| Cercopiteco di Hamlyn | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Classe | Mammalia |
| Sottoclasse | Theria |
| Infraclasse | Eutheria |
| Superordine | Euarchontoglires |
| (clade) | Euarchonta |
| Ordine | Primates |
| Sottordine | Haplorrhini |
| Infraordine | Simiiformes |
| Parvordine | Catarrhini |
| Superfamiglia | Cercopithecoidea |
| Famiglia | Cercopithecidae |
| Sottofamiglia | Cercopithecinae |
| Tribù | Cercopithecini |
| Genere | Cercopithecus |
| Specie | C. hamlyni |
| Nomenclatura binomiale | |
| Cercopithecus hamlyni Pocock, 1907 | |
| Sinonimi | |
|
Cercopithecus leucampyx aurora | |
| Areale | |
Il cercopiteco di Hamlyn (Cercopithecus hamlyni Pocock, 1907) è una specie di primate della famiglia Cercopithecidae, appartenente alla sottofamiglia Cercopithecinae e alla tribù Cercopithecini. È diffuso nelle foreste tropicali della Repubblica Democratica del Congo orientale e del Ruanda sud-occidentale, dove frequenta ambienti di pianura, foreste montane e formazioni a bambù.
È un cercopiteco di dimensioni relativamente grandi, caratterizzato da un mantello grigio scuro, da una vistosa striscia bianca che attraversa verticalmente il volto e dalla particolare conformazione della regione facciale, che ricorda vagamente quella di un gufo. A differenza della maggior parte delle specie del genere Cercopithecus, possiede abitudini prevalentemente terricole, trascorrendo una parte considerevole del tempo al suolo, dove ricerca numerose risorse alimentari. La specie è relativamente elusiva e difficile da osservare direttamente. Le conoscenze sulla sua biologia derivano soprattutto da indagini condotte nelle foreste dell'Ituri e nel parco nazionale di Nyungwe, oltre che da ricerche comparative con il lesula (Cercopithecus lomamiensis), il suo parente evolutivo più prossimo.
Il cercopiteco di Hamlyn è classificato come specie vulnerabile (Vulnerable, VU) nella Lista rossa IUCN, principalmente a causa della caccia, della degradazione degli habitat forestali e della frammentazione delle popolazioni montane.
Il cercopiteco di Hamlyn venne descritto scientificamente nel 1907 dallo zoologo britannico Reginald Innes Pocock, sulla base di un esemplare proveniente dalla foresta dell'Ituri, nell'attuale Repubblica Democratica del Congo. La descrizione originale, intitolata Description of a new species of monkey (Cercopithecus Hamlyni) from the Ituri Forest, venne pubblicata negli Annals and Magazine of Natural History, settima serie, volume 20, alle pagine 521-522. Il nome specifico hamlyni venne attribuito in onore di un commerciante di animali che aveva contribuito a far conoscere la specie agli zoologi europei.
Il cercopiteco di Hamlyn appartiene al genere Cercopithecus, all'interno del quale presenta caratteristiche ecologiche relativamente insolite. La sua stretta parentela con il lesula (Cercopithecus lomamiensis) è stata evidenziata da studi morfologici, genetici e acustici. Il lesula venne descritto scientificamente nel 2012 da John A. Hart e collaboratori, sulla base di esemplari provenienti dalle foreste del bacino centrale del Congo.
La ricerca ha evidenziato somiglianze importanti tra le due specie, comprese le abitudini prevalentemente terricole, alcuni caratteri morfologici e la struttura dei richiami vocali profondi.
Uno studio pubblicato nel dicembre 2025 sulla rivista Genome Biology ha approfondito la storia evolutiva del cercopiteco di Hamlyn e del lesula mediante il sequenziamento del genoma dell'olotipo di quest'ultimo e il confronto con dati genomici di altri cercopitecini. L'analisi ha confermato che Cercopithecus hamlyni e Cercopithecus lomamiensis costituiscono due specie strettamente imparentate. La separazione evolutiva tra le loro linee è stata stimata a circa 3,8 milioni di anni fa, con un intervallo di incertezza compreso approssimativamente tra 2,5 e 5,2 milioni di anni.
Lo studio ha inoltre identificato segnali di selezione positiva in geni associati alla colorazione del mantello, alle funzioni immunitarie e ad alcuni caratteri scheletrici e locomotori. Questi risultati potrebbero contribuire a chiarire l'evoluzione delle abitudini terricole, relativamente rare tra i cercopitechi. Le analisi hanno inoltre evidenziato una diversità genetica relativamente elevata in entrambe le specie, nonostante il loro stato di conservazione sfavorevole. Gli autori hanno concluso che, almeno sulla base dei dati genomici esaminati, la perdita di diversità genetica non sembra costituire una minaccia immediata paragonabile alla diminuzione delle popolazioni e alla distruzione degli habitat.
