| Grosseto comune | |
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(dettagli)
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Antonfrancesco Vivarelli Colonna (FI) dal 20-6-2016 (2º mandato dall'8-10-2021) |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°46′20″N 11°06′32″E |
| Altitudine | 10 m s.l.m. |
| Superficie | 473,55 km² |
| Abitanti | 81 316 (31-5-2026) |
| Densità | 171,72 ab./km² |
| Frazioni | Alberese, Batignano, Braccagni, Istia d'Ombrone, Marina di Grosseto, Montepescali, Nomadelfia, Principina a Mare, Principina Terra, Rispescia, Roselle |
| Comuni confinanti | Campagnatico, Castiglione della Pescaia, Gavorrano, Magliano in Toscana, Roccastrada, Scansano |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 58100 |
| Prefisso | 0564 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 053011 |
| Cod. catastale | E202 |
| Targa | GR |
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) |
| Cl. climatica | zona D, 1 550 GG |
| Nome abitanti | grossetani |
| Patrono | san Lorenzo |
| Giorno festivo | 10 agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Grosseto (AFI: /ɡrosˈseto/, ) è un comune italiano di 81 316 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Toscana.
Posta al centro del territorio maremmano, nell'Italia centrale, è il capoluogo più a sud della Toscana. La città è sorta sulla sponda destra del fiume Ombrone, in prossimità della costa tirrenica. Il primo insediamento ha origini altomedievali, essendosi sviluppato tra il VII e il XII secolo, parallelamente al declino della vicina città etrusco-romana di Roselle, dalla quale ha ereditato la sede vescovile, nonché il potere amministrativo nel 1138. Dal punto di vista urbanistico, la città è uno dei pochi capoluoghi il cui centro storico è rimasto completamente circondato da una cerchia muraria, fatta erigere dai Medici nel XVI secolo e nell'insieme integra, che ha mantenuto pressoché immutato il proprio aspetto nel corso dei secoli.
Per superficie, risulta il comune più esteso della regione. A livello demografico, per via delle condizioni malsane del territorio, il comune contava appena 4 724 abitanti subito dopo l'Unità d'Italia. Il completamento della bonifica della piana ha favorito una crescita esponenziale della popolazione, immigrata sia dall'entroterra che da altre regioni italiane.

