Chaim Israel Eiss

Chaim Israel Eiss

Chaim Israel Eiss in ebraico חיים ישראל אייז‎? (Ustrzyki Dolne, 16 settembre 1876 – Zurigo, novembre 1943) è stato uno scrittore polacco e attivista ebreo tra i fondatori dell'Agudath Israel nel 1912.

Durante la prima guerra mondiale organizzò una rete di soccorso per i rifugiati. Durante la seconda guerra mondiale operò a favore degli ebrei nell'Europa occupata dai nazisti come membro del Gruppo Ładoś.

Biografia

Chaim Israel Eiss nacque a Ustrzyki Dolne, in Galizia, (allora parte dell'Impero austro-ungarico, oggi in Polonia), uno degli 11 figli del rabbino Moshe Nissan Eiss e di sua moglie Myria Kessler. Fu l'unico dei figli a sopravvivere a un'epidemia di difterite, malattia per la quale all'epoca non esistevano cure. Dopo la morte degli altri figli, il padre portò il giovane Israel dal rabbino Sadigora che lo benedisse e gli diede il nome aggiuntivo Chaim.

Eiss non ha ricevuto un'educazione laica. Nel 1943 dichiarò:

(inglese)
«I taught myself to write at a later age. I did not learn any trade either as my father wanted me to be a rabbi. For this reason, I then only completed Jewish religious studies»
(italiano)
«Imparai a scrivere da solo in età avanzata. Non ho imparato alcun mestiere, mio padre voleva che diventassi rabbino. Per questo motivo ho completato solo gli studi sulla religione ebraica»

Nel 1900 si trasferì a Zurigo, in Svizzera, con l'intenzione di studiare. Data la mancanza di mezzi economici, iniziò a lavorare come venditore porta a porta. L'anno successivo, nel 1901, Eiss aprì un proprio negozio e sposò Adele Holles. La coppia ebbe 10 figli.

Attivismo in Agudat Yisrael

Eiss fu tra i fondatori di Agudat Yisrael e ne divenne uno dei principali attivisti. Operando prevalentemente dietro le quinte, assunse un ruolo di grande influenza: ogni proposta destinata alla ratifica del Presidium veniva preventivamente sottoposta alla sua valutazione.

Durante la prima guerra mondiale, Eiss istituì un vasto sistema di soccorso per i rifugiati. Tale sistema si occupava di identificare le persone in difficoltà, valutare le loro necessità primarie e raccogliere i fondi necessari per l'assistenza.

I principali rabbini dell'epoca affidarono a Eiss la direzione fiduciaria di tutti i fondi di Agudat Yisrael gestiti dalla sede in Svizzera. Tra questi figuravano il Fondo di aiuto per gli orfani, il Fondo per la Terra d'Israele e il Fondo per le Yeshivah polacche e lituane. Eiss gestiva la ricezione dei contributi da tutto il mondo e ne curava il trasferimento ai destinatari.

Eiss era attivo anche in campo editoriale: pubblicava e dirigeva la rivista Haderech di Agudat Yisrael. Curava personalmente la stesura di tutti gli articoli, oltre a essere responsabile diretto della stampa e della distribuzione del periodico. Collaborò inoltre regolarmente con il settimanale di Agudat Yisrael, Kol Yisrael, stampato a Gerusalemme. Utilizzava tale piattaforma per diffondere le sue posizioni tra la popolazione di Eretz Israel.

Attivismo nel Gruppo Ładoś

Lo stesso argomento in dettaglio: Gruppo Ładoś e Archivio Eiss.

La residenza di Eiss nella Svizzera neutrale durante la seconda guerra mondiale lo pose in una posizione strategica per agire come intermediario tra gli ebrei residenti nei Paesi sotto occupazione nazista e le sedi di Agudat Yisrael a Londra, New York e Istanbul. Eiss era responsabile del trasferimento di informazioni e richieste d'aiuto, oltre a facilitare l'invio di fondi, fotografie (necessarie per i documenti d'identità) e richieste di localizzazione dei familiari in Europa. Ricevendo centinaia di lettere dai territori occupati dai nazisti, fu tra i primi a rendersi pienamente conto della gravità delle atrocità in corso.

Interrogato dalla polizia svizzera nel maggio 1943, Eiss ammise di collaborare con i diplomatici polacchi per l'ottenimento di passaporti stranieri falsificati (o 'documenti latinoamericani'), ottenuti illegalmente tramite il console onorario del Paraguay, Rudolf Hugli.

(inglese)
«I always contact the Polish Consul, Rokicki, who then, in turn, contacts the Paraguayan Consul, Hügli in Bern, who issues the documents. Then, presumably, Rokicki must pay some amount to Mr Hügli. The certificates are then be sent to Poland in the original, whereas the passports are to be photocopied and the copies notarised»
(italiano)
«Io contatto sempre il console polacco, Rokicki, che poi, a sua volta, contatta il console paraguaiano, Hügli a Berna, che rilascia i documenti. Poi, presumibilmente, Rokicki deve pagare una certa somma al signor Hügli. I certificati devono poi essere inviati in Polonia in originale, mentre i passaporti devono essere fotocopiati e le copie autenticate»

Eiss otteneva le copie dei passaporti (presumibilmente tramite il diplomatico ebreo-polacco Juliusz Kühl, braccio destro di Aleksander Ładoś) e le faceva entrare clandestinamente nella zona di occupazione tedesca. Questi documenti erano accompagnati da certificati che attestavano la cittadinanza paraguaiana degli interessati. Per eludere la censura, Eiss utilizzava spesso i nomi dei suoi conoscenti come mittenti fittizi. Egli specificò che "Tutti i destinatari erano ebrei religiosi che vivevano a Varsavia e a Będzin".

I possessori di tali passaporti paraguaiani venivano internati in campi in Francia e Germania, scampando così all'immediato invio ai campi di sterminio. Centinaia di persone riuscirono in questo modo a sopravvivere alla guerra. Nel 1944, a seguito delle pressioni esercitate dalla Polonia, il Paraguay riconobbe temporaneamente la validità dei documenti.

Il sistema di comunicazione che Eiss mise in piedi per far contrabbandare i documenti fu complesso e rischioso. Il servizio postale non ufficiale era condotto da residenti non ebrei dei Paesi occupati, persone a cui Eiss si riferiva nelle sue lettere come ariani puri, e la fraseologia criptata utilizzata era studiata per superare il controllo della censura e per essere compresa solo dai destinatari. Un esempio può essere visto in una lettera indirizzata alla sezione americana di Agudat Yisrael, prima che l'opinione pubblica fosse consapevole dello sterminio nazista: "Il nostro amico Rav Alexander Susha Friedman mi ha scritto una lettera di ringraziamento a nome del signor Mekayem Nefesh" e che "il signor Chalelei Raav (morire di fame) è un ospite fisso nelle case dei nostri amici". A volte fu in grado di essere più esplicito e scrisse alla sezione londinese di Agudat Yisrael: "La situazione dei nostri fratelli francesi e ancor più dei nostri fratelli polacchi peggiora di giorno in giorno. A Varsavia gli ebrei muoiono al ritmo di 6 000 persone al mese, soprattutto per fame".

Centinaia, forse migliaia di persone non morirono grazie agli sforzi di Eiss, ma queste non furono le uniche persone che egli aiutò. Migliaia di ebrei intrappolati nell'Europa occupata ricevettero una speranza grazie alle sue attività.

Eiss morì nel novembre del 1943. L'Archivio Eiss, creato nel 2019, porta il suo nome in riconoscimento del suo operato.