La classificazione tradizionale distingueva due sottospecie:
La distinzione tra le due forme venne proposta principalmente sulla base di differenze morfologiche, tra cui la presenza o l'assenza della caratteristica striscia chiara sul naso. La validità di C. h. kahuziensis è stata tuttavia messa in discussione dalle revisioni successive. La valutazione IUCN del 2019 non riconosce formalmente questa forma come sottospecie distinta, in attesa di ulteriori verifiche tassonomiche. Anche l'Integrated Taxonomic Information System considera attualmente Cercopithecus hamlyni kahuziensis un sinonimo di Cercopithecus hamlyni.
Il riconoscimento delle due sottospecie rimane pertanto una classificazione storica, non uniformemente adottata dalle principali fonti tassonomiche attuali.




Il cercopiteco di Hamlyn è una scimmia di taglia media, caratterizzata da una corporatura relativamente robusta, arti sviluppati e una lunga coda non prensile. La lunghezza della testa e del tronco è generalmente compresa tra 50 e 65 cm. Il peso presenta un evidente dimorfismo sessuale, con maschi adulti che possono raggiungere 7-10 kg e femmine generalmente comprese tra 4 e 5 kg. Il mantello è folto e prevalentemente grigio scuro, con tonalità che possono variare dal grigio ardesia al bruno-grigiastro. La colorazione è relativamente uniforme sul dorso, sugli arti e sulla sommità della testa, mentre la regione ventrale può essere leggermente più chiara.
Il volto presenta una caratteristica pigmentazione scura ed è attraversato da una vistosa striscia bianca che si estende dalla fronte lungo il naso, formando un disegno grossolanamente simile a una T. Questa marcatura costituisce uno dei caratteri più facilmente riconoscibili della specie e contribuisce alla particolare somiglianza del volto con quello di un gufo. Le guance sono ricoperte da peli relativamente lunghi, che formano una cornice intorno alla regione facciale. Gli occhi, rivolti anteriormente, conferiscono al volto un'espressione particolarmente caratteristica. Le mani e i piedi sono relativamente robusti e provvisti di dita mobili, adattate sia alla presa sui rami sia agli spostamenti sul terreno.
La coda è lunga e non prensile. Svolge soprattutto una funzione di equilibrio durante la locomozione, sia sugli alberi sia durante gli spostamenti terrestri. Una caratteristica distintiva è la colorazione della regione perineale. Entrambi i sessi presentano una pigmentazione bluastra delle natiche, mentre nei maschi adulti lo scroto può assumere una vistosa colorazione azzurra e il pene una tonalità rossastra. Queste colorazioni rappresentano una forma di segnalazione visiva comune a diversi cercopitecini e possono contribuire al riconoscimento sessuale e alle interazioni sociali. Come gli altri membri della sottofamiglia Cercopithecinae, il cercopiteco di Hamlyn possiede tasche guanciali, utilizzate per immagazzinare temporaneamente gli alimenti raccolti.
La corporatura relativamente robusta e le caratteristiche degli arti sono coerenti con le sue abitudini terricole, particolarmente sviluppate rispetto a quelle di numerosi altri cercopitechi africani.

Il cercopiteco di Hamlyn è diffuso principalmente nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, con una popolazione isolata nel Ruanda sud-occidentale. L'areale principale comprende le foreste situate a est del sistema fluviale Congo-Lualaba, attraverso i bacini dei fiumi Lindi, Ituri, Maiko, Lowa e Ulindi, fino alle foreste montane del Rift Albertino. A nord, la distribuzione è delimitata approssimativamente dal sistema fluviale Lindi-Nepoko, mentre a sud raggiunge il limite delle foreste tropicali umide, intorno al quarto parallelo sud. Il nucleo principale dell'areale si trova nelle foreste congolesi di pianura, mentre le popolazioni montane occupano settori relativamente limitati e spesso isolati.
La specie è presente approssimativamente tra 450 e 3200 m di altitudine, con una distribuzione che comprende ambienti ecologicamente molto differenti. In Ruanda è documentata una popolazione nel parco nazionale di Nyungwe. La sua presenza attuale in Burundi e Uganda non è stata confermata in modo sufficientemente attendibile.
