
Un cervo bianco (o cerva bianca per la femmina) è un esemplare di colore bianco di cervo nobile, wapiti, cervo sika, cervo pomellato, renna o alce. Anche gli esemplari bianchi di specie come il daino, il capriolo, il cervo dalla coda bianca, il cervo mulo o il rusa vengono definiti allo stesso modo. La colorazione completamente bianca è il risultato del leucismo, una condizione che causa la perdita della pigmentazione naturale di peli e pelle. Il cervo bianco ha avuto un ruolo di primo piano nella mitologia di molte culture.
Il leucismo è una rara anomalia genetica che causa una riduzione del pigmento nei peli e nella pelle di un animale. Il colore naturale del cervo nobile varia dal rosso scuro al marrone. Spesso si pensa che i cervi bianchi siano albini; tuttavia, a differenza degli albini, che presentano i caratteristici occhi rossi, i cervi affetti da leucismo hanno una normale colorazione degli occhi. Il leucismo si distingue biologicamente dall'albinismo in quanto causa una ridotta pigmentazione in tutti i tipi di pelle, e non solo una carenza di melanina. Esiste anche una variante cromatica nera del cervo dalla coda bianca, che presenta melanismo. Sebbene sia raro nel loro areale naturale, in alcune regioni del Texas centrale si registra un'incidenza fino all'8,5% di cervi neri.

Il cervo bianco occupa un posto di rilievo nelle tradizioni di molte culture. Nella mitologia celtica sono considerati messaggeri dell'oltretomba; svolgevano un ruolo importante anche in altre culture pre-indoeuropee, specialmente nel nord. I Celti credevano che il cervo bianco apparisse quando qualcuno trasgrediva un tabù, come quando Pwyll sconfinò nei terreni di caccia di Arawn. Nel folclore inglese, il cervo bianco è associato alla figura di Herne il Cacciatore.
Il ciclo arturiano afferma che la creatura possiede la perenne capacità di sfuggire alla cattura e che il suo inseguimento rappresenta la ricerca spirituale dell'umanità. Segnalava inoltre che per i cavalieri del regno era giunto il momento di intraprendere una missione.
Nel cattolicesimo e nella religione ortodossa, il cervo bianco fu in parte responsabile della conversione del martire Sant'Eustachio. Eustachio ebbe una visione di Cristo tra le corna del cervo e gli fu predetto che avrebbe sofferto per lui. Una leggenda simile è associata a Sant'Uberto.

Il Cervo Bianco (White Hart) era l'emblema di re Riccardo II d'Inghilterra, che probabilmente lo derivò dallo stemma di sua madre, Giovanna di Kent (la "Bella Fanciulla del Kent"), erede di Edmondo di Woodstock. Potrebbe anche essersi trattato di un gioco di parole con il suo nome, come in "Rich-hart" (Riccardo-cervo). Il Cervo Bianco di Riccardo è sdraiato e indossa una corona d'oro come collare, attaccata a una lunga catena d'oro, a simboleggiare sia le sofferenze di Cristo sia il fardello della regalità di Riccardo, nobile e allo stesso tempo incatenata. Questo simbolo associava il governo di Riccardo alla pietà e ne riaffermava l'autorità divina. L'emblema è in primo piano in una celebre opera d'arte religiosa della fine del XIV secolo, il Dittico di Wilton (National Gallery di Londra), considerato il più antico ritratto autentico e contemporaneo di un re inglese. Nei dipinti del dittico, Riccardo II è raffigurato con indosso un gioiello d'oro e smalto a forma di Cervo Bianco, e persino gli angeli che circondano la Vergine Maria portano tutti spille con lo stesso emblema. Su uno dei pannelli posteriori, è dipinto un Cervo Bianco seduto su un letto di rosmarino, simbolo di ricordo e dolore.
Il cervo bianco è stato invocato per il suo simbolismo anche nella società contemporanea. Nel 1909 Ezra Pound pubblicò una poesia intitolata The White Stag ("Il cervo bianco") nella sua raccolta Personae. Robert Baden-Powell, fondatore del movimento scout, parlò del cervo bianco agli scout durante il Jamboree mondiale del 1933 a Gödöllő, in Ungheria:

Oggi, il ramo ungherese degli scout utilizza il cervo bianco come simbolo. L'animale è presente anche nella mitologia ungherese; si credeva infatti che un cervo bianco avesse guidato i fratelli Hunor e Magor in Scizia, un evento che precedette la formazione dei popoli degli Unni e dei Magiari.
Il colore bianco è stato a lungo associato alla purezza; nella cultura celtica, questo colore rappresentava anche l'oltretomba. Nella società moderna, le persone si sono attivate per proteggere il cervo bianco in quanto vestigio di bellezza, e la caccia a questo animale ha spesso suscitato indignazione a causa della sua natura rara e sfuggente.
Per i primi esseri umani, il cervo rappresentava una risorsa preziosa, fornendo nutrimento, indumenti e altri accessori, e potrebbe aver svolto un ruolo importante nelle culture totemiche.