Ecatonchiri

Gli Ecatonchiri (in greco antico Ἑκατόγχειρες?, Hekatóncheires) o Centimani sono dei personaggi della mitologia greca. Sono tre creature primordiali e gigantesche dotate di cento braccia e cinquanta teste che presero parte alla Titanomachia a fianco degli Olimpi. Successivamente (e specialmente nella letteratura latina e medioevale), furono assimilati ai Giganti.

I Titani crollano sotto i massi scagliati dagli Ecatonchiri. (La caduta dei Titani'c) di Peter Paul Rubens, 1637–1638, Museo reale delle belle arti del Belgio, Bruxelles.

Etimologia e denominazione

Il termine Ecatonchiri non nasce in origine come nome proprio, ma corrisponde all'italianizzazione del plurale greco Ἑκατόγχειρες.

Questo termine rappresenta un composto delle parole del greco antico (ἑκατόν, "cento") e (χείρ, "mano" o "braccio"), con il significato letterale di "coloro che hanno cento mani" o "cento braccia".

Nei poemi arcaici di Esiodo, Omero e nella Biblioteca di Apollodoro (che li chiamano "dalle cento braccia" o "cento mani"), l'espressione viene usata principalmente in forma aggettivale o descrittiva per indicare la caratteristica anatomica dei tre fratelli.

Nella letteratura latina, l'espressione greca è stata tradotta con il calco letterale Centimani (da *centum*, "cento", e *manus*, "mano"), mentre nell'uso moderno ed enciclopedico prevale l'adattamento diretto del sostantivo plurale greco, ovvero Ecatonchiri.

Nomi dei tre fratelli

Lo stesso argomento in dettaglio: Briareo, Cotto (mitologia) e Gige (ecatonchiro).

I loro nomi sono Briareo, Cotto e Gige.

Genealogia

Figli di Urano e di Gea.

Il latino Igino cita solo due dei tre Centimani (Briareo e Gige), li associa ai Titani e scrive che siano figli dell'Etere e di Gea.

Mitologia

Subito dopo la loro nascita, a causa della loro spaventosa stazza e della forza immensa, i tre fratelli furono imprigionati dal padre Urano nelle viscere della Terra. Successivamente per consiglio di Gea furono liberati da Zeus, che in cambio chiese loro di schierarsi con lui e gli Olimpi nella Titanomachia. Dopo che furono rifocillati con nettare ed ambrosia, Cotto, uno dei tre fratelli, rispose ringraziando per la liberazione ed accettando di allearsi con loro nella guerra.

Durante la battaglia decisiva, i tre Centimani furono in grado di scagliare contemporaneamente trecento enormi massi contro i Titani loro avversari che ne furono travolti.

Questa loro azione favorì la vittoria di Zeus., che rinchiuse i Titani nel Tartaro e pose i tre fratelli a guardia delle porte di bronzo che lo chiudevano.

I tre fratelli dimorano nelle profondità dell'oceano.

Localizzazione geografica e mitologia comparata

Nella tradizione mitografica antica, la dimora degli Ecatonchiri venne talvolta legata a precise regioni geografiche ai confini del mondo greco. Nel IV secolo a.C., lo scrittore Palefato, adottando un approccio evemeristico e razionalista, localizzò l'origine dei tre fratelli in Caonia (regione storica divisa tra l'Epiro greco e l'Albania meridionale) e secondo l'autore, i tre non sarebbero stati mostri dalle cento braccia, ma guerrieri provenienti da una città o regione chiamata Ecatonchiria (in greco antico Ἑκατονχειρία?, Hekatoncheiría), intervenuti a supporto degli dei dell'Olimpo contro i Titani.

Gli studi di mitologia comparata e antropologia culturale hanno evidenziato significative assonanze tra le figure degli Ecatonchiri e il sostrato folklorico delle popolazioni paleo-balcaniche ed illiriche. Nel ciclo epico albanese dei "Canti degli Eroi" (Kângë Kreshnikësh che fanno parte della mitologia albanese) sopravvivono figure di eroi e giganti di montagna (i Kreshnikë, come Muji e Halil) caratterizzati da stazza colossale, forza sovrumana e dalla capacità di sradicare alberi o scagliare enormi massi in battaglia, tratti che la folcloristica e l'indoeuropeistica riconducono a un patrimonio mitico arcaico condiviso nell'area balcanica. Inoltre, la presenza storica di fenotipi di elevata statura nella dorsale delle Alpi Dinariche ha contribuito, nella letteratura di viaggio tra il XVIII e XIX secolo, ad alimentare la suggestione di un legame tra la geologia e le popolazioni locali e i miti greci sulle razze gigantesche dell'antichità.

Nella cultura di massa

Note

  1. ↑ Ezio Pellizer, Ecatonchiri (PDF), in Dizionario Etimologico della Mitologia Greca, 2013. URL consultato il 15 agosto 2026 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2018).
  2. 1 2 3 4 (EN) Esiodo, Teogonia, 147, su topostext.org. URL consultato il 16 agosto 2026.
  3. ↑ (EN) Omero, Iliade, I, 400, su topostext.org. URL consultato il 17 agosto 2026.
  4. 1 2 3 4 (EN) Apollodoro, Biblioteca, I, 1.1, su topostext.org. URL consultato il 16 agosto 2026.
  5. 1 2 (EN) Igino, Fabulae, prefatio, 2, su topostext.org. URL consultato il 4 agosto 2026.
  6. ↑ (EN) Esiodo, Teogonia, 654, su topostext.org. URL consultato il 17 agosto 2026.
  7. ↑ (EN) Esiodo, Teogonia, 664 e seguenti, su topostext.org. URL consultato il 17 agosto 2026.
  8. 1 2 (EN) Esiodo, Teogonia, 807, su topostext.org. URL consultato il 17 agosto 2026.
  9. ↑ (EN) Palefato, Sulle storie incredibili, 19, su topostext.org. URL consultato il 16 agosto 2026.
  10. ↑ Robert Elsie, A Dictionary of Albanian Religion, Mythology, and Folk Culture, C. Hurst & Co. Publishers, 2001, pp. 147-149.
  11. ↑ Johann Georg von Hahn, Albanesische Studien, Jena, 1854.

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