Le foreste tropicali umide di pianura costituiscono l'habitat principale della specie. In questi ambienti il cercopiteco di Hamlyn frequenta soprattutto foreste mature, caratterizzate da una copertura arborea relativamente continua e da una vegetazione complessa. Nella fascia altitudinale compresa approssimativamente tra 450 e 1000 m, la specie è presente principalmente nelle foreste primarie, sebbene possa utilizzare anche alcune formazioni secondarie relativamente mature. Nella riserva faunistica degli okapi, nella foresta dell'Ituri, è stata documentata la presenza in foreste secondarie di età avanzata, mentre le formazioni secondarie giovani sembrano risultare meno favorevoli. Una parte considerevole dell'attività quotidiana si svolge sul terreno forestale, dove gli animali ricercano frutti caduti, semi e altre risorse vegetali.
Nelle regioni montane del Rift Albertino il cercopiteco di Hamlyn frequenta foreste umide e formazioni dominate da bambù. Questi ambienti presentano condizioni climatiche relativamente fresche e una vegetazione differente da quella delle foreste tropicali di pianura. La presenza dei bambuseti riveste particolare importanza per alcune popolazioni montane, che utilizzano intensamente i germogli come risorsa alimentare. Tra le aree protette nelle quali la specie è presente figurano il parco nazionale di Kahuzi-Biega e alcuni settori del parco nazionale dei Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo.
In Ruanda, la popolazione nota è concentrata nella parte meridionale del parco nazionale di Nyungwe, in prossimità del confine con il Burundi. Uno studio pubblicato nel 2011 su Oryx ha documentato la presenza della specie in una superficie di circa 32 km², comprendente approssimativamente 16 km² di bambuseto relativamente puro e altri 16 km² di vegetazione mista di bambù e foresta. Questa popolazione è particolarmente importante perché rappresenta uno dei nuclei più orientali e isolati dell'areale.
Il cercopiteco di Hamlyn presenta una dieta relativamente varia, comprendente frutti, semi, germogli, foglie, vegetazione erbacea e funghi. La composizione dell'alimentazione varia considerevolmente in relazione all'altitudine, alla struttura dell'habitat e alla disponibilità stagionale delle risorse. Nelle foreste tropicali di pianura della Repubblica Democratica del Congo, gli animali ricercano frequentemente il cibo sul terreno, sfruttando soprattutto frutti e semi caduti dagli alberi. Nella foresta dell'Ituri è stato documentato il consumo di giovani plantule durante gli episodi di fruttificazione massiva di Gilbertiodendron dewevrei, una specie arborea particolarmente importante nella struttura di alcune foreste dell'Africa centrale. Durante i periodi di minore disponibilità dei frutti possono essere utilizzati anche funghi e piante erbacee.
Nelle popolazioni montane la dieta presenta caratteristiche differenti. Nel parco nazionale di Nyungwe, gli animali consumano abbondantemente germogli di bambù, che costituiscono una delle principali risorse alimentari disponibili nei settori forestali frequentati. Una dipendenza relativamente elevata dai bambuseti è stata ipotizzata anche per le popolazioni montane del parco nazionale di Kahuzi-Biega e del monte Tshiaberimu. La diversità degli ambienti utilizzati suggerisce che il cercopiteco di Hamlyn possieda una notevole flessibilità alimentare, adattando la dieta alle risorse disponibili localmente. Le informazioni quantitative relative alla composizione della dieta rimangono tuttavia limitate, soprattutto per le popolazioni congolesi di pianura.
Il cercopiteco di Hamlyn è un primate diurno, con abitudini prevalentemente terricole. A differenza della maggior parte dei cercopitechi del genere Cercopithecus, che trascorrono gran parte del tempo nella vegetazione arborea, questa specie utilizza intensamente il terreno forestale per spostarsi e ricercare gli alimenti. La locomozione è prevalentemente quadrupede e comprende spostamenti sul terreno, arrampicate e movimenti tra i rami. La specie è in grado di utilizzare la vegetazione arborea per il riposo e per raggiungere determinate risorse alimentari, ma la ricerca del cibo avviene frequentemente al suolo. Queste abitudini sono condivise con il lesula (Cercopithecus lomamiensis), che presenta una specializzazione ecologica simile. Il comportamento del cercopiteco di Hamlyn è generalmente discreto ed elusivo.
Gli individui tendono spesso ad allontanarsi prima di essere individuati dagli osservatori, rendendo particolarmente difficili i censimenti basati sugli avvistamenti diretti. Questa caratteristica può determinare una sottostima della consistenza delle popolazioni, soprattutto nelle foreste dense. Le indagini mediante fototrappole e l'ascolto delle vocalizzazioni all'alba rappresentano pertanto strumenti particolarmente utili per rilevare la presenza della specie.
Il cercopiteco di Hamlyn vive in gruppi sociali generalmente relativamente piccoli. Le informazioni disponibili indicano aggregazioni comprendenti un maschio adulto, alcune femmine e individui immaturi, sebbene la composizione precisa dei gruppi rimanga poco conosciuta. Nelle foreste di pianura del parco nazionale di Kahuzi-Biega e dell'Ituri, le osservazioni dirette hanno frequentemente riguardato gruppi composti da due o tre individui. Questi valori potrebbero tuttavia rappresentare conteggi incompleti, poiché la specie tende a nascondersi nella vegetazione e a evitare gli osservatori.
Uno studio condotto nel parco nazionale di Nyungwe tra il 2008 e il 2009 ha rilevato una dimensione media di 3,6 individui per gruppo, con osservazioni comprese tra singoli individui e gruppi di 11 esemplari. Altre osservazioni hanno documentato gruppi più numerosi, comprendenti anche oltre 20 individui. La forte variabilità dei conteggi sottolinea la difficoltà di determinare le dimensioni effettive dei gruppi mediante semplici incontri visivi. Le conoscenze relative alle gerarchie di dominanza, alle relazioni tra le femmine e alla dispersione dei maschi rimangono limitate.
È verosimile che la comunicazione vocale svolga un ruolo importante nel mantenimento dei contatti tra individui che si muovono nella vegetazione fitta, ma le funzioni sociali dei differenti richiami non sono ancora state studiate in modo sistematico.
Uno degli aspetti più interessanti della biologia del cercopiteco di Hamlyn è la produzione di vocalizzazioni profonde e sonore, note nella letteratura scientifica come boom calls. Questi richiami vengono emessi soprattutto nelle prime ore del mattino e costituiscono uno dei segnali più facilmente rilevabili della presenza della specie nelle foreste.
Una ricerca pubblicata nel 2012 su PLoS ONE, dedicata alla descrizione del lesula, ha confrontato le vocalizzazioni di quest'ultimo con quelle del cercopiteco di Hamlyn. Lo studio ha analizzato 49 registrazioni utilizzabili, delle quali 43 attribuite a Cercopithecus hamlyni e sei a Cercopithecus lomamiensis.
I richiami delle due specie risultavano caratterizzati da frequenze relativamente basse e da una diminuzione progressiva della frequenza fondamentale durante l'emissione. Nel cercopiteco di Hamlyn, la frequenza media iniziale era di circa 205 Hz e quella finale di circa 188 Hz, mentre la durata media dei richiami era di circa 0,37 secondi. Le vocalizzazioni venivano generalmente prodotte in brevi sequenze di due o tre richiami. In alcuni casi, individui differenti emettevano vocalizzazioni sovrapposte, suggerendo la possibilità di risposte reciproche tra i membri del gruppo. Le somiglianze acustiche tra i richiami del cercopiteco di Hamlyn e quelli del lesula costituiscono un ulteriore elemento a sostegno della loro stretta parentela evolutiva.

La biologia riproduttiva del cercopiteco di Hamlyn è ancora poco conosciuta, soprattutto a causa delle difficoltà di osservazione delle popolazioni selvatiche. Le informazioni disponibili suggeriscono che la specie presenti una riproduzione relativamente lenta, caratterizzata dalla nascita di un solo piccolo per parto. Come negli altri cercopitechi, la madre provvede all'allattamento, al trasporto e alla protezione del neonato durante le prime fasi dello sviluppo. Con la crescita, i giovani iniziano progressivamente a esplorare l'ambiente e a consumare alimenti solidi. La durata della gestazione, l'età della maturità sessuale e gli intervalli tra le nascite non sono stati documentati in modo sufficientemente approfondito per le popolazioni naturali.
Anche le informazioni relative alla stagionalità riproduttiva e alle cure parentali fornite da individui diversi dalla madre rimangono limitate. La scarsità di dati impedisce di definire con precisione il potenziale riproduttivo della specie e la sua capacità di recupero dopo un declino demografico.