Opinioni politiche

Eiss espresse critiche decise nei confronti del movimento Mizrachi. Sostenne che il movimento impartiva ai suoi membri gli insegnamenti della Torah, promuovendo invece una "religione del lavoro". Secondo Eiss, l'affiliazione del Mizrachi al movimento sionista era motivata esclusivamente da un tornaconto economico.

Eiss si dimostrò critico anche nei confronti del sistema educativo ebraico, scrivendo che:"quarantamila bambini del nostro popolo vengono educati in scuole tali che i bambini non diventeranno apikorsim (eretici), perché non conosceranno abbastanza la Torah per potersi ribellare, ma diventeranno ignoranti".

Onorificenze

Medaglia "Virtus et Fraternitas" - nastrino per uniforme ordinaria
Medaglia "Virtus et Fraternitas"
— 2019

Note

  1. ↑ Chaim Shalem, su www1.yadvashem.org, The Holocaust Martyrs' and Heroes' Remembrance Authority (YadVashem.org). URL consultato il 6 luglio 2007 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2007).
  2. ↑ Seymour Finger, American Jewry During the Holocaust, New York, Holmes & Meier Pub, 1984, p. 22, ISBN 978-0-8419-7506-4, OCLC 11882160.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 (FR) CHAIM YISROEL EISS. JUIF POLONAIS. MOUV' AGUDATH ISRAEL., su rol-benzaken.centerblog.net.
  4. ↑ President Andrzej Duda and Survivors will pay tribute to a Polish diplomat who saved more than 800 Jews, su chicago.mfa.gov.pl, Consulate General of the Republic of Poland in Chicago. URL consultato il 13 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 14 febbraio 2019).
  5. 1 2 Jakub Kumoch, How we let a Holocaust hero be forgotten, su israelhayom.com, Israel Hayom. URL consultato il 13 febbraio 2019.
  6. 1 2 3 4 Chaim Yisroel Eiss (1876–1943), su instytutpileckiego.pl.
  7. ↑ Non è chiaro se sia nato a Ustrzyki_Dolne o Ustrzyki_Górne, entrambi i luoghi corrispondono alla descrizione geografica.
  8. 1 2 3 4 The unveiling of a plaque commemorating Chaim Yisroel Eiss – a member of the “Ładoś Group”; 22 November 2021, Ustrzyki Dolne, Poland, su eng.ipn.gov.pl.
  9. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 "Remember, there are not many Eisses now in the Swiss market" : assistance and rescue endeavors of Chaim Yisrael Eiss in Switzerland., באדיבות יש ושם – רשות הזיכרון לשואה ולגבורה Courtesy of Yad Vashem - The World Holocaust Remembrance Center.
  10. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 (EN) Ładoś Group and Those Who Worked With Them, su holocaustrescue.org.
  11. 1 2 3 The Unveiling of the Memorial Plaque for Chaim Eiss – a Member of the Ładoś Group, su 1943.pl.
  12. 1 2 3 News / Museum / Auschwitz-Birkenau, su www.auschwitz.org. URL consultato il 29 novembre 2025.
  13. ↑ (EN) Chaim Yisroel Eiss - Instytut Pileckiego, su instytutpileckiego.pl. URL consultato il 21 settembre 2025.
  14. 1 2 Chaim Yisroel Eiss, su planetnana.co.il. URL consultato il 12 gennaio 2022 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2012).
  15. ↑ Polacchi ed ebrei - uno spiraglio di luce in più, su it.gariwo.net. URL consultato il 29 novembre 2025.
  16. ↑ How a Polish envoy to Bern saved hundreds of Jews, su swissinfo.ch.
  17. ↑ Documents from the Eiss Archive on exhibition at the UN Office in Geneva, su auschwitz.org, 26 gennaio 2019. URL consultato il 12 febbraio 2019.
  18. ↑ (PL) Prezydent wręczył Medale Virtus et Fraternitas, su prezydent.pl. URL consultato il 21 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2019).

Bibliografia

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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