Chondropyxis halophila

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Chondropyxis halophila
Immagine di Chondropyxis halophila mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùGnaphalieae
SottotribùGnaphaliinae
GenereChondropyxis
D.A.Cooke, 1986
SpecieC. halophila
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùGnaphalieae
GenereChondropyxis
SpecieC. halophila
Nomenclatura binomiale
Chondropyxis halophila
D.A.Cooke, 1986
Specie

Chondropyxis halophila D.A.Cooke, 1986 è una specie di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae, tribù Gnaphalieae e sottotribù Gnaphaliinae). È l'unica specie del genere Chondropyxis D.A.Cooke, 1986.

Etimologia

L'etimologia del genere Chondropyxis è composta da due parole greche: "Chondros" (χόνδρος), che significa "cartilagine" o "osso" e "Pyxis" (πίξα), che significa "piccola scatola" o "contenitore". Fa riferimento al capolino fruttifero costituito da squame cartilaginee persistenti che trattengono gli acheni sul ricettacolo. L'epiteto specifico halophila (greco latinizzato) significa "amante del sale" si riferisce all'habitat tipico della specie.

Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico David Alan Cooke (1949-) nella pubblicazione "Fl. S. Australia 3: 1613" del 1986. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.

Descrizione

Portamento. La specie di questa voce ha un habitus di tipo erbaceo annuale aromatico. I cauli di queste piante sono provvisti del floema, ma non di canali resiniferi; mentre i sesquiterpeni lattoni sono normalmente assenti (piante senza lattice).

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, affusolata, semplice o ramosa. Altezza media: 3 – 7 cm.

Foglie. Le foglie sono disposte in modo subopposto e sono più o meno sessili e semisucculenti. La lamina è intera e piatta con forme lineari; i margini sono continui a volte revoluti. La superficie è glabra. Dimensione delle foglie: lunghezza 1 - 3,5 cm; larghezza 1,5 cm.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini solitari. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino terminale sessile (discoide e eterogamo) spesso sottesi da due rami emergenti. I capolini sono formati da un involucro, con forme emisferiche, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori. Le brattee, glabre o pelose a consistenza cartilaginea, sono disposte in modo più o meno embricato su 2 serie e possono essere connate alla base (strati di stereoma indiviso); talora possono avere un margine ialino. Il ricettacolo è senza pagliette a protezione della base dei fiori; la forma è piatta. Diametro dei capolini: 4 – 5 mm.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre tubulosi, attinomorfi e si distinguono in:

  • fiori del disco esterni: sono femminili e filiformi; sono racchiusi da squame ricettacolari cartilaginee ispessite;
  • fiori del disco centrali: sono ermafroditi e tubulosi.

In questo gruppo di piante i fiori radiati (ligulati o del raggio) sono assenti; a volte sono confusi con i fiori femminili (tubulosi) del disco esterno più o meno sub-zigomorfi con un lembo piatto e possono essere interpretati come fiori del raggio.

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono piccoli a forma lineare-compressa con apici dilatati; la superficie è glabra o villosa per peli a due punte; il pericarpo può essere percorso longitudinalmente da alcuni fasci vascolari. Il pappo è formato da setole capillari, piumose connate in un anello basale (ma anche libere nei fiori esterni).

Biologia

Impollinazione: tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori.
Dispersione: i semi cadono a terra e vengono dispersi soprattutto da insetti come formiche (disseminazione mirmecorica). Un altro tipo di dispersione è zoocoria: gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio che portano così i semi anche su lunghe distanze. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche per alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

Le specie di questa voce è distribuite in Australia.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

Il genere della specie di questa voce è descritto nella tribù Gnaphalieae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae. Da un punto di vista filogenetico, la tribù Gnaphalieae fa parte del supergruppo (o sottofamiglia) "Asteroideae grade"; l'altro è il supergruppo "Non-Asteroideae" contenente il resto delle sottofamiglie delle Asteracee. All'interno del supergruppo è vicina alle tribù Senecioneae, Calenduleae, Astereae e Anthemideae.

La sottotribù Gnaphaliinae è caratterizzata da portamenti di vario tipo con specie ginomonoiche e monoiche, da foglie con margini interi, da capolini disciformi omogami o eterogami e raramente radiati (o subradiati), dallo stilo con rami troncati e superfici stigmatiche separate apicalmente, da acheni glabri o con tricomi allungati e pappo ridotto. La sottotribù è divisa provvisoriamente in diversi cladi (Metalasia, Ifloga, Stoebe, Hap, Flag, Lasiopogon e Australasian). Il genere Chondropyxis attualmente, pur appartenendo alle Gnaphalieae, non è descritto all'interno di nessun gruppo delle Gnaphaliinae. In alcune schede botaniche viene descritto come imparentato con il genere Elachanthus (tribù Astereae, sottotribù Brachyscominae). Concetto confermato anche da una recentissima ricerca.

I caratteri distintivi della specie Chondropyxis halophila sono:

  • gli acheni sono lunghi simili ad un'asta.

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 (EN) World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato il 26 ottobre 2023.
  3. ↑ (EN) Chondropyxis halophila, Plants of South Australia. URL consultato il 19 febbraio 2026 (archiviato l'11 settembre 2025).
  4. 1 2 3 (EN) eFloraSA, su flora.sa.gov.au, p. Chondropyxis. URL consultato il 19 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2020).
  5. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 28 ottobre 2023.
  6. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  7. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860.
  8. 1 2 3 4 Judd 2007, pag. 517.
  9. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 562.
  10. 1 2 3 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 260.
  11. 1 2 Bergh et al. 2019.
  12. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  13. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.
  14. ↑ Mandel et al. 2019.
  15. ↑ Zhang et al. 2021.
  16. ↑ Smissen et al. 2020.
  17. ↑ Nesom 2020.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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