Nelle foreste della Repubblica Democratica del Congo, il cercopiteco di Hamlyn è esposto alla predazione da parte di diversi carnivori e grandi rapaci. Tra i predatori documentati figurano il leopardo (Panthera pardus) e l'aquila coronata (Stephanoaetus coronatus). Le abitudini prevalentemente terricole possono aumentare l'esposizione ai predatori terrestri, sebbene la vegetazione fitta offra numerose possibilità di occultamento. Il comportamento discreto e la tendenza ad allontanarsi silenziosamente dagli osservatori potrebbero contribuire anche alla riduzione del rischio di predazione. La specie partecipa inoltre alle reti trofiche delle foreste tropicali attraverso il consumo di frutti, semi, vegetazione erbacea e funghi.
La ricerca del cibo sul terreno forestale la distingue ecologicamente dalla maggior parte dei cercopitechi arboricoli, permettendole di utilizzare risorse alimentari differenti.
Il cercopiteco di Hamlyn è classificato come specie vulnerabile (Vulnerable, VU) nella Lista rossa IUCN, secondo la valutazione pubblicata nel 2019. La categoria è stata assegnata in base al criterio A4cd, relativo alla riduzione stimata della popolazione in un periodo comprendente il passato e il futuro. La valutazione IUCN prevede un declino complessivo superiore al 30% nell'arco di trent'anni, dal 2003 al 2033, considerando una durata media della generazione di circa dieci anni. La tendenza demografica è considerata decrescente.
Le principali minacce sono rappresentate dalla caccia, dalla perdita e frammentazione degli habitat e dall'espansione delle attività minerarie e agricole.
La caccia per il consumo della carne selvatica rappresenta una delle principali minacce. Le abitudini terricole possono rendere la specie particolarmente vulnerabile alle trappole collocate sul terreno forestale. La presenza di cacciatori nelle aree forestali può inoltre determinare perturbazioni che modificano il comportamento degli animali e la loro distribuzione locale. La pressione venatoria è particolarmente problematica nelle regioni della Repubblica Democratica del Congo interessate da conflitti armati e da attività estrattive, nelle quali l'applicazione delle misure di protezione risulta spesso difficoltosa.
La progressiva riduzione della copertura forestale rappresenta un'ulteriore minaccia. Nelle regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo, l'espansione agricola, la crescita degli insediamenti e le attività minerarie contribuiscono alla trasformazione degli ecosistemi forestali. La frammentazione degli habitat è particolarmente grave nelle regioni montane, dove alcune popolazioni risultano isolate in frammenti relativamente piccoli. Tra queste figurano le popolazioni del monte Tshiaberimu, di alcuni settori del parco nazionale di Kahuzi-Biega e del parco nazionale di Nyungwe. La perdita dei collegamenti tra i diversi frammenti forestali può ridurre gli scambi genetici e aumentare la vulnerabilità delle popolazioni alle perturbazioni locali.
La popolazione del parco nazionale di Nyungwe rappresenta uno dei nuclei più isolati della specie. Uno studio pubblicato nel 2011 ha esaminato la distribuzione e l'abbondanza relativa degli animali nell'area dei bambuseti meridionali del parco. I ricercatori hanno percorso complessivamente 185 km di transetti, rilevando 15 incontri diretti con gruppi di cercopitechi di Hamlyn. La frequenza media degli incontri era pari a 0,081 gruppi per chilometro, mentre la dimensione media dei gruppi osservati era di 3,6 individui.
La ricerca ha utilizzato anche fototrappole, ottenendo otto fotografie della specie durante 182 giornate complessive di funzionamento. Questi risultati hanno confermato la presenza di una popolazione relativamente localizzata, la cui conservazione dipende strettamente dalla tutela dei bambuseti e delle foreste circostanti. Tra le principali minacce figurano il taglio illegale del bambù e la presenza di trappole destinate alla cattura di animali selvatici. Gli autori hanno sottolineato l'importanza della cooperazione tra Ruanda e Burundi per la gestione delle pressioni umane nelle zone vicine al confine.
Il cercopiteco di Hamlyn è presente in diverse aree protette dell'Africa centrale. Tra le principali figurano la riserva faunistica degli okapi, il parco nazionale di Kahuzi-Biega, il parco nazionale di Maiko e alcuni settori del parco nazionale dei Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo, e il parco nazionale di Nyungwe, in Ruanda. La specie è inoltre inclusa nell'Appendice II della CITES, che regolamenta il commercio internazionale degli esemplari. La conservazione a lungo termine richiede la protezione delle foreste residue, la riduzione della caccia e il mantenimento dei collegamenti ecologici tra le popolazioni.
Ulteriori ricerche sulla distribuzione, sulla consistenza demografica e sulla biologia riproduttiva potranno contribuire a definire con maggiore precisione le priorità di conservazione.