La Categoriae decem (in latino: "Le dieci categorie"), nota anche come ‘’’’’Paraphrasis Themistiana’’’’’ ("Parafrasi di Temistio"), sono una sintesi delle ‘’Categorie’’ di Aristotele che si ritiene risalgano al IV secolo d.C. Tradizionalmente attribuita a sant'Agostino, oggi è variamente attribuita a Temistio o allo Pseudo-Agostino.
Dall'VIII secolo in poi, questo testo divenne una delle principali fonti di insegnamento della logico nell'Europa medievale, dove fu talvolta considerato una traduzione completa dell'opera di Aristotele, piuttosto che una sintesi. La sua importanza risiede nella rinascita dello studio della logica da essa stimolato nell'Occidente altomedievale, a partire dalla corte di Carlo Magno. Tra coloro che furono influenzati dal testo vi furono: Alcuino, in particolare nel suo De Dialectica, Fredegiso di Tours e Giovanni Scoto Eriugena.
A partire dal X secolo circa, le ‘’Categoriae decem’’ furono progressivamente sostituite dalle traduzioni e dai commenti di Boezio alla ‘’Logica’’ dello Stagirita, finché questi ultimi non furono a loro volta sostituiti da nuove traduzioni derivate da copie arabe e greche dell'opera durante la Rinascita carolingia.