La città è posta a circa 12 km dal Mar Tirreno, sul quale si affacciano le frazioni di Marina di Grosseto e Principina a Mare, al centro di una pianura alluvionale denominata Piana Grossetana, nel punto di confluenza della valle dell'Ombrone. In passato, gran parte dell'area pianeggiante era occupata dal lago Prile che si estendeva quasi fino alla parte occidentale della città. L'antico bacino lacustre costiero dalle caratteristiche palustri è quasi del tutto scomparso a seguito delle opere di canalizzazione rientranti nelle bonifiche settecentesche apportate dai Lorena, completate definitivamente tra gli anni 1920 e 1930 dal governo fascista.
Nella parte nord-orientale del territorio comunale, presso la moderna frazione di Roselle che è sorta nei pressi dell'antica città etrusco-romana, si trova una sorgente termale di acqua sulfurea, della stessa natura e origine che contraddistingue le più rinomate terme di Saturnia e le altre terme sparse tra il monte Amiata, l'area del tufo e le colline dell'Albegna e del Fiora. Nella parte orientale e meridionale del territorio comunale scorre il fiume Ombrone, che con il suo corso prima costeggia la frazione di Istia d'Ombrone e poi lambisce alcuni quartieri della città (San Martino, Alberino, Crespi), per poi proseguire verso la foce situata all'interno del parco regionale della Maremma, denominata Bocca d'Ombrone. La parte occidentale del territorio comunale è compresa nella riserva naturale Diaccia Botrona, area palustre che si estende dove sorgeva l'antico lago Prile, mentre l'area sud-occidentale rientra nel parco naturale della Maremma, dove si estende l'area palustre della Trappola e si elevano le prime propaggini dei monti dell'Uccellina a sud della foce dell'Ombrone.
Nel territorio comunale sono incluse anche le Formiche di Grosseto, nel cuore del parco nazionale dell'Arcipelago Toscano; gli isolotti e l'intero tratto di mare che bagna il litorale grossetano rientrano anche nell'area marina protetta europea del Santuario per i mammiferi marini.
Il centro cittadino si trova ad un'altezza di circa 10 metri s.l.m., mentre il restante territorio comunale si estende ad altitudini comprese tra il livello del mare e i 417 metri del poggio Lecci sui monti dell'Uccellina, dove sorgono l'abbazia di San Rabano e la torre dell'Uccellina; altro rilievo degno di nota è il poggio di Moscona (317 metri s.l.m.) che, con la sua caratteristica fortificazione, domina l'abitato di Roselle e l'intera città. Comunque, prendendo in esame soltanto l'area urbana e i centri abitati, l'altezza massima si registra a Montepescali con 222 metri d'altitudine. Il territorio comunale si estende su un'area interamente classificata a sismicità molto bassa. Storicamente, sono stati pochi gli eventi sismici che hanno interessato la città e le sue frazioni, i cui epicentri erano comunque localizzati a distanza. Il terremoto più "forte" che si sia mai verificato a Grosseto fu quello della notte del 25 agosto 1909, che ebbe come epicentro Murlo: in quell'occasione i pur modesti effetti furono compresi tra il IV grado della scala Mercalli che si registrò nelle aree occidentali e meridionali del territorio comunale e il V grado della medesima scala che interessò il centro storico e le aree a nord e a est della città (nell'epicentro la magnitudo fu di 5,40 della scala Richter con l'VIII grado della Mercalli). Altri eventi che superarono la soglia delle scosse strumentali furono, per effetto decrescente, quello del 14 agosto 1846 con il IV grado della scala Mercalli (epicentro a Orciano Pisano ove si ebbe una magnitudo di 5,71 della scala Richter ed il IX grado della Mercalli), e quello del 12 febbraio 1905 che raggiunse il III-IV grado della Scala Mercalli (epicentro Santa Fiora con magnitudo 4,83 della scala Richter e VI grado della Mercalli).
Il clima della città di Grosseto è mitigato dalla vicinanza del mare e presenta estati calde ma costantemente ventilate dalla brezza marina di ponente ed inverni non particolarmente freddi. Secondo la classificazione climatica proposta da Thornthwaite basata sul cosiddetto Moisture Index, la città di Grosseto è contraddistinta da un clima subarido C1, mesotermico B′2, con eccedenza moderata invernale s (deficit idrico tra aprile e settembre di circa 300 mm) e concentrazione estiva dell'efficienza termica b′4, caratteristiche comuni a gran parte della fascia costiera della Maremma grossetana e laziale. Secondo recenti studi condotti da LaMMA CRES, parte dell'area su cui si estende il territorio comunale risulta a rischio desertificazione. A livello fitoclimatico, l'intero territorio comunale di Grosseto è includibile nella sottozona calda del Lauretum del 2º tipo, che interessa analogamente l'intero tratto costiero e l'entroterra pianeggiante e di bassa collina di tutta la provincia. Le temperature medie annue si attestano attorno ai 15 °C nelle aree pianeggianti, con valori medi attorno agli 8 °C in gennaio e prossimi ai 24 °C in luglio.
Le precipitazioni, piuttosto contenute e concentrate soprattutto nel periodo autunnale, sono generalmente di breve durata, talvolta a carattere temporalesco. Mediamente, oscillano attorno ai 600 mm annui (valori minori lungo la fascia costiera, maggiori nell'entroterra continentale e collinare), distribuite tra i 60 e i 70 giorni. Seppur l'area risulti relativamente poco piovosa, la città subì gravi danni durante l'alluvione di Grosseto del 4 novembre 1966, mentre è rimasta ai margini rispetto alle aree maggiormente colpite dall'alluvione della Maremma grossetana del novembre 2012, quando si sono verificati allagamenti nelle frazioni orientali e meridionali, con isolamento delle frazioni di Rispescia e di Alberese per due giorni. In base ai dati estrapolati dalle rilevazioni dell'eliofania in Italia, tra tutti i capoluoghi di provincia, Grosseto è una delle città che conta mediamente il maggior numero di giornate con cielo sereno nell'arco dell'anno. Risultano essere frequenti, specialmente durante la stagione primaverile ed estiva, ma talvolta anche in inverno, prolungati periodi di giornate soleggiate, soprattutto nell'area del territorio comunale che si affaccia sulla costa.
Le nevicate, eventi molto rari, si verificano in pianura solo in caso di un intenso e persistente raffreddamento al suolo, seguito da rapidissime discese di aria umida artica verso il Mar Tirreno, con conseguente innesco di venti insolitamente gelidi che concorrono a mantenere condizioni termometriche ideali per determinare precipitazioni nevose anche al livello del mare nell'area grossetana (storici eventi accaduti nel febbraio 1956, nel gennaio 1985 e il 29 dicembre 1996). Tra il 2001 e il 2012, in base ai rilevamenti nivometrici effettuati presso la stazione meteorologica dell'Aeronautica Militare, gli accumuli nevosi medi annui si attestano a 0,83 cm; l'evento con accumulo più rilevante del nuovo millennio risulta quello con 5 cm di accumulo nelle prime ore del 16 gennaio 2002 (altre nevicate con accumulo si sono verificate il 26 febbraio 2001 e il 10 febbraio 2012 con 2 cm in entrambe le occasioni e il 2 febbraio 2010 con 1 cm di accumulo nelle prime ore della giornata). La nebbia risulta un fenomeno rarissimo e di breve durata, mediamente si verifica 3-4 volte all'anno e soltanto nelle prime ore del mattino. La scarsità di tale fenomeno favorisce l'elevata eliofania.
Nella tabella sottostante sono riportati i valori climatologici medi relativi al trentennio di riferimento climatico 1961-1990, oltre ai valori estremi mensili di temperatura registrati dal 1951 in poi presso la stazione meteorologica di Grosseto Aeroporto del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Non è da escludersi, vista la non facile reperibilità dei dati antecedenti al 1950, che si siano verificate precedentemente temperature massime più elevate o minime più basse dei valori assoluti annuali e mensili ivi riportati.
| Grosseto Aeroporto | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 11,9 | 13,0 | 15,1 | 17,9 | 22,2 | 26,4 | 29,9 | 29,8 | 26,5 | 21,7 | 16,2 | 12,6 | 12,5 | 18,4 | 28,7 | 21,5 | 20,3 |
| T. min. media (°C) | 2,7 | 3,3 | 4,6 | 6,8 | 10,2 | 13,9 | 16,7 | 17,1 | 14,7 | 11,2 | 6,8 | 3,7 | 3,2 | 7,2 | 15,9 | 10,9 | 9,3 |
| T. max. assoluta (°C) | 19,9 (1955) | 22,6 (1991) | 25,6 (1989) | 28,4 (2007) | 33,6 (1953) | 39,0 (2003) | 38,8 (2004) | 40,2 (1958) | 36,2 (1982) | 30,6 (2001) | 27,0 (2004) | 20,2 (1954) | 22,6 | 33,6 | 40,2 | 36,2 | 40,2 |
| T. min. assoluta (°C) | −13,2 (1985) | −13,0 (1991) | −7,7 (1956) | −2,6 (1970) | −0,2 (1957) | 5,2 (1962) | 8,8 (1993) | 10,0 (1972) | 6,6 (1957) | −0,6 (1970) | −5,2 (1973) | −10,0 (1996) | −13,2 | −7,7 | 5,2 | −5,2 | −13,2 |
| Precipitazioni (mm) | 64,1 | 56,7 | 56,2 | 49,6 | 39,9 | 27,1 | 20,2 | 37,4 | 64,5 | 86,8 | 93,8 | 64,9 | 185,7 | 145,7 | 84,7 | 245,1 | 661,2 |
| Giorni di pioggia | 7 | 6 | 7 | 7 | 5 | 3 | 2 | 3 | 4 | 6 | 9 | 7 | 20 | 19 | 8 | 19 | 66 |
Nel corso dei secoli, il capoluogo maremmano ha avuto diverse denominazioni, la più ricorrente delle quali era Grossetum; in altre circostanze la città viene menzionata anche coi nomi Crassetum e Rosetum. Una recente ipotesi indica Grosseto come un fitotoponimo che allude ad un'area ricca di vegetazione palustre, in modo simile ad altri toponimi della Maremma come Grasceta e Grascetone.
In ogni caso, la città è sempre menzionata col nome Grossetum nelle bolle pontificie di Papa Innocenzo II del 1138, di Celestino II del 1143 e di Clemente III del 1188; questa risulta essere, pertanto, la denominazione ufficiale originaria di Grosseto.
L'intero territorio comunale è abitato sin dal periodo preistorico, come è visibile dai resti in alcune grotte situate presso i monti dell'Uccellina, tra la località di Alberese e la foce del fiume Ombrone, nel Parco naturale della Maremma: in particolare, nella Grotta della Fabbrica e nella Grotta dello Scoglietto sono venuti alla luce reperti risalenti rispettivamente al Paleolitico e all'Età del Rame e del Bronzo.
Sicuramente la città di Grosseto, nel luogo in cui la conosciamo oggi, non esisteva nel periodo etrusco, quando invece l'intera area faceva parte della città di Roselle, importante centro abitato a pochi chilometri a nord dell'attuale città. Nel VI secolo a.C., periodo di maggiore splendore di Roselle, sono documentati rapporti commerciali con altre città etrusche di rilievo, quali Vetulonia, Populonia e Vulci, in quanto membro della dodecapoli etrusca. Fiorente città che governava un vasto territorio che andava dal mare al Monte Amiata, combatté nella guerra contro Tarquinio Prisco insieme agli altri popoli latini, finendo poi conquistata dai romani nel 294 a.C. e diventando municipio romano. Nel 205 a.C. contribuì alla fornitura di grano e legna per la flotta di Scipione l'Africano durante la seconda guerra punica. Sotto l'impero divenne colonia e conobbe un periodo di grande splendore con la costruzione del foro, della basilica, anfiteatro e terme. Nel V secolo fu eretta a sede vescovile (prima attestazione nel 499).


La decadenza di Rusellae iniziò nel VI secolo, parallelamente alle invasioni barbariche e all'impaludamento del lago Prile. Con la fine del VI secolo Roselle era uno dei residui capisaldi bizantini della Tuscia, la conquista longobarda risale infatti ai primi anni del VII secolo. È in questo periodo che probabilmente si è venuto a formare il primo nucleo del villaggio di Grosseto, che alcuni studi vogliono identificare nell'area oggi compresa tra piazza della Palma e piazza dei Martiri d'Istia. Pur continuando ad essere sede vescovile, Roselle subiva un costante decremento demografico a favore di Grosseto, comunità che a valle, lungo il fiume Ombrone, andava sempre più ingrandendosi.
La prima menzione del toponimo di Grosseto risale ad un documento dell'anno 803 in cui il vescovo di Lucca Iacopo cede a Ildebrando Aldobrandeschi la chiesa di San Giorgio situata in «loco Grossito», mentre nel 973 è attestata nuovamente come «curtis cum castrum».
Nel 1137 si verificò l'assedio portato alla città dalle truppe tedesche del duca Arrigo di Baviera, intervenute per contrastare il forte dissidio portato avanti dai cittadini grossetani verso l'imperatore dell'epoca, culminato anche con mancato pagamento di tasse. Infine, papa Innocenzo II, che aveva trascorso del tempo in Maremma tra il 1133 e il 1137, decise di trasferire a Grosseto la sede vescovile, trasferendo il titolo di civitas alla nuova comunità. Il 9 aprile 1138, con la bolla Sacrosancta Romana Ecclesia, papa Innocenzo II decretò la nascita della diocesi di Grosseto.
Grosseto ormai città a tutti gli effetti, acquisì una nuova fisionomia caratterizzata da costruzioni di pietra e laterizio che soppiantarono con la fine del XII secolo l'edilizia povera di origine altomedievale e fu ben presto una delle roccaforti principali della potente famiglia degli Aldobrandeschi: la sua posizione centrale nella piana che diradava sul mar Tirreno e la vicinanza alle principali saline della regione la rendevano particolarmente adatta al commercio. Dopo un primo giuramento unilaterale di fedeltà a Siena, sebbene non sia possibile escludere a priori impegni corrispettivi da parte di quest'ultima di cui si sia persa memoria, per il controllo della dogana del sale, fatto dal popolo grossetano nel 1151, gli Aldobrandeschi furono costretti a studiare un piano che garantisse loro la permanenza al potere e, al tempo stesso, il riconoscimento di una larga autonomia alla città.
Dopo alcuni decenni di stallo, si giunse al riconoscimento formale del comune proprio agli inizi del XIII secolo e, nel 1204, venne approvato il primo statuto, la cosiddetta Carta delle Libertà, dove erano stabilite le relazioni di tipo socioeconomico e giurisdizionale tra i conti e i cittadini di Grosseto e in particolare la facoltà, per questi ultimi, di eleggere dei consoli sicuti antiquitus consuevit, istituzionalizzando, quindi, quello che era da tempo uno stato di fatto esistente fin dagli ultimi decenni del 1100. Nel 1222 venne confermata la possibilità ai cittadini di nominare i consoli, un podestà e i consiglieri; tale provvedimento portò i Grossetani a ripudiare l'atto di giuramento fatto a Siena il secolo precedente. Dopo un tentativo dei Senesi di ristabilire l'ordine, con l'assedio del 1224 (con il concorso degli Aldobrandeschi che si obbligarono a rimanere nel loro palazzo munito di torre e a combattere contro i cittadini grossetani), il libero comune di Grosseto assumeva nel corso del tempo sempre più autonomia, grazie anche alla progressiva diminuzione delle prerogative degli Aldobrandeschi a cui faceva da contraltare l'ingombrante presenza di Siena, in un sistema di alleanza senese-grossetana (1251, 1262, 1277) con quest'ultima in posizione predominante. Fu in questi anni, tra il 1243 e il 1246, che l'imperatore Federico II di Svevia raggiungeva Grosseto per trascorrervi l'intera stagione invernale, grazie al clima mite e ad estese aree umide attorno alla città, dove poteva praticare la caccia e la falconeria: nel marzo del 1246 Federico II abbandonò precipitosamente la città dopo essere stato informato della congiura di Capaccio, evento ricordato anche da un'iscrizione sulla facciata di Palazzo Aldobrandeschi.
Gli Aldobrandeschi cercarono di riconquistare i domini perduti provocando come reazione, nel febbraio del 1260, l'assedio della città da parte delle truppe di Re Manfredi (guidate da Giordano D'Agliano) e di Siena, al fine di pacificare l'area. Ottenuto il controllo del centro urbano, Re Manfredi gli concesse un ampio privilegio e prese sotto la sua protezione la città e i suoi abitanti, confermando loro anche la possibilità di eleggere un podestà come da consuetudine e mettendola al riparo dalle mire senesi di acquisirne il controllo. Grosseto si schierò a fianco di Siena nella battaglia di Montaperti e due suoi ambasciatori presenziarono alle trattative di pace tra Senesi e Fiorentini, a Castelfiorentino nel novembre 1260. Nel 1266 gli Aldobrandeschi si impadronirono della città grazie all'aiuto dell'esercito di Orvieto, di alcuni fuoriusciti senesi, dei conti Pannocchieschi e con il probabile contributo di molti cittadini grossetani nel tentativo di sottrarla all'orbita politica senese ma i Senesi sei giorni dopo presero il controllo della città scacciando gli Orvietani. L'anno successivo il papa Clemente IV scomunicò la città, insieme a Siena, Pisa e San Miniato.
Bino degli Abati del Malia, visconte di Batignano, feudatario degli Aldobrandeschi, approfittò di una crisi interna che Siena stava vivendo nel 1310 per guidare una rivolta e cacciare i Senesi da Grosseto. Nel 1312, iniziò il lungo dominio degli Abati del Malia sulla città maremmana, che fu riconosciuto pure da Siena con una trattativa di pace tra la Repubblica e i conti di Santa Fiora il 17 aprile 1317.
Il comune di Grosseto quindi mantenne la sua autonomia e la iurisdictio sul proprio ampio distretto ancora fino all'inizio del quarto decennio del Trecento. Nel 1324 il giurista Cino da Pistoia prese in esame lo status giuridico delle relazioni tra le due città ed escluse l'inserimento perpetuo della città di Grosseto nella giurisdizione senese. Nei trattati di pace negoziati tra Pisa e le città guelfe di Toscana, Grosseto è compresa tra queste ultime come città alleata di Siena. In questo periodo (antecente alla grande peste del 1348) la popolazione della città è stimabile tra 7000 e 8 000 abitanti.
Dopo aver recuperato temporaneamente la libertà, la città di Grosseto si trovò assediata nel settembre 1328 dalle truppe di Ludovico il Bavaro e dell'antipapa Niccolò V, di ritorno da Roma, che chiedevano viveri, doni e fedeltà e obbedienza all'imperatore. Al rifiuto e alla difesa dei grossetani, l'imperatore, non riuscendo a espugnare la città, dovette ritirarsi dopo quattro giorni di assedio.
Nel corso del XIV secolo la città subì una o due disastrose alluvioni (1308 e 1333) che allontanarono dalla città il corso dell'Ombrone, privandola del suo porto fluviale. Negli stessi anni, fra il 1334 e il 1336, scacciati gli Abati del Malia, lo Stato di Siena conquistò definitivamente Grosseto, inserendola nel suo stato come città capitolata, ed estese il suo dominio su tutta la Toscana meridionale. La serie negativa di eventi non si era però esaurita: la micidiale epidemia di peste nera che devastò l'Europa fra il 1347 e il 1350 raggiunse nel 1348 la Toscana: è stato calcolato che i morti furono fra il 30% e il 50% della popolazione delle zone colpite. La Maremma, caratterizzata in tutti i tempi da una densità demografica tendenzialmente bassa, subì un vero tracollo demografico da cui non sarebbe riuscita a riprendersi fino al XX secolo.
Negli anni 1355 e 1356 si ebbero gli ultimi, effimeri, tentativi di ribellione al dominio senese che Siena stroncò in breve tempo, costringendo i Grossetani a rinunciare a tutti i privilegi che si competevano al comune di Grosseto in virtù di qualsivoglia concessione e sui quali fondavano le loro aspirazioni di indipendenza.


