Cane Maschio

Cane Maschio (1840-1936)
Fotografia realizzata da Charles Milton Bell nel 1875, conservata nell’archivio dello Smithsonian Museum di Suitland (Maryland)

Cane Maschio (in lingua lakota Šúŋka Bloká - in inglese He Dog; 1840 – 1936) è stato un condottiero nativo americano della tribù degli Oglala Lakota (Sioux) che combatté al fianco di Cavallo Pazzo durante la grande guerra Sioux del 1876.

Biografia

Primi anni

Cane Maschio nacque nella primavera del 1840 alla sorgente del fiume Cheyenne, nei pressi del Bear Butte sul versante nord-orientale delle Black Hills, nell'attuale Sud Dakota. Apparteneva ad una delle più importanti famiglie Oglala. Egli, infatti, era figlio del capo Roccia Nera (Tunkan Sapa) e di Donna del Giorno Blu (Anpetuto), sorella maggiore di Nuvola Rossa. Intorno al 1860, insieme ai fratelli formò una piccola banda di guerrieri nota come banda Cankahuhan o Soreback, associata alla banda delle "Brutte facce" di Nuvola Rossa.

Vita da guerriero

Cane Maschio fu amico d'infanzia di Cavallo Pazzo e con lui fu protagonista della resistenza armata contro l'esercito americano durante la cosiddetta guerra di Nuvola Rossa. Nel dicembre del 1866, egli fu nel gruppo di uomini esca che, guidati da Cavallo Pazzo, attirò il contingente del capitano Fetterman in una trappola mortale. Come riconoscimento della sua abilità tattica e del suo valore come guerriero ebbe il titolo di "portatore di casacca" e nel 1867, insieme a Cavallo Pazzo, ricevette le due lance come simbolo di appartenenza alla potente società guerriera dei "Detentori di corvi" che era un'akicita che operava all'interno della tribù.

In quegli anni Cavallo Pazzo e Cane Maschio guidarono insieme diverse spedizioni contro Shoshoni e Crow, loro nemici storici. All'inizio del 1876 prese il via la campagna militare contro gli indiani "ostili" che si erano rifiutati di rientrare nelle riserve, campagna che aveva come teatro il territorio del Powder River abitualmente praticato dai Sioux e dai loro alleati. Cane Maschio era accampato con la sua banda Soreback sul fiume Tongue quando fu diffuso l'ultimatum del presidente Ulysses S. Grant. A marzo, contro il volere di Cavallo Pazzo, Cane Maschio decise di abbandonare il villaggio e di dirigersi con il suo gruppo verso l'agenzia di Nuvola Rossa, nell'allora Territorio del Dakota. Mentre pernottavano in un accampamento di Cheyenne settentrionali sulla sponda occidentale del fiume Powder, il 17 marzo il villaggio indiano subì l'attacco delle forze americane guidate dal colonnello Joseph J. Reynolds e anche gli Oglala di Cane Maschio furono coinvolti in quello scontro. Quell’operazione fu erroneamente definita dai vertici militari come «l'attacco al villaggio di Cavallo Pazzo» perché Cane Maschio cavalcava uno dei cavalli del suo amico e ciò diede luogo all'equivoco che è stato poi ripreso per vari anni da cronisti e da storici. Al termine del combattimento, definito dagli storici la battaglia del Powder River, Cane Maschio e i sui seguaci si diressero a nord per raggiungere il villaggio di Cavallo Pazzo sul fiume Little Powder.

Durante l'estate di quell'anno, Cane Maschio partecipò alla battaglia del Rosebud (17 giugno), contribuendo a respingere la colonna del generale George Crook il quale fu costretto a ripiegare a sud fino al campo base sul torrente Goose. Pochi giorni dopo, il 25 giugno, Cane Maschio fu nuovamente impegnato con la sua banda nella battaglia del Little Bighorn. Egli fu tra i più determinati nel fronteggiare il primo attacco del contingente del maggiore Marcus Reno e poi partecipò all'inseguimento dei cavalleggeri di Custer fino a quella che sarebbe diventata nota come Calhoun Hill, all'estremità meridionale di Battle Ridge. In un'intervista rilasciata nel 1930 a Eleanor Hinman Cane Maschio fornì un ampio resoconto di quella battaglia. Raccontò che Cavallo Pazzo aveva guidato la carica finale contro il battaglione di Custer spezzandolo in due gruppi e in tal modo ne aveva annientato la resistenza. Secondo le sue parole il combattimento a Little Bighorn era durato poco più di un'ora.

L'ultima volta che Cane Maschio e Cavallo Pazzo agirono insieme in uno scontro contro le Giacche Blu fu nella battaglia di Slim Buttes, il 9 settembre 1876. Fu quello, certamente, un episodio di minore importanza, ma tuttavia significativo dal punto di vista storico perché segnò la fine della grande guerra Sioux del 1876

Ultimi anni e morte

La banda di Cane Maschio rimase con Cavallo Pazzo per tutto quell'inverno. Stanco di scappare, il 6 maggio 1877 si consegnò con lui a Camp Robinson (Nebraska) e fu presente quando Cavallo Pazzo fu ucciso in quel campo il 5 settembre.

Dopo la resa, Cane Maschio visse nella riserva di Pine Ridge, in Sud Dakota. Fu un rispettato giudice della corte indiana (Court of Indian Offenses) che si occupava dei reati commessi dagli indiani all'interno della riserva. In età avanzata, fu un prezioso informatore per diversi storici (George Hyde, Eleanor Hinman, Mari Sandoz ed altri) ai quali raccontò con molto equilibrio, oltre che con ricchezza di particolari, gli episodi più significativi della sua vita e del suo popolo. Morì nel 1936, all'età di 96 anni.

Note

  1. ↑ Raffaele D'Aniello, Dizionario degli Indiani d'America, Newton & Compton Editori, 1999, p.421
  2. ↑ Ephriam D. Dickson III, Reconstructing the Indian Village on the Little Bighorn: The Cankahuhan or Soreback Band, Oglala, Greasy Grass, vol. 22 (May 2006), p. 2
  3. ↑ Agnes Wright Spring, Caspar Collins: The Life and Exploits of an Indian Fighter of the Sixties, AMS Press, 1967, p. 177
  4. ↑ Stephen E. Ambrose, Cavallo Pazzo e Custer, Rizzoli, 1978, p. 69
  5. ↑ Stephen E. Ambrose, op. cit., p. 153
  6. ↑ Akicita - Nell'ordinamento tribale dei Sioux, le akicita erano associazioni sorte con lo scopo primario di incanalare l'audacia di giovani guerrieri in un'attività che potesse risultare utile per tutta la tribù. Ogni villaggio Sioux al proprio interno aveva una o più akicita alle quali originariamente era stato assegnato un compito di natura militare. Durante il XIX secolo le akicita assunsero mansioni di natura diversa: stabilivano regole quando era necessario, mantenevano l'ordine nell'accampamento e punivano coloro che infrangevano la legge esercitando un potere maggiore perfino rispetto ai capi tribù.
  7. ↑ Clark Wissler, Societies and Ceremonial Associations in the Oglala Division of the Teton-Dakota, Kessinger Publishing, 1912, pp. 23-25
  8. ↑ Stephen E. Ambrose, op. cit., pp. 368-370
  9. ↑ Furono considerati ostili quelle tribù o gruppi di indiani del Wyoming e del Montana che si rifiutarono di ottemperare all'ultimatum del presidente Ulysses S. Grant di trasferirsi nelle riserve entro il termine del 31 gennaio 1876.
  10. 1 2 Raffaele D'Aniello, op. cit., p.421
  11. ↑ Thomas B. Marquis, Wooden Leg: A Warrior Who Fought Custer, University of Nebraska Press, 1931, pp. 165-168
  12. ↑ Joseph C. Porter, Paper Medicine Man: John Gregory Bourke and his American West, University of Oklahoma Press, 1986, pp. 30-35
  13. ↑ Dee Brown, Seppellite il mio cuore a Wounded Knee, Arnoldo Mondadori Editore, 1989, p. 306
  14. ↑ Bryan Perrett, Last Stand! Famous Battles Against the Odds, Arms & Armour Press, 1993, p. 8
  15. ↑ He Dog Remembers Crazy Horse #1, su astonisher.com.
  16. ↑ Kenneth Hammer, Custer in '76: Walter Camp's Notes on the Custer Fight, Brigham Young University Press, 1976, p. 207
  17. ↑ R. Eli Paul, The Nebraska Indian Wars Reader: 1865-1877, University of Nebraska Press, 1998, pp. 185-188
  18. ↑ He Dog and Red Feather's Story of the Battle, su astonisher.com.
  19. ↑ Patrick Edward Byrne, Soldiers of the Plains, Minton, Balch & Co., 1929, pp. 229-243
  20. ↑ Stephen E. Ambrose, op. cit., p. 528

Bibliografia

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