| Carmelo Scoma | |
|---|---|
| Sindaco di Palermo | |
| Durata mandato | 9 gennaio 1976 – 28 ottobre 1978 |
| Predecessore | Giacomo Marchello |
| Successore | Giovanni Lapi |
| Dati generali | |
| Partito politico | Democrazia Cristiana |
| Professione | Sindacalista |
Carmelo Scoma (Prizzi, 22 febbraio 1931 – Palermo, 24 luglio 2026) è stato un politico e sindacalista italiano, sindaco di Palermo dal 1976 al 1978.
Figlio di un artigiano, Carmelo Scoma nasce a Prizzi, in provincia di Palermo, il 22 febbraio 1931. Impiegato presso l'ERAS (Ente per la Riforma Agraria Siciliana), si iscrive nelle file della Democrazia Cristiana nel 1953 e al tempo stesso entra a far parte del sindacato della CISL.
Fu molto vicino a Rosario Nicoletti e come lui partecipò all'ala sinistra della DC, Forze Nuove, guidata da Carlo Donat-Cattin. Entrò per la prima volta in consiglio comunale a Palermo nel 1970 e ricoprì la carica di vicesindaco con Giacomo Marchello. Fu rieletto nel 1975 con oltre 16.000 preferenze.
Le elezioni del 1975 lasciarono la DC dominante a Palermo con 35 rappresentanti eletti, ma gli equilibri interni si stavano modificando: i fanfaniani di Giovanni Gioia, in leggero recupero, non detenevano più la maggioranza con 12 seggi, mentre Vito Ciancimino e i suoi alleati, vicini alla linea politica di Giulio Andreotti e Salvo Lima, avevano sei consiglieri, e gli altri movimenti avevano un totale di 17 seggi. D'altra parte, il PCI di Achille Occhetto ottenne 15 consiglieri, tra cui lo scrittore Leonardo Sciascia e il pittore Renato Guttuso. Le correnti di Lima, di Nicoletti e di Piersanti Mattarella si accordano contro Gioia per negoziare con il PCI. Lima pone perciò Michele Reina, leader della DC comunale, come segretario provinciale e la corrente di Nicoletti doveva scegliere tra le sue fila il sindaco di Palermo per guidare una giunta di centro-sinistra aperta ai comunisti.
Alla fine, Occhetto e Nicoletti concordarono una giunta composta da DC, PSI, PRI e PSDI con l'appoggio del PCI. Fu con questa composizione che portò alla scelta di Scoma di guidare il nuovo esecutivo e fu eletto sindaco il 9 gennaio 1976.
Dopo le elezioni regionali del 1976, i due consiglieri repubblicani lasciarono l'esecutivo, che continuò a collaborare con il PCI. Secondo Antonino Mannino, allora segretario provinciale del PCI, fu in questo periodo che le fazioni di Gioia e Ciancimino tornarono in maggioranza. Nel dicembre 1977, anche il PSI lasciò la squadra comunale a causa di disaccordi interni alla maggioranza. Scoma guidò una giunta puramente democristiana per approvare la legge di bilancio, ma dovette affrontare le pressioni di Michele Reina, gli eccessi di Ciancimino e le esitazioni del PCI.
Scoma si dimise perciò il 28 ottobre 1978, dopo aver fondato l'ANCI Sicilia.
Suo figlio, Francesco, ha seguito le orme del padre venendo eletto prima al Senato e poi alla Camera, oltre ad essere stato più volte assessore regionale.