Quando a metà XVI secolo i Medici sottomisero Siena, anche Grosseto ne seguì la sorte. La città, vicina al mare e ai confini del Granducato, aveva per i Medici una grande importanza strategica mentre il territorio circostante poteva diventare la principale fonte di approvvigionamento di grano per Firenze. Dopo vari assedi iniziati nel 1554, Grosseto venne conquistata dai Medici nel luglio 1557, quando le truppe di Cosimo I entrarono in città; la pace di Cateau-Cambrésis del 1559 sanciva ufficialmente il definitivo passaggio nel Granducato di Toscana. Nel 1574 Francesco I commissionò i lavori per la costruzione di una nuova e più ampia cinta muraria, ancor più fortificata di quella preesistente, che rendesse inespugnabile il centro cittadino. Le mura di Grosseto furono progettate da Baldassarre Lanci e i lavori di costruzione furono da lui personalmente diretti: alla sua morte, fu sostituito dal figlio Marino, e successivamente dall'ingegnere Simone Genga. La nuova cinta muraria fu completata nel 1593. Tuttavia, ormai Grosseto era stata trasformata in un fortino, sede di guarnigioni militari, e la popolazione stabile calava sempre di più. Terra in larga parte palustre e poco urbanizzata, nel 1745 contava una popolazione di appena 648 abitanti.
Fu soltanto a partire dal XVIII secolo, con i Lorena, che la città iniziò nuovamente a riprendersi lentamente. Il 18 marzo 1766 Pietro Leopoldo divise il territorio dello Stato Nuovo di Siena in due province e fu istituita la Provincia senese inferiore, con capoluogo Grosseto. Grazie alle riforme leopoldine, la città andò incontro ad una decisa rinascita economica e culturale. Ciò nonostante, si rese necessaria l'approvazione del "Regolamento per l'estatatura" (1780), a causa della persistenza del rischio malaria, facendo sì che nella stagione estiva tutti gli uffici istituzionali fossero trasferiti nella vicina Scansano.
Le riforme dei Lorena vennero interrotte con l'occupazione delle truppe francesi (1796) che si protrasse a più riprese fino al 1808, anno dell'annessione alla Francia napoleonica, con l'accorpamento degli arrondissement di Grosseto, Montepulciano e Siena nel Dipartimento dell'Ombrone. Il Congresso di Vienna del 1815 sancì il ritorno del Granducato di Toscana nelle mani di Ferdinando III di Toscana, al quale succedette il figlio Leopoldo II a partire dal 1824. Il 1º novembre 1825 fu così istituito il Compartimento di Grosseto, che sopravvisse fino all'Unità d'Italia: il suo territorio fu suddiviso nei distretti del capoluogo, di Arcidosso e di Orbetello.
Il granduca Leopoldo II governò fino al 1859, impegnandosi costantemente e in prima persona al completamento delle opere di bonifica, affidando gli incarichi ad importanti personalità come gli ingegneri Vittorio Fossombroni e Alessandro Manetti, e mettendo le basi per un ammodernamento e un sensibile miglioramento delle condizioni socio-economiche di Grosseto e del suo territorio. Il granduca è stato sicuramente l'uomo politico più apprezzato e amato dalla popolazione nella millenaria storia della città, tanto da essere affettuosamente soprannominato "Canapone", per il colore dei capelli e della barba, e onorato con un monumento scultoreo a lui dedicato, collocato in piazza Dante nel 1846. Nel marzo 1860 il plebiscito che si svolse nel Granducato di Toscana sancì l'annessione allo Stato sabaudo, entrando così a far parte del Regno d'Italia.


Grosseto, ormai capoluogo della vasta Provincia di Grosseto, a partire dagli ultimi decenni del XIX secolo iniziò un'espansione senza pari nella sua storia, con la costruzione di nuovi sobborghi al di fuori della cinta muraria. Nel 1897, grazie all'interessamento del politico Ettore Socci, venne abolita l'estatatura ed iniziò un florido periodo per l'architettura grossetana, con la realizzazione di numerosi edifici nell'ottica dell'eclettismo dei revival neoclassici, neorinascimentale e neogotici, con una fiorente stagione liberty nei primi anni del XX secolo.
Tra i principali eventi del nuovo secolo, si ricorda soprattutto il tragico bombardamento del 26 aprile 1943, un lunedì dell'Angelo, che nelle ore centrali della giornata causò numerose vittime innocenti, tra i quali anche bambini e ragazzi che si trovavano per le vie del centro o nei parchi cittadini per trascorrere la giornata di festa. Un altro triste episodio si verificò quasi un anno dopo nelle campagne poco fuori Istia d'Ombrone. Nella zona avevano trovato rifugio numerosi renitenti alla leva, pacifisti che non avevano risposto alla chiamata alle armi della Repubblica Sociale Italiana. All'alba del 22 marzo 1944 fu catturato il gruppo di undici persone, tutti giovani, che furono tutti quanti fucilati al termine di un processo sommario tenutosi all'interno della scuola di Maiano Lavacchio che precedentemente era stata appositamente sgomberata: il triste avvenimento è passato alla storia come l'eccidio di Maiano Lavacchio.
Nel dopoguerra continuò la crescita esponenziale della città, con la costruzione di moderni quartieri e lo sviluppo urbanistico delle frazioni balneari. Tra gli avvenimenti significativi, si segnala la disastrosa alluvione del 4 novembre 1966 che devastò la città. Grosseto nel ventunesimo secolo è una città con più di 80 000 abitanti, la cui crescita non pare arrestarsi; risulta essere un importante polo agricolo, nonché centro di vari servizi e una località balneare di rilevanza internazionale.


Inizialmente, lo stemma della città di Grosseto era costituito unicamente dal grifone, mitico animale alato che rievoca la cultura e le origini dei cittadini grossetani, riconducibili al popolo etrusco che, fin dal VII secolo a.C., si era insediato ed aveva abitato l'antica Roselle, città che ha costituito le vestigia del capoluogo maremmano.
In epoca medievale il grifone fu collocato sopra uno scudo rosso che rappresentava la vicinanza al partito ghibellino. Non è conosciuta la data dell'aggiunta dello stocco, anche se la tradizione popolare fa risalire questo fatto al 1328, anno in cui i grossetani resistettero all'assedio di Ludovico il Bavaro.


Tra i più noti edifici religiosi della città si ricordano:



Tra i principali palazzi della città si ricordano:


Nel Parco naturale della Maremma si trovano:
Nel Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano si trova il faro delle Formiche di Grosseto, situato sulla Formica Grande, il maggiore isolotto delle Formiche, venne edificato nel 1901 e ristrutturato nel 1919 dalla Regia Marina per l'illuminazione notturna dei suddetti isolotti.





