
Carlo Bossoli (Lugano, 6 dicembre 1815 – Torino, 1º agosto 1884) è stato un pittore e scenografo svizzero naturalizzato italiano.
Figlio di Pietro Bossoli di Soragno e di Maria Bernasconi di Bissone, visse fino al 1820 a Lugano, poi si trasferì a Odessa, città ucraina allora parte dell'Impero russo, dove apprese l'arte del disegno.
Quando aveva 11 anni, dopo aver studiato dai Padri Cappuccini, entrò presso un libraio antiquario. Dal 1828 fu assunto come aiutante di Nannini, pittore e scenografo, dal quale prese lezioni sia di pittura, sia di scenografia.


La Principessa Woronzow, che risiedeva ad Odessa, chiamò Bossoli perché voleva vedere le capacità dell'artista, rimanendone colpita. Grazie a questo Bossoli poté andare in Italia nel 1839, per affinare la sua preparazione; vi restò fino al 1840.
Carlo Bossoli è considerato soprattutto un pittore di storia e paesaggista attivo nel XIX secolo. Le sue opere combinano un forte realismo descrittivo con elementi romantici, evidenti nell’uso della luce e nella resa emotiva delle scene.
Un ruolo di rilievo è ricoperto dalle vedute di ville e giardini lombardi, realizzate fra gli anni Quaranta e Sessanta dell’Ottocento. In queste opere l’artista seppe coniugare il rigore descrittivo dell’architettura con un’atmosfera poetica e romantica, creando immagini che non erano soltanto decorative, ma veri e propri documenti visivi della società del tempo.
Queste vedute, commissionate dall’aristocrazia e dalla borghesia lombarda, testimoniavano il prestigio delle famiglie committenti e si diffusero anche grazie alla tempera e alla litografia. Bossoli trasformò così un genere apparentemente minore in uno strumento di rappresentazione sociale e culturale: le sue vedute di ville e giardini si configurano come vedute romantiche, capaci di unire valore artistico, documento storico e celebrazione identitaria.
Un anno prima di morire si sposò con Adelaide Decarolis, una ragazza di 21 anni; si pensò che Adelaide sposasse Bossoli solo per denaro.
Morì il 1º agosto 1884 per attacco cardiaco a Torino; è sepolto a Lugano.
Una via gli è stata dedicata dal Comune di Torino, nel quartiere del Lingotto.
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