Carbossiterapia

Le pratiche descritte non sono accettate dalla medicina, non sono state sottoposte a verifiche sperimentali condotte con metodo scientifico o non le hanno superate. Potrebbero pertanto essere inefficaci o dannose per la salute. Le informazioni hanno solo fine illustrativo. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.

Per carbossiterapia s'intende l'utilizzo dell'anidride carbonica per scopi cosmetici. La carbossiterapia afferma di potere eliminare le cellule di grasso e di potere stimolare il flusso sanguigno implementando l'elasticità della pelle e riducendo la cellulite, sebbene non esistano test clinici che ne comprovino l'efficacia e non sia approvata da enti governativi come la FDA statunitense.

La carbossiterapia nasce in Francia come tecnica di terapia nell'ambito della medicina termale. È infatti dal 1932 che viene praticata presso le terme di Royat a Clermont-Ferrand.

Il termine carbossiterapia è stato introdotto da Parassoni nel 1995, in occasione del XVI congresso nazionale di medicina estetica della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME).

Utilizzi

La carbossiterapia è usata per:

Le iniezioni vengono effettuate a livello sottocutaneo. I trattamenti prevedono delle iniezioni per via sistemica (iniezioni a livello sottotrocanterico) e iniezioni per via distrettuale (viso, collo, radice arti, addome, in prossimità di ulcere arteriose o venose, in prossimità di lesioni psoriasiche,...).

Carbossiterapia: iniezione sottocutanea regione sottotrocanterica

La carbossiterapia ha come target tutte quelle patologie croniche che sono caratterizzate da una sofferenza della microcircolazione (microangiopatia) o che traggono benefici da una migliore ossigenazione dei tessuti. Gli effetti dell'anidride carbonica somministrata per via sottocutanea o per via transcutanea sarebbero da relazionare a svariati meccanismi molecolari:

Dei meccanismi molecolari determinati dalla carbossiterapia quello meno nobile è quello che si realizza iniettando a livello sottocutaneo anidride carbonica a flusso elevato per scollare i tessuti e stimolare, così una reazione fibrotica riparativa. Purtuttavia, a volte anche tale meccanismo d'azione può tornare utile per migliorare le lassità delle radici degli arti superiori (ali di pipistrello), le lassità dell'addome.

Lo scopo principale della carbossiterapia è quello di riabilitare la microcircolazione.

Secondo i sostenitori della pratica, il gas somministrato per via sottocutanea a livello sottotrocanterico agisce a livello sistemico: la CO2 diffonde in tutto l'organismo.

Gli effetti della carbossiterapia sulla microcircolazione consisterebbero in un aumento della entità e della velocità del flusso ematico periferico.

L'anidride carbonica che viene somministrata viene rimossa con i meccanismi fisioligici con cui l'organismo rimuove l'anidride carbonica prodotta dal metabolismo cellulare: il 7% viaggia nel plasma in forma gassosa, il 73% come ione bicarbonato, il 20% legata all'emoglobina e ad altre proteine plasmatiche.

L'anidride carbonica passa nei capillari in forma gassosa dove viene prontamente legata all'acqua a formare acido carbonico (H2CO3): un acido debole che dissocia in idrogenioni (H+) e anioni bicarbonato (HCO3-). Gli anioni bicarbonato vengono eliminati per via renale.

La formazione dell'acido carbonico avviene a livello del plasma (reazione lenta: non catalizzata) e a livello di eritrociti (reazione veloce:catalizzata dall'enzima anidrasi carbonica).

La carbossiterapia si effettua utilizzando apparecchiature che permettono di stabilire il flusso minuto, i tempi di applicazione, le quantità totali di anidride carbonica da somministrare secondo i vari protocolli utili per le diverse patologie.

È una terapia priva di tossicità[senza fonte]. Tra gli eventi avversi sono da menzionare: una fugace dolenzia nella sede dell'insufflazione, un enfisema sottocutaneo temporaneo (si risolve una volta terminata l'insufflazione del gas), qualche ecchimosi, una sensazione di arto pesante (può durare qualche ora) (rara), una sensazione di crepitisio sottocutaneo (si può avvertire a tratti durante l'arco della terapia).

Campi di applicazione

Nel tempo si sono ampliati i campi in cui la carbossiterapia viene applicata:

Controindicazioni

La carbossiterapia è controindicata nei casi di:

Note

  1. ↑ (CS) N Koutná, Karboxyterapie – nová neinvazivní metoda estetické medicíny [Carboxytherapy – A New Non-invasive Method in Aesthetic Medicine], in Časopis Lékařů Českých, vol. 145, n. 11, 2006, pp. 841-3, PMID 17168416.
  2. ↑ Carboxytherapy And Mesotherapy Unproven, su medicalnewstoday.com, 2009.
  3. ↑ Brandi C, D'Aniello C, Grimaldi L, Bosi B, Dei I, Lattarulo P, Alessandrini C. Carbon dioxide therapy in the treatment of localized adiposities: clinical study and histopathological correlations, Aesthetic Plast Surg, 2001 May-Jun;25(3):170-4
  4. ↑ Varlaro V., Manzo G., Mugnaini F., Bisacci C., Fiorucci P., De Rango P., Bisacci R.. Carboxytherapy: effects on microcirculation and its use in the treatment of severe lymphedema. A review. Riv.: "Acta Phlebologica", Vol. 8, n. 2 - August 2007, Edizioni Minerva Medica, Torino.
  5. ↑ Campana M, Vaccaro M, Perello R, Rosato L, Ceccaccio L, Ciappi S, Brafa A, Calabrò M, Nisi G, Brandi C, Grimaldi L, D'Aniello C. Il ruolo della carbossiterapia nel trattamento sintomatico delle acrosindromi vascolari, Riv Ita Chir Plast, 41(3-4) 2009: 165-170.
  6. ↑ Brandi C, Grimaldi L, Nisi G, Brafa A, Campa A, Calabrò M, Campana M, D'Aniello C. The role of carbon dioxide therapy in the treatment of chronic wounds,In Vivo, 2010 Mar-Apr;24(2):223-6
  7. ↑ La Carbossiterapia, di Vincenzo Varlaro, su societaitalianaflebologia.it.

Voci correlate

  Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina