| Castello Airola | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato attuale | |
| Regione | Campania |
| Città | Marcianise |
| Informazioni generali | |
| Tipo | castello |
| Termine costruzione | epoca normanna |
| Proprietario attuale | privata |
| Visitabile | no |
| Informazioni militari | |
| Utilizzatore | |
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Il castello Airola è una roccaforte medievale di tipo feudale situata alle estremità della città di Marcianise, nella provincia di Caserta, Campania. Lungo la sua storia è appartenuto a numerosi nobili, mentre oggi è un'abitazione privata.
Non va confuso con un omonimo castello longobardo situato nel comune beneventano di Airola, sul Monteoliveto.
La rocca venne probabilmente edificata tra l'XI e il XIII secolo (sebbene le informazioni non sussistano), nel medesimo periodo in cui venne fondato il vicino Castel Loriano o castello di Marcianise. Al tempo l'intera regione – conosciuta come Marthenisi in età longobarda, Marzanesi in età normanna, Marchanisii in età sveva e Marzanisio in età angioina – era amministrata dai vescovi di Capua, che se la tennero anche dopo la bolla di Senne, documento che istituì la diocesi di Caserta.
Il 26 maggio 1294 il feudo di Airola risulta concesso da Carlo II d'Angiò (1285–1309) a tale Giletto Malbohe, poi al figlio Egidio Malbohe, che morì senza eredi, quindi il feudo venne devoluto al fisco. Roberto d'Angiò (1309–1343) lo investì agli inizi del XIV secolo a Ingeranno e Riccardo Stella, arcivescovi di Capua, che la resero la loro residenza fissa; dopo la loro morte avvenuta il 31 maggio 1334 la proprietà passò rapidamente da Tommaso Mansella a Roberto De Lagonessa nel 1339, che lo trasferì a Roberto de Capua conte d'Altavilla e suo figlio Bartolomeo. I De Lagonessa riottennero il feudo nel 1390 tramite Guglielmo della Lagonessa che aveva sposato Lucrezia, figlia di Bartolomeo, e fu seguito da Roberto II e Andrea anche loro conti d'Altavilla. Quest'ultimo vendette la proprietà al veneziano Giorgio Grittis e a suo figlio Michele deceduto nel 1448. Il feudo finì poi nelle mani della famiglia Caracciolo, che compì imponenti lavori di restauro e sotto la quale si ha la prima menzione del castello vero e proprio datata 1501. La famiglia controllava la cittadina di Marcianise come feudo, ma si trattava di un ramo collaterale (quello dei duchi di Venosa).
Il nuovo proprietario fu Alfonso Caracciolo, quindi Oliviero e infine Giovan Battista Caracciolo, che furono anche signori di Pisciotta e Plaisano, dopo vari altri passaggi, per via ereditaria il feudo e il castello passarono alla famiglia di Prospero Suardo e i suoi discendenti che lo tennero per più di due secoli. Cinque generazioni dopo infatti nel 1731, la famiglia Suardo si unì alla famiglia Guevara con il matrimonio tra Anna Maria Suardo e Giovanni De Guevara, che ereditò anche l'intero feudo di Marcianise. L'ultimo proprietario fu Giovanni Guevara Suardo, che nei suoi titoli si definiva "duca di Bovino e Castel d'Airola".
Nel XX secolo il castello fu venduto a Pietro Gigliofiorito e infine alla famiglia Fretta, attuali proprietari, che lo resero un edificio privato.
Il castello è sito a Sudovest di Marcianise, lungo la via denominata appunto via Airola, sulla quale si può trovare anche una piccola chiesetta, la chiesa di San Giovanni ante portam latinam, unica ancora in piedi tra le cinque note nella zona. Sin dall'acquisizione della famiglia Fretta il castello e l'area circostante hanno visto grandi lavori di ricostruzione e stravolgimento, rendendolo quasi irriconoscibile rispetto al suo aspetto originario.
Del nucleo originario sono riconoscibili solo la torre merlata di guardia, di medie dimensioni, un porticato che ospitava internamente i magazzini, ma che oggi è nascosto da piante, una recinzione perimetrica e altri edifici residenziali, il piano nobile con i saloni e i locali di servizio e stanze private suddivise su due piani. Sono ancora ben visibili pari delle mura di confine e, adiacente al castello, una grande corte rettangolare dove in passato si trovavano piantagioni di tabacco, oggi un collegamento diretto con la chiesetta. La torre è accessibile tramite una scaletta, che però non è più in buone condizioni. Alcuni studiosi sostengono inoltre che sotto la proprietà del castello vi fossero posizionate delle gallerie difensive, in caso di estrema necessità.
L'architettura visibilmente cinquecentesca è ciò che rimane delle opere di ristrutturazione portate avanti dalla famiglia Caracciolo, che si ispirarono a Castel Nuovo (Maschio Angioino) a Napoli, classico esempio di architettura militare, per il loro castello.