Cenone

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Cenone
Nome originale Caenon
Cronologia
Fondazione ?
Fine 338 a.C.
Amministrazione
Dipendente da Anzio

Cenone (in latino Caenon) era una cittadella che sorgeva sulla costa dell'antico Lazio, a sud di Roma. Fungeva da porto ed emporio della città volsca di Anzio e venne distrutta dai Romani nel 338 a.C.

Storia

Cenone fu una cittadella marittima, sede dell’arsenale navale, prossimo ma distinto da Anzio; venne stato definito oppidum da Tito Livio e πολίχνη τις ἐπιϑαλάττιος da Dionigi di Alicarnasso. Cenone fu anche un emporio commerciale e il porto dal quale gli anziati partivano per le loro scorrerie piratesche.

Nel corso del V secolo a.C. venne coinvolta nei conflitti tra i Volsci e i Romani: nel 469 a.C. la rocca fu attaccata dai Romani guidati dal console Tito Numicio Prisco, che distrussero le infrastrutture portuali, incendiarono le case e catturarono 22 navi da guerra. Nel 338 a.C., dopo la battaglia del fiume Astura che portò alla definitiva capitolazione di Anzio, Cenone venne distrutta e i rostri delle navi della flotta volsca furono portati nel Foro Romano a ornare le tribune degli oratori (dette da allora Rostri).

Localizzazione

L'ubicazione del porto è tuttora ignota: alcune fonti la pongono presso Nettuno e più precisamente nelle fondazioni del castello medievale di Nettuno, alla foce del fiume Loricina, altre fonti la pongono a Capo d'Anzio, dove poi sorse il porto Neroniano, altre ancora alla foce del piccolo fiume Sant'Anastasio, in località Colle Rotondo nel comune di Anzio.

Note

  1. 1 2 A. La Regina, Porto d'Anzio, in Enciclopedia dell'arte antica, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1965.
  2. 1 2 Tito Livio, Ab Urbe condita libri, II, 63.
  3. 1 2 3 4 Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IX, 56.
  4. ↑ Strabone, Geografia, V, 3,5.
  5. ↑ Christian Mauri, "Latium arcaico", Aracne editrice, 2022, pag. 164. Vedere anche "A Fragmented History: A Methodological and Artefactual Approach to the Study of Ancient Settlement in the Territories of Satricum and Antium", Gijs Willem Tol Barkhuis, 2012 - 405 pagine. pag. 11-12. V. Cerri, "Nettuno e la sua Collegiata", 1974. Cempanari – Amodei, "Nettuno e il suo santuario", 1964. R. Paoli, "I grandi centri del passato: Anzio", Roma 1966, pag. 15. G. Bovelli Soffredini, "Neptunia", Roma 1923, p. 32.
  6. ↑ Antium, di Chiara Conte, su 100libripernettuno.it.
  7. ↑ "G. Cifani, A. Guidi, A. M. Jaia, «Nuove ricerche nel territorio di Colle Rotondo ad Anzio» dans G. Ghini (dir.), Lazio e Sabina 7 (atti del Convegno, Roma, 2010), Roma, Edizioni Quasar, 2011, p. 371-372 e note n. 3
  8. ↑ Anzio. A Colle Rotondo l'Oppidum di Caenonem, su inliberauscita.it.

Collegamenti esterni

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