| Goito comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Pietro Chiaventi (lista civica Immagina) dal 12-6-2022 |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°15′N 10°40′E |
| Altitudine | 33 m s.l.m. |
| Superficie | 79,22 km² |
| Abitanti | 10 126 (31-5-2026) |
| Densità | 127,82 ab./km² |
| Frazioni | Calliera, Cerlongo, Maglio, Massimbona, Marsiletti, Sacca, Solarolo, Torre, Vasto |
| Comuni confinanti | Cavriana, Ceresara, Guidizzolo, Marmirolo, Porto Mantovano, Rodigo, Volta Mantovana |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 46044 |
| Prefisso | 0376 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 020026 |
| Cod. catastale | E078 |
| Targa | MN |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) |
| Cl. climatica | zona E, 2 388 GG |
| Nome abitanti | goitesi |
| Patrono | san Pietro |
| Giorno festivo | 29 giugno |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Goito (Gùit in dialetto alto mantovano) è un comune italiano di 10 126 abitanti della provincia di Mantova, in Lombardia.
Compreso nell'area dell'Alto Mantovano, sorge in larga parte sulla sponda destra del Mincio, in corrispondenza di uno storico punto di attraversamento del fiume. Il territorio era attraversato dall'antica via Postumia, che provenendo da Cremona raggiungeva il Mincio presso l'attuale territorio goitese e proseguiva, oltre il fiume, in direzione di Verona. La posizione presso il Mincio mantenne una rilevanza strategica anche in età moderna: durante la prima guerra d'indipendenza italiana Goito fu teatro della battaglia del ponte di Goito dell'8 aprile 1848 e della battaglia di Goito del 30 maggio dello stesso anno.
Con una superficie territoriale di circa 79 km², Goito è tra i comuni più estesi della provincia di Mantova.

Il territorio comunale di Goito si estende nell'alta e media pianura mantovana, mentre il settore più occidentale presenta caratteri propri della bassa pianura meandriforme. L'assetto geomorfologico è legato all'azione esercitata durante il Quaternario dal ghiacciaio gardesano e dai suoi scaricatori fluvioglaciali, che contribuirono alla formazione del livello fondamentale della pianura, successivamente inciso dal Mincio.
La superficie comunale è prevalentemente subpianeggiante e presenta una debole inclinazione verso sud. L'azione erosiva e deposizionale del Mincio ha formato un sistema di terrazzi fluviali e scarpate, particolarmente evidente nel settore centro-orientale del territorio. Gli abitati di Goito e Torre sorgono nella parte ribassata del principale terrazzo fluviale, mentre Cerlongo, Solarolo e Sacca si trovano a quote superiori. I terreni sono costituiti principalmente da depositi continentali quaternari di origine fluvioglaciale e alluvionale; prevalgono i depositi ghiaiosi nelle aree terrazzate e nella porzione centrale del territorio, mentre nel settore occidentale sono maggiormente presenti depositi sabbiosi e sabbioso-limosi.
Il principale corso d'acqua è il Mincio, che attraversa da nord a sud il territorio e il centro abitato di Goito, dividendone il nucleo urbano tra le due sponde. Il tratto superiore del fiume compreso tra Peschiera del Garda e Goito appartiene all'area dell'Alto Mincio, caratterizzata, verso nord, dai depositi e dai terrazzi ghiaiosi legati all'anfiteatro morenico gardesano.
Dal 1984 Goito è compreso nel Parco regionale del Mincio, istituito dalla Regione Lombardia nello stesso anno per la tutela e la valorizzazione dell'ambiente fluviale. La zonizzazione originaria del parco ricomprendeva l'intero centro abitato; la pianificazione successiva ha cercato di ricucire il rapporto tra il nucleo urbano e il fiume mediante interventi di riqualificazione delle sponde, percorsi pedonali e aree verdi.
In tale contesto il Comune sviluppò il progetto del Parco urbano di Goito, concepito come sistema di connessione ambientale e pedonale fra le due sponde del Mincio. Il rapporto ambientale del 2008 documentava la riqualificazione di aree prospicienti il fiume e di percorsi pedonali e prevedeva l'ampliamento delle aree verdi e la realizzazione di una passerella ciclopedonale tra le due rive. Il principale attraversamento storico del fiume nel centro cittadino è il Ponte della Gloria, così denominato in ricordo dello scontro dell'8 aprile 1848 durante la prima guerra d'indipendenza italiana.
Il toponimo Goito è generalmente ricondotto alla presenza dei Goti nel territorio durante l'Alto Medioevo ed è annoverato tra i toponimi italiani derivati da etnici di origine germanica. La tradizione storica locale collega il nome alla forma medievale Castrum Godii, riferita a un insediamento fortificato attribuito ai Goti e sorto probabilmente su un precedente abitato di epoca romana.
Una diversa interpretazione fu proposta dallo storico Pietro Pelati, secondo il quale il nome deriverebbe invece dal latino guttus, termine indicante un vaso e, secondo la sua ricostruzione, riferibile per estensione a un insediamento sorto presso le acque del Mincio.
Il territorio di Goito fu frequentato già in epoca romana, come attestano i rinvenimenti archeologici effettuati nell'area. Non è invece documentata una vera e propria «fondazione» romana del centro abitato in una data determinata. Nel 148 a.C. il console Spurio Postumio Albino Magno fece realizzare la via Postumia, importante arteria della Gallia Cisalpina che collegava Genova ad Aquileia e che, provenendo da Cremona, attraversava il Mincio nel territorio dell'odierna Goito prima di proseguire verso Verona. La presenza romana nell'area è inoltre testimoniata da rinvenimenti archeologici effettuati nei pressi di Castelvetro e lungo l'antico tracciato viario.
Tra la tarda antichità e l'Alto Medioevo il territorio fu interessato dall'insediamento di popolazioni germaniche. Nell'area di Sacca sono state rinvenute testimonianze archeologiche attribuite a gruppi probabilmente visigoti, penetrati in Italia all'inizio del V secolo, mentre la tradizione locale collega ai Goti anche il Castrum Godii, fortificazione dalla quale sarebbe derivato il toponimo Goito. Nella stessa area è stata scoperta un'importante necropoli longobarda, con numerose sepolture e corredi databili all'epoca della presenza longobarda nel Mantovano.
La posizione sul Mincio e lungo l'antico itinerario della via Postumia mantenne Goito strategicamente rilevante anche nel Medioevo. La tradizione storica locale colloca il territorio nell'orbita dei Canossa durante l'età imperiale; più sicura è la documentazione bassomedievale: negli statuti mantovani dell'inizio del XIV secolo Godium compare tra le ville dipendenti dal quartiere maggiore di Mantova, mentre dagli ultimi decenni dello stesso secolo Goito è attestata come sede di vicariato.
Nel XV secolo la storia del centro si legò stabilmente a quella dei Gonzaga. Durante il governo del marchese Ludovico III Gonzaga Goito fu interessata da importanti interventi urbanistici, militari e idraulici: vennero rinnovate la rocca e le fortificazioni, fu sistemata la residenza marchionale e venne realizzato il Naviglio di Goito. L'ingegnere Giovanni da Padova lavorò alla rocca soprattutto tra il 1462 e il 1467 e successivamente alla sistemazione del vasto parco annesso alla residenza. Anche Andrea Mantegna operò a Goito: tra il 1463 e il 1464 realizzò alcune tavole destinate alla cappella della residenza gonzaghesca.
Ludovico III morì a Goito il 12 giugno 1478, durante un'epidemia di peste che interessava il Mantovano; secondo la ricostruzione biografica più recente la causa della morte fu tuttavia probabilmente una pleurite, e non la peste stessa.
Nel XVI secolo i Gonzaga continuarono a utilizzare e ampliare le proprie residenze nel territorio. In particolare, sotto il duca Guglielmo Gonzaga il palazzo e il parco di Goito furono ulteriormente arricchiti, mentre durante il governo di Vincenzo I Gonzaga venne fondato il convento dei Cappuccini, successivamente trasformato nell'attuale Villa Giraffa.

Il 6 luglio 1693 un forte terremoto, con epicentro individuato nell'area di Goito, colpì il Mantovano. I cataloghi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia datano la scossa principale alle 9:15 del 6 luglio e le attribuiscono un'intensità macrosismica pari al VII grado. A Goito il sisma provocò gravi danni agli edifici, alla borgata del Merlesco, alla chiesa parrocchiale e alle fortificazioni della rocca.