Abitanti censiti

La storica instabilità demografica di Grosseto è dovuta a numerosi fattori storici e sociali, tra cui l'estatatura, che ha comportato per secoli il trasferimento dell'amministrazione in centri abitati posti in una posizione più elevata, in particolare Scansano, a causa della malaria, ampiamente diffusa nelle aree paludose della Piana Grossetana. Prima della grande peste del 1348 resiedeva in città una popolazione stimabile tra 7 000 e 8 000 persone. Il minimo storico di 600 unità è stato raggiunto durante la dominazione medicea, in seguito alla fortificazione della città. L'attuale sviluppo demografico di Grosseto ha inizio solamente nel XIX secolo, in seguito agli intensi lavori di bonifica iniziati dai Lorena e conclusi durante il governo fascista.
Dopo essere stata per anni il capoluogo di provincia meno antropizzato della Regione, si rilieva dal dopoguerra un'espansione demografica costante, senza cioè conoscere pause o arretramenti. Analizzando il grafico sulla crescita della popolazione nel corso degli anni, appare evidente che Grosseto, al momento dell'Unità d'Italia, con i circa 4 700 abitanti risentiva ancora dell'effetto negativo causato dalla presenza della malaria. All'inizio del Novecento, la popolazione era già raddoppiata, superando le 9 600 unità. Da allora, la crescita è proseguita in modo esponenziale fino al 1981, grazie all'arrivo di numerosi immigrati, prima dall'Italia nord-orientale grazie alla riforma agraria e nei decenni successivi anche da altre regioni, soprattutto dell'Italia meridionale. Dal 1981 in poi la crescita demografica è proseguita, seppure in modo meno netto rispetto agli anni precedenti.
Nell'agglomerato urbano della città di Grosseto (composto dai limitrofi comuni di Scansano, Roccastrada e Campagnatico), secondo i calcoli effettuati applicando il criterio internazionale dell'Area urbana funzionale dall'OECD presso le città italiane con un numero di abitanti maggiore a 50,000, il numero dei residenti è superiore ai 96,000. Secondo i precedenti calcoli, nel 2022, l'83% della popolazione dell'agglomerato urbano era residente in città.
Nel 1923, dopo il decreto di esproprio del prefetto di Grosseto, la tenuta granducale di Alberese (6500 ettari) fu assegnata all’Opera Nazionale Combattenti (ONC). Nel 1928 iniziarono i lavori di bonifica, in quanto l'area meridionale del comune era ancora soggetta alla malaria e nel 1930 furono costruiti i poderi da assegnare alle famiglie provenienti dal Veneto, che hanno contribuito significativamente allo sviluppo della località. Nel 1930 arrivarono le prime famiglie e il processo di colonizzazione di Alberese continuò anche negli anni successivi: in tutto arrivarono oltre cento nuclei familiari.
| Frazioni | Abitanti (2011) | Altitudine |
|---|---|---|
| Grosseto (capoluogo) | 60 922 | 10 |
| Marina di Grosseto | 2 115 | 1 |
| Roselle | 1 869 | 25 |
| Istia d'Ombrone | 1 486 | 39 |
| Braccagni | 1 036 | 19 |
| Rispescia | 755 | 15 |
| Batignano | 619 | 150 |
| Principina Terra | 380 | 4 |
| Alberese | 368 | 42 |
| Nomadelfia | 289 | 115 |
| Montepescali | 224 | 222 |
| Principina a Mare | 134 | 3 |
| Altre località | 8 433 | - |
Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune erano 7 584, ovvero il 9,31% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:
Nel comune di Grosseto si trova Nomadelfia, comunità cattolica fondata da don Zeno Saltini nel 1948, composta da circa 300 persone.
Ha sede il centro nazionale della Chiesa Apostolica, nonché la sua prima comunità in Italia, fondata nel 1927.
A Grosseto è parlata una variante dei dialetti toscani, comunemente definita maremmano e diffusa in buona parte della provincia, escludendo alcune isole linguistiche.
La città è inserita all'interno di un contesto linguistico complesso; la difficoltà nel reperire informazioni specifiche sul dialetto cittadino è dovuta al recente e rapido incremento demografico, dovuto a diversi flussi migratori provenienti non solo dall'entroterra, ma anche da altre province della Toscana e da varie regioni italiane, cosa che ha favorito un clima multiculturale in termini di linguistica: questa condizione non rende possibile l'esistenza di uno specifico vernacolo urbano grossetano che si differenzi spiccatamente dal resto dei dialetti toscani, tutto ciò aggravato dal recente processo di koineizzazione.
Nella frazione di Alberese, si parla un vernacolo con alcune inflessioni derivanti dalla lingua veneta, trasmessa dai coloni arrivati nella località all'inizio del XX secolo.
In occasione delle feste laurenziane, annualmente la sera del 9 agosto, si svolge la tradizionale processione patronale.
A Grosseto vi è la sede del 4º Stormo dell'Aeronautica Militare (presso l'aeroporto Cesare Baccarini), del 3º Reggimento "Savoia Cavalleria" e del Centro Allevamento Quadrupedi dell'Esercito Italiano.
L'ospedale Misericordia è la struttura sanitaria di riferimento per l'intera provincia e per vaste aree di Toscana e Lazio.
A Grosseto è presente la Biblioteca comunale Chelliana, la principale biblioteca della provincia con un patrimonio librario di oltre 140 000 volumi, tra cui trentaquattro incunaboli e duecentocinquanta manoscritti. La biblioteca è stata fondata nel 1860 dal canonico Giovanni Chelli, ed è ospitata all'interno di palazzo Mensini.
A Grosseto ha sede l'archivio delle tradizioni popolari della Maremma grossetana, fondato da Roberto Ferretti nel 1979.
Le altre principali biblioteche pubbliche della città sono:
In città si trovano anche la biblioteca della Fondazione Luciano Bianciardi (via De Pretis), la biblioteca del centro di documentazione pedagogica (via Saffi), la biblioteca del CEDAV – Centro di documentazione arti visive (via Mazzini), la biblioteca del centro di documentazione per l'educazione alla salute ASL9 (via Don Minzoni), la biblioteca del museo archeologico e d'arte della Maremma (piazza Baccarini) e un cospicuo numero di biblioteche nei vari istituti comprensivi primari e secondari di primo grado.
In località Casette di Mota è situato l'Osservatorio Astronomico di Roselle. La struttura, finanziata dal Comune di Grosseto e inaugurata il 13 settembre 1986, è stata affidata all'Associazione Maremmana Studi Astronomici (AMSA), in concomitanza del XX congresso dell'Unione Astrofili Italiani (UAI), della quale AMSA è la delegazione più antica. Dal 10 aprile 2022 è divenuto anche osservatorio meteorologico. L'osservatorio partecipa a progetti internazionali di ricerca scientifica, organizzati dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e dall'Istituto di Geoscienze e Georisorse (IGG) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
A Grosseto ha anche sede il LaMMA CRES, il Centro di Ricerche sull'Erosione del Suolo del Consorzio LaMMA inaugurato il 16 maggio 2003, che si occupa di studi sulle risorse idriche, sull'erosione del suolo e sullo sviluppo sostenibile a misura di territorio.

Le scuole primarie e secondarie di primo grado sono raggruppate in sette istituti comprensivi. La città è inoltre sede di un vario numero di scuole secondarie di secondo grado di diversa tipologia, sia pubbliche che paritarie, frequentate anche da studenti pendolari provenienti da un esteso bacino che interessa in minor parte anche province confinanti. Parte degli istituti ha sede presso la "Cittadella dello Studente", moderno campus situato nella periferia sud della città.

