Carlo Morbio (Novara, 1º aprile 1811 – Milano, 27 gennaio 1881) è stato un bibliografo, storico e numismatico italiano.
Fu autore di numerosi studi sulla storia dei comuni italiani e della Lombardia e raccolse una delle più importanti collezioni private italiane dell'Ottocento di manoscritti, autografi, monete, medaglie e documenti storici.

Nacque a Novara il 1º aprile 1811 da una famiglia della nobiltà novarese. Ancora giovane si trasferì con la famiglia a Milano, dove frequentò il Collegio Longone e sviluppò un precoce interesse per la storia, la paleografia, la diplomatica e la bibliografia.
Fin dagli anni Trenta dell'Ottocento intraprese un'intensa attività di ricerca archivistica, dedicandosi in particolare alla storia municipale italiana. Nel 1833 pubblicò la Storia di Novara, cui seguirono numerose opere dedicate alle città italiane. Tra il 1836 e il 1846 diede alle stampe i sei volumi delle Storie dei municipj italiani illustrate con documenti inediti, una delle sue opere maggiori, nella quale raccolse e pubblicò numerosi documenti medievali e moderni, fra i quali anche importanti testi del periodo visconteo e sforzesco.
Parallelamente all'attività di storico, Morbio costituì una vasta raccolta privata comprendente manoscritti, pergamene, codici, incunaboli, autografi, stampe, sigilli, monete e medaglie. La sua biblioteca e il suo museo privato divennero un punto di riferimento per studiosi italiani e stranieri.
Nel 1839 il ministro francese dell'Istruzione pubblica Abel-François Villemain gli affidò l'incarico di censire i manoscritti relativi alla storia e alla letteratura francese conservati nelle biblioteche italiane. Da questa ricerca nacque il volume Manuscrits relatifs à l'histoire et à la littérature de France découverts en Italie, che contribuì ad accrescere la sua notorietà negli ambienti eruditi europei.
Collaborò inoltre con numerosi studiosi italiani e stranieri e mantenne rapporti con Alessandro Manzoni, mettendo a sua disposizione libri rari, gride, stampe e documenti utilizzati durante la preparazione dell'edizione de I promessi sposi pubblicata nel 1840.
Nel corso della sua attività pubblicò anche studi dedicati alla numismatica e alla descrizione delle proprie raccolte. Tra questi si ricordano le Opere storico-numismatiche (1870), che comprendono anche un'ampia descrizione del suo museo e delle collezioni conservate nella propria abitazione.
Negli ultimi decenni della vita abitò nel palazzo di via Pietro Verri 12 a Milano, dove aveva organizzato la propria biblioteca e il museo privato.
Morì a Milano il 27 gennaio 1881.
La raccolta di Carlo Morbio comprendeva migliaia di manoscritti, lettere autografe, pergamene, codici miniati, documenti diplomatici, libri antichi, stampe, sigilli, monete e medaglie. Lo stesso Morbio pubblicò numerosi cataloghi descrittivi delle proprie raccolte, che costituiscono ancora oggi una fonte importante per ricostruirne la consistenza.
Dopo la sua morte una parte delle raccolte fu donata dalla figlia Giulia Crespi alla Biblioteca Civica Negroni di Novara, mentre l'archivio personale fu donato alla Biblioteca Ambrosiana. Una parte consistente della biblioteca venne invece dispersa mediante aste pubbliche, in particolare con la vendita organizzata a Lipsia nel 1889. Numerosi manoscritti entrarono successivamente nelle collezioni della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano e di altri istituti italiani.
L'enorme raccolta di pergamene italiane (indicate nel catalogo come "circa 4000") fu acquistata dallo stato prussiano e destinato alla biblioteca universitaria di Halle per essere utilizzata a fini didattici per lo studio della paleografia.
Elenco delle onorificenze ricavato dall'elenco riportato nel 1876 dallo stesso Morbio.
Fu inoltre socio fondatore dell'Archivio storico italiano di Vieusseux, della Societa Archeologica Novarese e della Società Storica Lombarda.
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