Con l'estinzione del ramo principale dei Gonzaga e gli avvenimenti della guerra di successione spagnola, nel 1708 l'imperatore Carlo VI d'Asburgo incamerò il Ducato di Mantova. Il Mantovano passò successivamente alle dipendenze amministrative di Milano nel 1737 e fu definitivamente aggregato al Ducato di Milano nel 1745.
Alla fine del XVIII secolo Goito fu coinvolta nelle trasformazioni istituzionali determinate dalla campagna d'Italia napoleonica. Con la costituzione della Repubblica Cisalpina il territorio venne inserito nel Dipartimento del Mincio; tra il 1798 e il 1801 Goito fu capoluogo dell'omonimo distretto e, dal 1805 al 1815, dell'omonimo cantone. Dopo la caduta di Napoleone, dal 1816 il comune fu inserito nel distretto di Volta della provincia di Mantova del Regno Lombardo-Veneto.
La posizione sul Mincio fece di Goito uno dei luoghi principali delle operazioni della prima guerra d'indipendenza. L'8 aprile 1848 vi si combatté la battaglia del ponte di Goito, durante la quale le truppe piemontesi superarono le difese austriache poste a presidio dell'attraversamento del fiume. Lo scontro costituì il battesimo del fuoco del corpo dei bersaglieri, istituito nel 1836 da Alessandro La Marmora. La Marmora rimase gravemente ferito durante il combattimento; il ponte, parzialmente fatto saltare dagli austriaci durante la ritirata, venne conquistato dalle forze piemontesi.
Il 30 maggio dello stesso anno si svolse la battaglia di Goito, nella quale l'esercito piemontese, schierato contro le forze del feldmaresciallo Josef Radetzky, riuscì a respingere l'offensiva austriaca e a costringere Radetzky a ripiegare verso Mantova.
La seconda guerra d'indipendenza modificò profondamente anche l'assetto territoriale di Goito. Il Trattato di Zurigo del 10 novembre 1859 stabilì il corso del Mincio come confine tra il Regno di Sardegna e l'Impero austriaco: la parte del comune situata sulla riva destra entrò nel Regno di Sardegna e venne assegnata al mandamento di Volta, nel circondario di Castiglione delle Stiviere della provincia di Brescia, mentre il territorio sulla riva sinistra rimase sotto dominio austriaco e venne aggregato a Marmirolo. Con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861 la parte occidentale di Goito ne divenne quindi territorio; soltanto dopo la terza guerra d'indipendenza e l'annessione del restante Mantovano fu possibile ricomporre l'assetto amministrativo della zona. Nel 1868 Goito entrò nella ricostituita provincia di Mantova.
Durante la seconda guerra mondiale Goito conobbe l'occupazione tedesca e le vicende della fase finale del conflitto. Il centro venne liberato il 26 aprile 1945, con l'arrivo delle forze alleate.

Lo stemma comunale fu concesso a Goito con regio decreto del 26 agosto 1926, seguito dalle regie lettere patenti del 6 gennaio 1927 di re Vittorio Emanuele III. Lo stemma concesso era d'oro, caricato di un motivo architettonico di foggia romana dal quale pendevano, a destra e a sinistra, due cordoni d'alloro terminanti ciascuno in una testa di leone. Dopo la caduta del fascismo il Comune adottò un diverso emblema, tuttora utilizzato.
Lo statuto comunale descrive invece uno scudo con, nella metà inferiore d'argento, una stella e una mezzaluna, indicata alternativamente come «barchetta», e, nella metà superiore d'azzurro, una testa di leone sormontata da una corona e dal biscione visconteo ingollante un putto. Lo stesso statuto precisa tuttavia che lo stemma è utilizzato «in attesa del decreto di approvazione e concessione» da parte dell'autorità competente.
Il gonfalone comunale in uso è costituito da un drappo di rosso recante al centro lo stemma civico.

Nel territorio comunale si trovano inoltre la chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire a Cerlongo, la chiesa di San Bartolomeo Apostolo a Vasto, la chiesa campestre di San Lorenzo, la chiesa della Beata Vergine Maria dei Miracoli a Sacca e diversi oratori rurali.
Abitanti censiti

Dopo la diminuzione registrata nei primi decenni del secondo dopoguerra, la popolazione tornò a crescere dalla fine del XX secolo, superando nuovamente i 10 000 residenti negli anni duemila. Al censimento del 2011 furono rilevati 10 289 abitanti; negli anni successivi la popolazione si è mantenuta sostanzialmente stabile intorno alle diecimila unità.
Al 1º gennaio 2026 i cittadini stranieri residenti a Goito erano 1 490, pari a circa il 14,7% della popolazione complessiva.
Nell'ultima rilevazione disponibile con dettaglio per singola cittadinanza, riferita al 1º gennaio 2025, le comunità straniere numericamente più consistenti erano:
La comunità indiana costituiva quindi, con ampio margine, il principale gruppo di cittadinanza straniera residente nel comune.
Nella frazione di Torre si svolge la Sagra del Pit, tradizionalmente celebrata il mercoledì delle Ceneri. La manifestazione, descritta dalle fonti locali come una consuetudine di antica origine, comprende il consumo dei tradizionali bigoli con le sarde e diversi giochi popolari, tra i quali la «giostra del pit», dalla quale la sagra prende il nome; nel dialetto locale pit indica il tacchino. La manifestazione continua a essere organizzata annualmente nella frazione.
Un'altra ricorrenza legata alla tradizione rurale è la festa di sant'Antonio Abate, celebrata il 17 gennaio come festa del ringraziamento per l'annata agricola trascorsa e di auspicio per quella successiva. La celebrazione, organizzata con la partecipazione della parrocchia e delle realtà agricole locali, riflette lo storico legame del territorio goitese con l'agricoltura e l'allevamento.
Vi nacque Sordello da Goito, poeta, trovatore e giullare del XIII secolo.
L'economia goitese, come gran parte del territorio mantovano, è storicamente legata al settore primario. La presenza di prati stabili, noti fin dal '400, rappresenta una peculiarità dell'agricoltura locale, che unita alla forte presenza di allevamenti bovini permette di ottenere latte di altà qualità necessario alla produzione del Grana Padano DOP. Altrettanto diffuso è l'allevamento suino, mentre le principali coltivazioni sono costituite da mais e frumento. Il settore secondario è in gran parte caratterizzato dalla presenza di piccole e medie imprese, operanti in diversi campi. In particolare il comune di Goito, con gli adiacenti comuni di Marmirolo, Porto Mantovano e Roverbella, è situato all'interno di un distretto di eccellenza dedito alla progettazione, costruzione e commercializzazione di macchine automatiche per l'imbottigliamento e l'etichettatura.
A partire dal dopoguerra si è sviluppata una fiorente attività estrattiva di ghiaia e sabbia, che negli anni ha fortemente influito sull'aspetto paesaggistico lasciando sul territorio un'innumerevole quantità di cave.
Il comune di Goito è attraversato dalla strada statale 236 Goitese, che rappresenta il principale collegamento viario tra i due capoluoghi Mantova e Brescia, e da un tratto dall'antico tracciato della via Postumia.
Fra il 1884 e il 1933 la località era servita da una stazione posta lungo la tranvia Brescia-Mantova-Ostiglia.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 12 giugno 1994 | 24 maggio 1998 | Enzo Cartapati | lista civica | sindaco | |
| 24 maggio 1998 | 27 maggio 2002 | Pietro Marcazzan | lista civica | sindaco | |
| 27 maggio 2002 | 28 maggio 2007 | Pietro Marcazzan | lista civica Unione Civica | sindaco | |
| 28 maggio 2007 | 7 maggio 2012 | Anita Marchetti | lista civica | sindaco | |
| 7 maggio 2012 | 11 giugno 2017 | Pietro Marcazzan | lista civica Bene Comune | sindaco | |
| 11 giugno 2017 | 12 giugno 2022 | Pietro Chiaventi | lista civica Immagina | sindaco | |
| 12 giugno 2022 | in carica | Pietro Chiaventi | lista civica Immagina | sindaco | |
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 123140663 · LCCN (EN) n79030512 · J9U (EN, HE) 987007559667605171 |
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