Apollo ma il vetusto indovino non riuscì a finire il viaggio poiché si fermò ad abbeverarsi ad una fonte e morì davanti alla stessa.

Odisseo consulta l'indovino per eccellenza, Tiresia. Particolare di un krater a calice, a figure rosse, risalente al IV secolo a.C.

Nell'Odissea il suo spettro è consultato da Odisseo affinché gli indichi la strada del ritorno. Benché morto e residente nell'Ade, Tiresia conserva, a differenza degli altri spettri, una propria identità e le proprie capacità mentali (φρήν)

«per chiedere all'anima del tebano Tiresia,
il cieco indovino, di cui sono saldi i precordi:
a lui solo Persefone diede anche da morto,
la facoltà d'esser savio; gli altri sono ombre vaganti»

Dopo la sua morte, lo spirito di Tiresia fu evocato dagli inferi dall'offerta sacrificale di una pecora nera da parte di Ulisse e Tiresia rispose che lui ed il suo equipaggio sarebbero potuti tornare a casa solo se avessero evitato di mangiare il bestiame sacro sull'isola di Trinacia. Ulisse seguì il consiglio ma i suoi uomini no, e furono uccisi dai fulmini di Zeus durante una tempesta.

L'anima di Tiresia appare ad Ulisse, opera del pittore svizzero Johann Heinrich Füssli

Altri autori

La storia di Tiresia è narrata tra gli altri da Ovidio nelle Metamorfosi e da Stazio nella Tebaide.

Dante Alighieri lo cita vicino al suo rivale in divinazione nella guerra di Tebe, Anfiarao, tra gli indovini nella quarta bolgia dell'ottavo cerchio dei fraudolenti nell'Inferno (XX, 40-45). Il poeta fiorentino tuttavia non fa accenno alle sue arti divinatorie ma al solo prodigio del cambio di sesso dovuto all'aver colpito i due serpentelli, azione che rese necessario colpirli di nuovo sette anni dopo. Probabilmente l'intento di Dante è limitato a deprecare le attività dei maghi, i quali talvolta adulterano le cose naturali con il loro intervento. Tiresia è condannato a vagare eternamente con la testa ruotata sulle spalle, che lo obbliga a camminare indietro in contrappasso con il suo potere "preveggente" avuto in vita. Anche sua figlia Manto si trova nello stesso girone.

Letteratura classica

La figura di Tiresia appare in molti miti classici;

Interpretazioni moderne

Note

  1. 1 2 3 (EN) Apollodoro, Biblioteca III, 6.7, su theoi.com. URL consultato il 30 aprile 2019.
  2. ↑ (EN) Igino, 'Fabulae', 128, su topostext.org. URL consultato il 26 settembre 2025.
  3. ↑ Ferecide FGrHist 3 F 92, ripreso poi da Callimaco Per il bagno di Pallade 70 e sgg.
  4. ↑ G. Uggeri, Tiresia, in Enciclopedia dell'arte antica, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  5. ↑ “Melampodia”, R. Merkelbach, M. L. West, ‘’Fragmenta Hesiodea’’, Oxford 1967, fr. 275.
  6. ↑ (EN) Ovidio, 'Metamorfosi', 316, su theoi.com. URL consultato il 26 settembre 2025.
  7. ↑ Paolo Scarpi in Apollodoro, I miti greci, p. 565.
  8. ↑ Anna Ferrari, Dizionario dei luoghi del mito, Milano, 2011
  9. ↑ (EN) Pausania, 'Periegesi della Grecia', libro 9.33.1, su theoi.com. URL consultato il 26 settembre 2025.
  10. ↑ (EN) Omero, 'Odissea', libro XI, 30 e seguenti, su it.m.wikisource.org. URL consultato il 26 settembre 2025.
  11. ↑ Camilleri-Tiresia in scena a Siracusa - Teatro, in ANSA.it, 4 giugno 2018. URL consultato il 17 luglio 2018.

Bibliografia

Voci correlate

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