Odontodactylus scyllarus

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Canocchia pavone
Stato di conservazione
Specie non valutata
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
SuperphylumProtostomia
PhylumArthropoda
SubphylumCrustacea
ClasseMalacostraca
SottoclasseHoplocarida
OrdineStomatopoda
SottordineUnipeltata
SuperfamigliaGonodactyloidea
FamigliaOdontodactylidae
GenereOdontodactylus
SpecieO. scyllarus
Nomenclatura binomiale
Odontodactylus scyllarus
(Linnaeus, 1758)
Sinonimi

Cancer scyllarus
Linnaeus, 1758
Gonodactylus bleekeri
Milne-Edwards, 1868
Gonodactylus elegans
Miers, 1884

Areale

La canocchia pavone (Odontodactylus scyllarus (Linnaeus, 1758)), conosciuta anche come gambero mantide, mantide pavone, mantide dipinta o mantide Arlecchino, è un crostaceo marino appartenente alla famiglia Odontodactylidae.

Distribuzione e habitat

Cannocchia pavone in Indonesia

Questo crostaceo stomatopode è presente nella regione Indo-Pacifica, da Guam all'Africa orientale; vive soprattutto nelle barriere coralline tropicali, in acque profonde da poche decine di centimetri ad una cinquantina di metri.

Descrizione

Aspetto della cannocchia pavone
Visione dorsale

Di dimensioni variabili, dai 3 ai 18 cm, questa "canocchia" ha la caratteristica di essere multicolore, avendo solitamente un colore principalmente verde, zampe color arancio a macchie di leopardo, come anche sul carapace anteriore.

Visione frontale
Gli occhi della canocchia pavone sono molto sviluppati e sono posti su peduncoli che consentono loro di avere una visione binoculare; gli occhi peduncolati possono avere fino a 16 diversi tipi di fotorecettori, 12 dei quali ognuno specializzato nella percezione di un certo colore realizzando uno dei meccanismi di visione più complessi conosciuti nel regno animale

La canocchia pavone ha uno dei sistemi visivi più complessi conosciuti nel regno animale. Ha occhi composti sostenuti da peduncoli che possono ruotare in ogni direzione indipendentemente l’uno dall’altro. L’occhio, costituito da migliaia di ommatidi, è segmentato in tre regioni: l’emisfero dorsale, l’emisfero ventrale e la banda centrale. All’interno della banda centrale ci sono 6 distinte file di ommatidi specializzati con 16 fotorecettori diversi, 12 dei quali sono sensibili a una piccola porzione di lunghezza d’onda, dal lontano ultravioletto al rosso (300-720 nm), mentre altri sono in grado di percepire i diversi piani della luce polarizzata. A dispetto dell’elevato numero di fotorecettori, la canocchia non distingue esattamente i colori perché invece di inviare i segnali relativi alle lunghezze d’onda nel cervello, la canocchia usa i 12 tipi di recettori per determinare rapidamente e in modo affidabile i colori circostanti. La canocchia pavone è un animale aggressivo, noto per frantumare la sua preda con le sue potenti chele. Evitare la fase di elaborazione delle informazioni visive permette all’animale di identificare rapidamente il colore e di reagire rapidamente ad una serie di segnali luminosi che gli consentono di riconoscere e rilevare una preda o un predatore permettendogli di sopravvivere in un ambiente molto competitivo e ricco di colori come la barriera corallina. La loro capacità di vedere la luce polarizzata circolarmente ha portato a studi per determinare se i meccanismi con cui i loro occhi operano possono essere replicati per l'uso nella lettura di CD e dispositivi ottici di memorizzazione di informazioni analogiche.

Ecologia

La canocchia pavone è uno scavatore, che costruisce fori a forma di U nel substrato allentato vicino alle basi delle barriere coralline in acque che vanno da 3 a 40 metri di profondità.