La fondazione Polo Universitario Grossetano, istituita nel 1998, garantisce la formazione universitaria in città. L'università svolge i corsi all'interno dell'antico complesso dell'ex ospedale della Misericordia, in piazza San Francesco, nel centro storico.
Presso il moderno ospedale Misericordia, nel quartiere Sugherella, ha sede la Scuola Internazionale di Chirurgia Robotica (in inglese International Robotic School of Grosseto), fondata nel 2004 e gestita dall'Asl Toscana Sud-Est. Primo centro didattico in Italia e uno dei più importanti a livello internazionale, è stato il primo in Europa a mandare in onda interventi interamente registrati in 3D. Sede della Scuola speciale di Robotica dell'Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI), collabora con centri universitari internazionali tra cui l'Università dell'Illinois di Chicago.

A Grosseto hanno sede le redazioni locali dei due maggiori quotidiani regionali: Il Tirreno (via Oberdan) e La Nazione (via Rattazzi). Sono inoltre attive le redazioni territoriali di diversi giornali a diffusione elettronica.
Sempre in città ha inoltre sede la casa editrice Innocenti Editore, fondata nel settembre del 1997 da Mario e Stefano Innocenti.
A Grosseto ha sede la RBC Radio Barbanella City, fondata nel 1978; la sua area di copertura si estende all'intera provincia grossetana e alle zone adiacenti, compresa l'Isola d'Elba.
A Grosseto ha sede la rete televisiva TV9 Telemaremma, erede della storica emittente Telemaremma, multiplex regionale (UHF 48).
L'emittente maremmana Teletirreno, nata nel 2000, è invece stata chiusa nel 2011 poco prima del bando per le assegnazioni delle frequenze digitali delle televisioni analogiche.

Di seguito sono elencati alcuni piatti della cucina tradizionale grossetana e maremmana:[Chiarire...vanno indicate solo le specialità eno-gastronomiche peculiari del comune]

Il centro storico di Grosseto è completamente racchiuso entro una cinta muraria fortificata a forma esagonale che, a livello urbanistico, lo isola quasi completamente rispetto al resto della città, fatta eccezione per l'area di Porta Nuova dove nel corso dei secoli fu demolita la porta cittadina, riempito il terrapieno del fossato e abbattuto un piccolo tratto di cortina muraria. L'area delimitata dalle mura, avente un'estensione di 149 955 mq, è interamente pedonalizzata. L'area urbana della città ha conosciuto un'espansione solamente alla fine del XIX secolo, con i primi sobborghi di Portavecchia e Portanuova, nuclei abitativi in senso centrifugo, e una prima pianificazione con il piano regolatore generale di Corrado Andreini del 1912. Nella seconda metà del Novecento, soprattutto a seguito del piano regolatore di Luigi Piccinato del 1971, si deve la conformazione urbana costituita dall'area centrale delimitata dalla ferrovia, dal canale diversivo e dell'argine dell'Ombrone, e i tre grandi quartieri di Barbanella (nord-ovest), Gorarella (sud-ovest) e Sugherella (nord-est). Nonostante l'espansione, il contesto urbano è inquadrabile all'interno di una più vasta area rurale che include le varie località e frazioni, le quali hanno mantenuto caratteri territoriali e urbanistici ben distinti tra loro e rispetto al centro cittadino.

Dalla fine del XIII secolo si iniziò a suddividere il centro storico di Grosseto in tre terzieri o terzi:
La suddivisione in terzieri è documentata almeno fino al XVIII secolo: risalgono agli anni intorno al 1590 i provvedimenti sanitari affidati dal granduca Ferdinando I de' Medici al magistrato dell'Ufficio dei fiumi e fossi di Grosseto, con l'affissione all'ingresso di ogni terziere di una lastra in marmo recante i turni di pulizia delle strade. Nei due secoli successivi, fino alla dissoluzione delle suddivisioni circoscrizionali, la ripartizione non era più in terzieri, ma in tre generiche contrade. Con l'espansione della città oltre le mura, le antiche suddivisioni sono cadute in disuso e unite sotto l'unico quartiere oggi chiamato Centro Storico.
Il comune di Grosseto è stato suddiviso dal 1976 al 2011 in otto circoscrizioni amministrative di decentramento comunale.
La legge finanziaria 42/2010 ha disposto l'abolizione delle circoscrizioni amministrative nei comuni con un numero di residenti inferiore a 250 000.
Acquisti, Barbaruta, Bottegone, Casalecci, Casotto dei Pescatori, Cernaia, Grancia, Il Cristo, Il Terzo, Madonnino, Marrucheto, Ottava Zona, Posto Raccolta Quadrupedi, Pianetto, Poggetti Nuovi, Poggiale, Pollino, Querciolo, Rugginosa, Rugginosa Nuova, San Lorenzo, Spergolaia, Squadre Basse, Squartapaglia, Trappola, Vallerotana, Versegge.
Mentre alcune fanno parte dell'area rurale, molte di esse sono in via di internazione all'area urbana a causa dell'espansione periferica.
Nel Medioevo Grosseto ha rivestito un importante ruolo nell'estrazione e nel commercio del sale, che ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della città. La maggior parte del sale, estratto da saline situate nelle immediate vicinanze della città, veniva conservato all'interno del Cassero del Sale, presso Piazza del Sale, nell'antico terziere di San Giorgio.
Nel XXI secolo l'economia della città è essenzialmente basata sul settore terziario.
Il turismo si sviluppa principalmente sulla costa, che attira turisti sia a livello nazionale che internazionale. Nel 2023 sono state registrate ben oltre un milione di presenze. Il turismo balneare ha contribuito significativamente allo sviluppo dei centri di Marina di Grosseto e Principina a Mare, particolarmente vivaci durante la stagione estiva. Grosseto risulta essere il comune con il più alto numero di agriturismi in Italia, nel quale si registrano più di 239 attività, nonché l'unico in cui sono censite più di 200 strutture.
Nel 2023 il comune di Grosseto si è aggiudicato il riconoscimento "European green pioneer of tourism 2024", assegnato dalla Commissione Europea per la promozione di un turismo sostenibile; si tratta della prima premiazione a livello italiano.
Il settore primario si basa sull'agricoltura che non presenta caratteri moderni. Le colture maggiormente presenti sono cereali, girasoli, ortaggi, ulivi e viti, con la produzione di alcuni vini, tra cui il celebre Morellino di Scansano. Nel 2023 la Regione Toscana ha riconosciuto il Distretto Biologico della Maremma Toscana. Il biodistretto, tra i più grandi in Europa, è composto da sette comuni, di cui Grosseto ne rappresenta il capoluogo.
Nelle estese praterie attorno alla città si alleva la vacca maremmana, bovino di razza autoctona dal quale viene prodotta l'omonima qualità di carne. I bovini sono allevati allo stato brado dalla figura storica del buttero, tradizionale mandriano tipico della Maremma grossetana e del Lazio.
Tra le attività più rilevanti si menziona la presenza della sede di un noto marchio di abbigliamento, di un rilevante stabilimento per la produzione di zattere di salvataggio, di una delle aziende più importanti al mondo nella produzione di anodi sacrificali, e di una azienda multinazionale nota per la ricerca, la fabbricazione e l'esportazione in 130 paesi del mondo di macchinari per la produzione di ossigeno e azoto.

