A Tokyo, durante un tragitto su un bus, l'agente di polizia Murakami viene derubato della pistola d'ordinanza; dopo poco tempo la stessa pistola verrà utilizzata per commettere un crimine. L'onore, e quindi il diritto al proprio lavoro e ruolo sociale, sarà salvato solo recuperando l'arma. Comincia un itinerario allucinante alla ricerca del ladro, con la costanza del giusto che supera la fragilità della giovinezza.
Il Dizionario Morandini assegna al film quattro stelle su cinque e lo definisce una straziante sinfonia dei bassifondi .
Il Dizionario Farinotti gli assegna due stelle su cinque e lo definisce una buona imitazione dei film americani dell'epoca.
Riconoscimenti
Al Mainichi Film Concours nel 1950, il film vinse 4 premi:
Miglior attore (Takashi Shimura)
Miglior direzione artistica (Takashi Matsuyama)
Miglior fotografia (Asakazu Nakai)
Miglior musica (Fumio Hayasaka)
Citazioni e riferimenti
Kurosawa ha dichiarato in diverse interviste che ha scritto la sceneggiatura del film basandosi sulle opere letterarie di Georges Simenon, senza però specificare i libri che lo hanno influenzato.
Nel 1973 è stato girato un remake del film con la regia di Azuma Morisaki; l'ambientazione è passata da Tokyo ad Okinawa.
"La vicenda trae spunto da un fatto di cronaca che può ricordare Ladri di biciclette, anche se il furto e la drammatica ricerca dell'oggetto indispensabile di un lavoro acquistano significati totalmente diversi" (Aldo Tassone, Akira Kurosawa, Il Castoro Cinema, ISBN 88-8033-015-2)
Curiosità
La pistola del protagonista è una Colt calibro 25, modello 1908
Note
↑M. Morandini, Il Morandini 2003, Zanichelli 2002 - pag.223