Castello di Machilone

Castello di Machilone
Lapide commemorativa posta sul colle
dove sorgeva il castello di Machilone
in occasione del 7º centenario
Ubicazione
Stato attualeItalia (bandiera) Italia
RegioneLazio
CittàPosta
Coordinate42°31′36.8″N 13°06′04.11″E
Informazioni generali
TipoCastello
StileMedievale
Inizio costruzioneX secolo
MaterialePietra
Demolizione1299
Condizione attualeRudere
Proprietario attualeComune di Posta
VisitabileSì
Informazioni militari
Termine funzione strategicaXIII secolo
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Il castello di Machilone fu un antico castello situato nelle terre camponesche, nella valle del Velino, in corrispondenza del centro di Posta, in provincia di Rieti.

Fondato dai Normanni nel X secolo, si sviluppò durante il periodo angioino del Regno di Sicilia finché, nel 1299, fu conquistato dall'Aquila dopo un lungo assedio, incendiato e raso al suolo. Sul colle antistante l'abitato sono ancora visibili alcuni resti del castello.

Storia

«In dì de Santa Justa, la festa de Bazano,
fo tolto Machilone dallo communo Aquilano;
quanto sedero ad alto tanto calaro in plano;
quello che vi remase non valse un anchontano.
»

Il castello venne eretto nel X secolo, alla nascita del Regno di Sicilia, in una posizione strategica tra le valli dell'Aterno, del Tronto e del Velino. Il primo documento che attesta la presenza di Machilone è il Catalogus baronum del 1152.

L'importanza di Machilone crebbe rapidamente e, nel 1213, il castello contava ben 23 signori ed oltre 200 vassalli.

Sul modello aquilano, nell'ultimo quarto del XIII secolo cominciò la fondazione di alcune città fortificate, dislocate soprattutto lungo il confine settentrionale del Regno, dove cioè erano concentrati gli interessi geopolitici degli Angioini. Il 16 luglio 1278 il re Carlo I d'Angiò concesse agli abitanti di Machilone e dei castelli limitrofi di fondare Gonexa, ossia la contemporanea Leonessa.

Lo svilupparsi di una comunità indipendente ed economicamente potente al confine del contado – in un'area strategica per gli scambi commerciali lungo la via degli Abruzzi – non piacque agli aquilani che, nel 1299, presero d'assalto il castello, lo incendiarono e lo rasero al suolo, intimando ai suoi abitanti di non costruire più alcuna fortificazione in quel luogo. L'assedio durò nove settimane – dal 1º giugno al 1º agosto, giorno di santa Giusta di Bazzano, come cantato dai poeti locali – e continuò nonostante l'ordine del re Carlo II di Napoli di desistere. I machilonesi vennero condotti all'Aquila finendo nel locale di Stiffe, che da quel momento prese il nome di Stiffe e Machilone; le donne furono alloggiate all'interno del monastero del locale – tra le chiese scomparse di San Francesco a Palazzo e San Tommaso, in corrispondenza del contemporaneo Palazzo del Convitto – , mentre gli uomini vennero dislocati in tutto il quarto.

«…andò il Comune dell'Aquila contro di quel Castello e avuto dal re ordine di desistere, alcuni cittadini ostinati proseguirono nell'assedio. Mantennero quivi l'oste nove settimane fino a che lo presero a patti; nel dì primo d'agosto festivo a S. Giusta protettrice di Bazzano. Con protervia non furono poi osservati i patti ma preso appena fu messo a guasto, incendiato e gettato a terra, dato a sacco quanto ci era e fin le donne che pur erano di qualità, condotte all'Aquila.»

Per l'insubordinazione agli ordini del re, L'Aquila fu poi costretta a pagare un pesante risarcimento pari a circa 3 025 once.

A valle del castello distrutto, in località L'Apposta (ossia dove "si faceva la posta") si venne a creare il nuovo centro, divenuto Posta Reale e quindi Posta. La città venne aggregata sin da subito al contado aquilano – tramite tre diplomi, nel 1299, nel 1301 e nel 1304 – e rimase sotto il controllo dell'Aquila fino al 1927, quando fu inglobata nella provincia di Rieti.

Descrizione

Il castello era posto all'interno delle terre camponesche, una vasta area dedita al pascolo che si sviluppava tra i contemporanei centri di Accumoli, Antrodoco e Cittareale, e da cui derivò il nome dei Camponeschi, potente famiglia nobile aquilana. Era situato in posizione arroccata su una cima del colle antistante l'abitato di Posta, alla confluenza della via Salaria con la strada per Borbona.

Machilone era costituito da una rocca nel punto più alto del colle e da abitazioni che si sviluppavano lungo tutto il costone, per una lunghezza stimata di circa 500 m. Alcuni resti delle fortificazioni sono ancora visibili sul colle dove il comune ha anche provveduto ad installare una lapide commemorativa.

Note

  1. ↑ Borrello (1653), Catalogvs Baronum Neapolitano in Regno versantium, pp. 127-128; Comunediposta.it; Mosca (1998), p. 48.
  2. ↑ Zelli (1997), pp. 72 e 110-111.
  3. 1 2 3 4 Comunediposta.it.
  4. ↑ Buccio di Ranallo (1355), canto CCIII.
  5. ↑ Zelli (1997), p. 72.
  6. ↑ Borrello (1653), Catalogvs Baronum Neapolitano in Regno versantium, pp. 127-128; Zelli (1997), p. 72.
  7. ↑ Antinori (1777), vol. 8; Mosca (1998), p. 49.
  8. ↑ Peduto e Santoro (2011), p. 97.
  9. ↑ Zelli (1997), p. 30.
  10. 1 2 Zelli (1997), pp. 110-111.
  11. ↑ Antinori (1777), vol. 10, pp. 533-534; Buccio di Ranallo (1355), canto CCIII.
  12. ↑ Il locale di Stiffe, originariamente afferente al quarto di Santa Giusta, è localizzato tra i Quattro Cantoni e la piazza del Duomo; dal cambio di intitolazione, il quarto di San Pietro ne rivendica il possesso.
  13. ↑ Antinori (1777), vol. 10, pp. 533-534.
  14. ↑ Antinori (1777), vol. 10, p. 540; Mosca (1998), p. 69; Zelli (1997), p. 111.
  15. ↑ Cenni storici, su comunediposta.it (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2017).
  16. ↑ Cenni storici, su comunediposta.it (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2017); Mosca (1998), pp. 69-70.
  17. ↑ Borrello (1653), Catalogvs Baronum Neapolitano in Regno versantium, pp. 127-128; Comunediposta.it; Mosca (1998), p. 48; Rivera (1930), in Enciclopedia Italiana.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni