Il caposquadra era un grado della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, corrispondente al sergente del Regio Esercito, della Regia Marina e della Regia Aeronautica e al vicebrigadiere dell'Arma dei Carabinieri.
Il grado era superiore a vicecaposquadra e inferiore a primo caposquadra.

Nel 1944, a seguito della proclamazione della Repubblica Sociale Italiana, il Partito Fascista Repubblicano (P.F.R.) si trasformò in organismo di tipo militare costituendo il "Corpo Ausiliario delle Squadre d'Azione delle Camicie Nere" (D. Lgs. n. 446/1944-XXII della R.S.I.), organizzato su base provinciale nelle Brigate Nere, i cui componenti erano identificati formalmente con il termine "camicie nere".
Nella fase iniziale, nelle Brigate nere, non esistevano gradi in senso stretto, ma delle semplici cordelline indossate attorno alla spalla destra come indicatori temporanei di funzione di comando, legati al ruolo rivestito nell'operazione in corso, secondo il seguente schema:
A partire dal gennaio 1945, il sistema di gradi funzionali venne abbandonato e vennero istituiti gradi permanenti, analoghi a quelli della Guardia Nazionale Repubblicana e la denominazione del grado di Comandante di Squadra divenne vicebrigadiere, corrispondente al sergente dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana, mentre il corrispondente del Servizio Ausiliario Femminile era vicecaponucleo.
Nell'Esercito ottomano il graso di caposquadra era denominato Takımbaşı (ottomano: تاکم باشی) ed era un grado di sottufficiale utilizzato nel tardo esercito ottomano (in particolare tra il 1909 e il 1922). Il grado corrispondeva alla classe di sergente maggiore o, secondo alcune fonti, ai gradi di warrant officer dei moderni eserciti e veniva generalmente assegnato a individui responsabili del comando e del controllo di specifiche piccole unità militari, come le squadre di mitraglieri.