| Castello di Piovera | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato attuale | |
| Regione | Piemonte |
| Città | Alluvioni Piovera |
| Indirizzo | Via Balbi, 4 - Piovera |
| Coordinate | 44°57′49.28″N 8°44′20.4″E |
| Informazioni generali | |
| Tipo | castello |
| Stile | medievale |
| Inizio costruzione | XII secolo |
| Condizione attuale | Ristrutturato |
| Visitabile | sì |
| Sito web | www.castellodipiovera.it/ |
| Informazioni militari | |
| Funzione strategica | Difesa e controllo del territorio |
| Occupanti | Visconti; Sforza; Di Mandello; de Sande; Homodei; Balbi |
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Il castello di Piovera è un castello medievale situato nella frazione Piovera del comune di Alluvioni Piovera, in provincia di Alessandria.

Tra l'VIII e il IX secolo il borgo di Piovera si sviluppava attorno a una pieve che, durante l'epoca carolingia, apparteneva alla diocesi di Pavia, solamente dopo la pace di Costanza del 1183 la comunità si costituì in un comune.
Le prime fortificazioni a Piovera vennero costruite intorno al XII secolo si suppone sul sito dove insistevano delle preesistenti strutture risalenti al IX secolo che varie fonti locali collegano rispettiva a siti di epoca romana, longobarda e carolingia, il cosiddetto Castrum Pioperae.
Passata sotto il controllo del ducato di Milano, Piovera fu infeudata a Ottone Mandella o Di Mandello. Nel XIV secolo, sotto la signoria della famiglia Visconti, fu realizzata la base dell'impianto dell'edificio come è ancora oggi riconoscibile.
Per circa due secoli i Di Mandello amministrarono il feudo sotto la sovranità del Ducato di Milano. Con la caduta di quest'ultimo il territorio passò prima sotto dominazione spagnola venendo assegnato nel 1559 il feudo venne assegnato al colonnello Alvaro de Sande che diede così inizio al titolo marchionale nella zona, come da concessione che gli fece Filippo II di Spagna nel 1573.
Intorno al 1615 il castello passò a Carlo Homodeo per poi diventare proprietà dei Balbi di Genova a partire dal 1652. Durante l'amministrazione spagnola e anche sotto i Balbi la fortezza venne trasformata profondamente tramite vari interventi di ristrutturazione convertendola in buona parte a residenza signorile.
Nel 1748 il feudo a seguito della guerra di successione spagnola entrò a far parte dei domini sabaudi rimanendo comunque infeudato alla famiglia Balbi che, anche con la successiva estinzione dei diritti feudali, conservarono la proprietà del castello e delle vaste tenute agricole circostanti fino al XX secolo, trasformando definitivamente il castello in una dimora di campagna.
Passato per via ereditaria alle famiglie Doria e Odescalchi il castello venne ceduto nel 1967 al conte Niccolò Calvi di Bergolo il quale lo aprì al pubblico.

Il castello presenta una pianta quadrilatera con torri cilindriche agli angoli e una torre quadrata sul lato maggiore del complesso e si articola con una forma che ricorda un ferro di cavallo, caratterizzandosi per le quattro torri ovali poste ai suoi spigoli esterni e per le due torri quadrangolari.
Le cortine murarie, realizzate in laterizio, si caratterizzano per la loro marcata scarpatura con le torri che conservano merli ghibellini. Il castello una volta era circondato da un fossato e da una cinta murarie la cui esistenza è ancora leggibile dai resti rimasti intorno all'edificio.
Nella struttura sono ancora leggibili numerosi elementi dell'originario sistema difensivo, tra cui tracce di merlature, una posterla e i resti del meccanismo del ponte levatoio.
Nel corso dei secoli il complesso è stato affiancato da un vasto parco all'inglese e da edifici di servizio, costruiti nell'ottica di conversione dell'edificio a residenza signorile.
A oggi l'edificio è aperto al pubblico e ospita al suo interno percorsi storico-artistici insieme a spazi espositivi legati alla storia del complesso e del territorio rurale circostante.