Come tutti gli stomatopodi, anche la canocchia pavone è un carnivoro, in particolare è un frantumatore (in inglese smasher) con appendici a forma di clava. Cacciatore attivo, preferisce gasteropodi, crostacei e bivalvi, che uccide dopo averne ripetutamente colpito la corazza ed avere ottenuto l'accesso alle loro parti molli. Si ritiene che i colpi inferti dalla canocchia pavone vadano oltre gli 80 km/h, che ne fa l'animale dal colpo più veloce al mondo. L'accelerazione è simile a quella di un'arma da fuoco, e produce un fenomeno chiamato supercavitazione, ovvero l'acqua attorno al colpo sferrato evapora creando una bolla che, essendo sott'acqua, non può fare altro che collassare generando una seconda esplosione che quindi colpisce la preda due volte. Inoltre, la superficie delle appendici è costituita da idrossiapatite estremamente densa e stratificata in modo da essere particolarmente resistente alla rottura. Sono in corso studi sulla composizione di questo strato per verificarne il possibile ottenimento per sintesi e suoi eventuali usi ingegneristici.

Acquariofilia

Nel commercio di acquari marini, è apprezzato per la sua bellezza, ma considerato da altri come pericoloso per la salute dell'acquario. Alcuni appassionati tengono in cattività in acqua salata questo crostaceo che, data la sua colorazione particolarmente vivace, è molto ricercato.

Mentre però alcuni di essi esaltano la canocchia pavone, altri tendono ad evitarla dato che questi animali sono predatori voracissimi e possono mangiare praticamente ogni altro abitante dell'acquario. Alcuni esemplari particolarmente grandi arrivano addirittura a rompere il vetro colpendolo con le loro resistentissime e velocissime appendici e possono anche danneggiare la roccia viva, che spesso è considerato un valore aggiunto anche dal punto di vista monetario per un acquario data anche la sua collezionabilità, per scavarvi dentro una tana.

Una volta stabilitisi all'interno dell'acquario, poi, gli esemplari sono molto difficili da ricatturare, ed è anche da notare il fatto che se è vero che gli stomatopodi non si cibano di corallo, i frantumatori come la canocchia pavone possono romperlo per poterlo poi utilizzare come tana.

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ Lisa Signorile, Super Shrimp: il gamberetto coi superpoteri (Stomatopodi)[collegamento interrotto], su lOrologiaioMiope-National-Geographic.BlogAutore.Espresso.Repubblica.it, 1º luglio 2013. URL consultato il 25 agosto 2018.
  2. 1 2 3 4 5 (EN) Roy Caldwell, Species: Odontodactylus scyllarus, su Roy's List of Stomatopods for the Aquarium, 2005. URL consultato il 5 settembre 2019.
  3. ↑ (EN) S. Ahyong, Odontodactylus scyllarus (Linnaeus, 1758), in WoRMS (World Register of Marine Species).
  4. ↑ Alessandro Poli e Elena Fabbri, Fisiologia degli animali marini, 2ª ed., EdiSES, 2018, ISBN 978-88-7959-8569.
  5. ↑ (EN) MSN | Outlook, Office, Skype, Bing, Breaking News, and Latest Videos, su www.msn.com (archiviato dall'url originale il 31 gennaio 2019).
  6. ↑ (EN) Extreme impact and cavitation forces of a biological hammer: strike forces of the peacock mantis shrimp Odontodactylus scyllarus, vol. 208, Pt 19, ottobre 2005, pp. 3655-3664, DOI:10.1242/jeb.01831, PMID 16169943.
  7. ↑ (EN) Sarah Everts, How a peacock shrimp packs a punch: layered structure is behind animal's resilient club, in Chemical & Engineering News, vol. 90, n. 24, 2012, p. 6 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2012).
  8. ↑ (EN) James C. Weaver, Garrett W. Milliron, Ali Miserez, Kenneth Evans-Lutterodt, Steven Herrera, Isaias Gallana, William J. Mershon, Brook Swanson, Pablo Zavattieri, Elaine DiMasi & David Kisailus, The stomatopod dactyl club: a formidable damage-tolerant biological hammer, in Science, vol. 336, n. 6086, 2012, pp. 1275-1280, Bibcode:2012Sci...336.1275W, DOI:10.1126/science.1218764, PMID 22679090.
  9. ↑ (EN) James Fatherree, A Load of Learnin' About Mantis Shrimps, su ReefKeeping.com, Reefkeeping Magazine, 2004. URL consultato il 25 agosto 2018.
  10. ↑ (EN) Nick Dakin, The Marine Aquarium, London: Andromeda, 2004, ISBN 1-902389-67-0.
  11. ↑ (EN) April Holladay, Shrimp spring into shattering action, USA Today, 9 gennaio 2006. URL consultato il 25 agosto 2018.

Bibliografia

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