La città è collegata a Roma attraverso la via Aurelia, a Livorno tramite la S.G.C. Variante Aurelia Grosseto-Rosignano Marittimo-Livorno che si ricongiunge all'autostrada A12 per i collegamenti con l'Italia nord-occidentale e a Siena mediante la strada statale 223 di Paganico che si ricongiunge al raccordo autostradale Siena-Firenze per i collegamenti con l'Italia settentrionale e costituisce il primo tratto della E78 Strada dei Due Mari Grosseto-Fano per i collegamenti con l'Italia nord-orientale e il versante adriatico.

La stazione di Grosseto è posta lungo la ferrovia Tirrenica e funge anche da capolinea della ferrovia Grosseto-Siena. Aperta il 15 luglio 1864, venne ricostruita in seguito ai bombardamenti sulla città del 1943. Presso il capoluogo maremmano giungevano in passato anche due linee ferroviarie minerarie dismesse, la ferrovia Cana-Arcille-Grosseto e la preesistente ferrovia Cana-Arcille-Rispescia.
Nel comune è attiva inoltre la stazione di Montepescali, mentre le stazioni di Alberese e di Rispescia risultano dismesse.
Il Porto di Marina di Grosseto è situato presso l'omonima frazione costiera della città ed è stato inaugurato nel 2004 sulla foce del canale di San Rocco.

L'Aeroporto di Grosseto, intitolato a Corrado Baccarini, è situato nella periferia ovest. Della sezione civile si servono voli civili e privati, mentre a livello militare si tratta di uno degli aeroporti più importanti d'Italia, nel quale ha sede il 4º Stormo caccia dell'Aeronautica militare.
I trasporti pubblici urbani e suburbani nel territorio comunale erano gestiti fino al 2010 dalla società RAMA (Rete Automobilistica Maremmana Amiatina), unitasi in seguito con le ditte di Siena ed Arezzo in Tiemme. Dal 2021 i servizi sono svolti a livello regionale da Autolinee Toscane.
Nel 2023 è stato stipulato un patto d'amicizia tra il comune di Grosseto e il comune di Ortignano Raggiolo (AR), per volontà di istituzionalizzare il legame tra le località di Alberese e Raggiolo, unite dalla pratica della transumanza.
Ha sede a Grosseto l'Unione Sportiva Grosseto 1912, che disputa le partite in casa presso lo Stadio Olimpico Carlo Zecchini. Ha partecipato al primo campionato di Serie B nel 2007-2008.
Il baseball è rappresentato da squadre come il Grosseto Baseball, ex Bbc Grosseto (quattro volte campione d'Italia e vincitore di una Coppa dei Campioni e di una Coppa CEB, oltre a due Coppe Italia) e dal Bsc Grosseto 1952. Militano attualmente entrambe nella massima serie nazionale, la Serie A.
Rivestono una certa importanza anche il cricket con il Maremma Cricket Club (vincitore della Coppa Italia nel 1998), il football americano con i Condor Grosseto (che hanno partecipato ai campionati di Serie A negli anni ottanta) e l'hockey su pista con il Circolo Pattinatori Grosseto, fondato nel 1951 (che ha militato in serie A per sei campionati tra il 1971 e il 1978 e poi nuovamente in Serie A1 dalla stagione 2020-2021). Per quanto riguarda l'atletica leggera, lo Stadio Carlo Zecchini ha ospitato i Campionati europei juniores nel 2001 e nel 2017 e i Campionati mondiali juniores 2004. Nell'estate 2010 è stato sede dei Campionati italiani assoluti di atletica leggera. Nel 2006 la città è stata anche la sede dei Campionati mondiali militari di scherma. Nel luglio 2013 la città ha ospitato, presso la frazione balneare di Marina di Grosseto, i campionati mondiali di vela Formula 18.
Anche l'ippica rivesteva una notevole importanza fino al 2018, quando chiuse l'ippodromo del Casalone, l'impianto sportivo in cui si svolgevano le varie gare di equitazione. Altri sport molto seguiti sono il basket, con il Grosseto Basket che milita in Serie C, la boxe, il tennis, il calcio a 5, con l'Atlante Grosseto che milita in Serie A2 e la pallavolo con l'Invicta Volley. Per quanto riguarda il Nuoto in Acque Libere, tale attività sportiva viene svolta, a livello amatoriale master, dalla Sportiva Nuoto Grosseto. La Sportiva Nuoto Grosseto ha conquistato 6 titoli italiani a squadre Master FIN.
Grosseto è stata sede di tappa del Giro d'Italia per 18 volte, di cui 11 di partenza e 7 di arrivo. La prima visita si è svolta nel 1927.
La città vanta una funzionale rete di impianti che la rende a livello sportivo un punto di riferimento nazionale e internazionale. Tra i più rilevanti si ricordano lo Stadio Olimpico Carlo Zecchini, lo Stadio Roberto Jannella, il Velodromo Guido Montanelli e l'Ippodromo del Casalone, inattivo dal 2018.
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