| Carlo Ferraris | |
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| Deputato del Regno d'Italia | |
| Legislatura | XVI, XXII, XXIII |
| Coalizione | Centro-sinistra |
| Collegio | Casale Monferrato (Alessandria III); Vignale |
| Sito istituzionale | |
| Senatore del Regno d'Italia | |
| Durata mandato | 9 dicembre 1913 – |
| Legislatura | XXIV |
| Gruppo parlamentare | Non iscritto |
| Tipo nomina | Categorie: 3, 5, 18, 19 |
| Incarichi parlamentari | |
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| Sito istituzionale | |
| Ministro dei lavori pubblici | |
| Capo di Stato | Vittorio Emanuele III |
| Capo del governo | Alessandro Fortis |
| Predecessore | Francesco Tedesco |
| Successore | Francesco Tedesco |
| Legislatura | XXII |
| Dati generali | |
| Partito politico | Sinistra storica Unione Liberale (Italia) |
| Titolo di studio | Laurea in Giurisprudenza |
| Professione | Docente universitario |
| Firma | |
Carlo Francesco Ferraris (Moncalvo, 15 agosto 1850 – Roma, 9 ottobre 1924) è stato un economista, statistico e politico italiano.
Laureato in giurisprudenza a Torino, compie nella stessa città la pratica di avvocato per poi trasferirsi dapprima in Germania e quindi in Inghilterra, dove dal dicembre 1872 all'agosto 1874 prosegue la propria formazione sulle scienze sociali, politiche e giuridiche. I suoi primi scritti in materia di economia e politica attirano l'attenzione del senatore Luigi Bodio, padre fondatore della scienza statistica italiana, che lo chiama a collaborare alla direzione generale di statistica del Regno d'Italia. Vi rimane dal novembre 1874 al luglio 1876, anno in cui vince un concorso per la libera docenza in economia politica all'università di Roma.
Tornato in Piemonte per ragioni di famiglia entra a far parte della redazione del quotidiano Il Risorgimento, all'epoca rifondato da Quintino Sella e un gruppo di suoi amici, abbinando al giornalismo ordinario la pubblicazione di opere di carattere scientifico. Grazie a queste ultime nel 1878 viene chiamato dall'università di Pavia per reggere la prima cattedra italiana di scienze dell'amministrazione, corso poi diventato obbligatorio nella facoltà di giurisprudenza e scienze politiche. L'estendersi della sua fama di ricercatore e studioso gli consente di tornare a Roma nel 1883, chiamato dal ministro Domenico Berti all'incarico di capo della divisione Istituti di credito e previdenza presso il Ministero dell'Agricoltura, industria e commercio. Più o meno contemporaneamente ottiene la cattedra di statistica presso l'università della capitale, dove rimane fino al 1885. Venuto meno l'incarico ministeriale si trasferisce a Padova, dove la locale università gli ha conferito l'incarico di professore ordinario di statistica, cui abbina quattro anni dopo quelle di diritto amministrativo e di scienza dell'amministrazione, che regge per oltre venti anni.
Nel 1886 viene eletto per la prima volta deputato nel collegio di Casale Monferrato (Alessandria III); completata la prima legislatura viene rieletto ma dato che il numero dei docenti universitari eccede quello previsto dalla legge sulle incompatibilità il successivo sorteggio lo esclude dalla carica. Decide quindi di ritirarsi dalla vita politica per attendere unicamente ai suoi impegni universitari a Padova, ateneo di cui è anche rettore dal 1891 al 1896. Continua comunque ad interessarsi alla politica attraverso collaborazioni professionali, tra le quali la predisposizione del disegno di legge per l'assicurazione obbligatoria degli operai presentato dal ministro Luigi Miceli e approvato definitivamente nel 1898.
Nel 1896 viene nominato membro del Consiglio superiore per la pubblica istruzione, dove rimane fino al 1913, carica che abbina a quelle di membro dei consigli superiori di statistica e della previdenza. Viene anche nominato membro effettivo del Regio Istituto Veneto di scienze, lettere e arti e socio nazionale dell'Accademia dei Lincei e delle società nazionali di statistica di Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti e Francia.
Nel 1904 viene rieletto deputato e l'anno successivo è nominato ministro dei lavori pubblici nel primo governo di Alessandro Fortis. In questa veste ha presentato il disegno di legge per la nazionalizzazione delle ferrovie italiane nella gestione delle FS e predisposto l'organizzazione della nuova direzione generale per l'avvio dell'esercizio a partire dal 1º luglio 1905. Presenta inoltre ulteriori proposte per migliorare l'andamento tecnico-economico delle Ferrovie concesse all'industria privata e per la riorganizzazione generale dell'esercizio ferroviario. Prima del termine del mandato si distingue per l'attivismo in soccorso di Reggio Calabria, colpita dal terremoto del 1905.
Caduto il governo prosegue l'attività alla Camera fino al 1913, quando viene battuto nel suo collegio dal candidato socialista, ma pochi giorni dopo la sconfitta viene nominato senatore a vita; al Senato si è a lungo occupato della materia ferroviaria (nuovi regolamenti del 1917; ordinamento e funzionamento delle FS; tariffe ferroviarie), ed in seguito di problemi dell'economia nella commissione di finanze.
Massone, è affiliato alla loggia di Torino "Ausonia", appartenente al Grande Oriente d'Italia.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 112868837 · ISNI (EN) 0000 0001 0936 8328 · SBN TO0V091942 · BAV 495/81146 · CERL cnp02484173 · LCCN (EN) no2006068398 · GND (DE) 101776764 · BNF (FR) cb160243602 (data) · J9U (EN, HE) 987007355018305171 |
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