| Carlo Nasi | ||||||||||
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| Nazionalità | ||||||||||
| Calcio | ||||||||||
| Ruolo | Difensore | |||||||||
| Termine carriera | 1902 | |||||||||
| Carriera | ||||||||||
| Squadre di club1 | ||||||||||
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| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | ||||||||||
| Vela | ||||||||||
| Specialità | 6 metri | |||||||||
Carlo Ferdinando Nasi (San Secondo di Pinerolo, 19 settembre 1887 – Torino, 29 gennaio 1935) è stato un imprenditore e velista italiano. Genero del senatore Giovanni Agnelli e cognato di Edoardo Agnelli, fu imprenditore edile e velista olimpico.
Carlo Nasi nacque a San Secondo di Pinerolo il 2 dicembre 1887 da Giovanni Nasi e Teresa Borda. La famiglia Nasi, di origine piemontese, era imparentata con diversi esponenti della nobiltà subalpina e godeva di una solida posizione sociale ed economica.
In quanto appartenente a un casato di tradizione aristocratica, Carlo portò il titolo di barone, titolo che contraddistingueva alcuni rami della famiglia già dal XIX secolo.
Il 24 ottobre 1919 sposò Aniceta "Tina" Agnelli (1889–1928), figlia di Giovanni Agnelli, fondatore della FIAT, e di Clara Boselli.
Con questo matrimonio Carlo Nasi divenne il capostipite del legame dinastico tra la famiglia Nasi e gli Agnelli, destinato ad avere rilievo nei decenni successivi per i rapporti di parentela e di influenza sociale.
La coppia ebbe quattro figli, consolidando ulteriormente la posizione dei Nasi all'interno della rete familiare degli Agnelli.
Nasi fu anche appassionato velista. Nel 1924 prese parte ai Giochi della VIII Olimpiade, organizzati a Parigi, dove, a bordo della barca Mebi, gareggiò nella categoria 6 metri. Con Cencio Massola e Roberto Moscatelli ottenne il settimo posto finale.
Ricoprì inoltre la carica di presidente della Federazione Italiana Vela, confermando l'impegno nella promozione dello sport a livello nazionale.
Come altri membri della sua famiglia, Carlo Nasi fu attivo nella vita economica e sociale torinese del primo Novecento. Pur non avendo un ruolo diretto nella gestione della FIAT, sostenne il consolidamento della posizione sociale degli Agnelli e dei Nasi, che negli stessi anni intrecciavano rapporti con altre importanti casate piemontesi e lombarde.
Le cronache mondane torinesi ricordano la sua presenza in associazioni culturali e circoli aristocratici, oltre al suo ruolo di rappresentanza in contesti istituzionali e filantropici.
Rimasto vedovo nel 1928 per la prematura morte della moglie Caterina Aniceta Agnelli, Carlo Nasi si dedicò alla famiglia e all'amministrazione dei beni ereditari.
Morì a Torino il 5 settembre 1935 all'età di quarantasette anni e fu sepolto nella cappella di famiglia al Cimitero monumentale di Torino.
Dal matrimonio tra Carlo Nasi (1887-1935) e Caterina Aniceta Agnelli (1889-1928) nacquero cinque figli: