| Casa Stallo | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Piemonte |
| Località | Torino |
| Indirizzo | Piazza Cavour 3, quartiere Centro |
| Coordinate | 45°03′45.05″N 7°41′21.56″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | attivo |
| Costruzione | 1875 |
| Stile | Neoclassico |
| Uso | residenziale |
| Altezza |
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| Realizzazione | |
| Architetto | Enrico Petiti |
| Appaltatore | famiglia Stallo |
| Proprietario | privati |
Casa Stallo, o Casa dell'esagono, è un palazzo storico di Torino costruito nel 1875 dall'architetto Enrico Petiti nell'isola (isolato) di Sant'Eufemia, nel Borgo Nuovo del quartiere Centro, su commessa della famiglia Stallo .
È vincolato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio .
Gli Stallo erano una antica schiatta di mercanti torinesi di origine genovese. La ditta Fratelli Stallo d'Agostino, fondata appunto dal padre Agostino Stallo, commerciava in lane italiane e straniere e aveva sede legale in via Arsenale, con filiale a Biella in vicolo di Porta Torino e magazzino a Genova, porto di arrivo della materia prima, dove avveniva anche il lavaggio delle lane .
La famiglia Stallo decise di approfittare dell'ampliamento che la città realizzò dopo il periodo Napoleonico, per la borghesia di quel tempo, nel quartiere che prese il nome di Borgo Nuovo a ridosso del fiume Po, con la notevole piazza Maria Teresa, aperta nel 1836, a fare da cornice e commissionò la costruzione del palazzo all'architetto emergente Enrico Petiti.
La famiglia era coinvolta anche nella vita sociale e politica della città: il padre, cavaliere Agostino, fino al 1869 era stato anche direttore della Banca Nazionale in Torino e il figlio Andrea fu consigliere comunale e deputato. Alla sua morte la ditta passò sotto la direzione del fratello Gaetano, sostenitore della Società Promotrice delle Belle Arti e della scuola per ragazzi rachitici, amministratore del Credito Industriale di Torino fino al 1895, che non riuscì a fermare il declino progressivo della azienda familiare: l'attività si chiuse praticamente alla sua morte avvenuta nel 1896 .
Il palazzo rappresenta un lato di un immaginario esagono che si affaccia sulla piazza Cavour e per questo motivo è detto anche Casa dell'Esagono.
I primi due piani fuori terra sono rivestiti di pietra in bugnato, sormontati da un ampio balcone anch'esso in pietra. L'ultimo piano è impreziosito da un timpano di stile neoclassico.