Cappella Anselmetti

La Cappella Anselmetti, dell'omonima villa-cascina scomparsa, è una piccola costruzione religiosa di Torino, progettata da Bernardo Antonio Vittone e sita nella zona Centro Europa del quartiere Mirafiori Nord.

Cappella Anselmetti
La facciata della cappella, nel settembre 2016
StatoItalia (bandiera) Italia
RegionePiemonte
LocalitàTorino
IndirizzoVia Paolo Gaidano, 73-75
Coordinate45°02′25.75″N 7°37′18.81″E
Religionecattolica di rito romano
Sconsacrazioneinizio anni 2000
FondatoreCarlo Vincenzo Anselmetti
ArchitettoBernardo Antonio Vittone

Massimo Bartolini (intervento funzionale al cambio di destinazione d'uso)

Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1785
Completamento1790

Storia

Nel 1730 la Città di Torino vendette i terreni che vedranno ivi costruita, su di una preesistente, una nuova cascina.

Tra il 1785 e il 1790 il nuovo proprietario Carlo Vincenzo Anselmetti, banchiere, fece costruire l’edificio padronale, e il complesso venne descritto come “Villa e cascina del signor banchiere Carlo Vincenzo Anselmetti posta lungo la strada, che si dirama alla destra della strada d’Orbassano tendendo verso la Chiesa del Gerbo; il palazzo è moderno, ed ha un bel giardino avanti con una magnifica cappella attigua; ritrovasi due miglia distante da Torino”.

Durante i bombardamenti del secondo conflitto mondiale, i danni risultarono lievi.

La cascina venne demolita a metà anni '70, ad eccezione della cappella (e dell'annessa sacrestia): tutelata dalla Soprintendenza, si classificò nel nuovo piano regolatore generale come edificio di particolare interesse storico appartenente alla classe I di gran prestigio, in quanto unica costruzione settecentesca superstite nel quartiere.

Dal 2002 al 2006, dopo un lungo periodo di abbandono, la cappella fu restaurata per diventare Laboratorio didattico di Storia e Storie (anche archivio permanente). Nuovi Committenti, questa la denominazione di più generale progetto originato per la Fondazione di Francia da François Hers ed esportato per la Fondazione Adriano Olivetti in Italia attraverso i fondi del programma comunitario Urban 2 (programma che interessò, tra le altre cose, anche l'antistante Cascina Roccafranca preesistente ed il Multiplayer opera ad hoc di Stefano Arienti in relativa prossimità), nel caso presente mirava a rispondere alla volontà espressa da insegnanti delle scuole d'infanzia e primaria Franca Mazzarello, secondaria di primo grado Corrado Alvaro-Amedeo Modigliani e del liceo scientifico Ettore Majorana. L'inaugurazione avvenne il 2 marzo 2007.

Descrizione

Nonostante il contesto padronale, l’ingresso non si presenta rivolto all’interno dell'ex corte, bensì verso la strada; anche i viandanti e gli altri abitanti del contado potevano così usufruire del servizio religioso.

Note

  1. ↑ Multiplayer. Stefano Arienti, su atitolo.it. URL consultato il 16 settembre 2025.
  2. ↑ NUOVI COMMITTENTI: IL MULTIPLAYER DI STEFANO ARIENTI (PDF), su comune.torino.it. URL consultato il 16 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2025).

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