Chromolepis heterophylla

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Chromolepis heterophylla
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Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùHeliantheae
Sottotribù Chromolepidinae
Panero, 2005
GenereChromolepis
Benth., 1840
Specie C. heterophylla
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
Genere Chromolepis
Specie C. heterophylla
Nomenclatura binomiale
Chromolepis heterophylla
Benth., 1840

Chromolepis heterophylla Benth., 1840 è una specie di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Heliantheae e sottotribù Chromolepidinae. È l'unica specie del genere Chromolepis Benth., 1840 e della sottotribù Chromolepidinae Panero, 2005.

Etimologia

Il nome scientifico del genere (Chromolepis) deriva da due parole greche: "chroma" (= colore) e "lepis" (= scala). L'epiteto specifico (heterophylla) indica che si tratta di una pianta con foglie di diverse forme.
Il binomio scientifico della pianta di questa voce (e del suo genere) è stato proposto dal botanico inglese George Bentham (1800-1884) nella pubblicazione "Plantas Hartwegianas imprimis Mexicanas - 40" del 1840. La sottotribù Chromolepidinae è stata definita per la prima volta dal botanico José L. Panero (1959 - ) nella pubblicazione "Phytologia; Designed to Expedite Botanical Publication. New York - 87(1): 5" del 2005.

Descrizione

Portamento. Il ciclo biologico di questa pianta è perenne con un habitus erbaceo semi-acquatico del tipo rosulato.

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa. Le radici possono essere sia tipo fittoni che secondarie da rizoma.

Foglie. Le foglie sono disposte in modo alternato, sono picciolate e semi-succulente. La lamina ha una forma da ovata a strettamente lanceolata; il contorno è intero o pennato.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini a forma radiata, solitari, lungamente peduncolati, in posizione ascellare. Il capolino è formato da un involucro campanulato composto da diverse brattee al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori (periferici del raggio e interni del disco). Le brattee, dimorfiche, sono disposte in 2-3 serie in modo embricato. Le dimensioni delle brattee tra di loro sono sub-uguali o anche di varie lunghezze scalate; la consistenza è membranosa con marcature scure. Il ricettacolo è convesso e provvisto di pagliette a protezione della base dei fiori.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): sono femminili, fertili e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa);
  • fiori del disco (centrali): sono più numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe).
*/x K ∞, [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio
  • fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata terminante con 2 – 3 lobi o denti; sono colorati di bianco:
  • fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in alcuni lobi; i fiori sono pentameri (5 lobi), raramente tetrameri; i lobi, patenti o eretti, con forme deltate o più o meno lanceolate; il colore è giallo senza fasci vascolari incorporati.

Frutti. I frutti sono degli acheni dimorfici con pappo. Gli acheni dei fiori del raggio hanno una forma obcompressa a sezione da triangolare a debolmente quadrata; la superficie è glabra. Gli acheni dei fiori del disco hanno una forma obpiramidale a sezione quadrata; la superficie è sparsamente pubescente; sono più piccoli di quelli del raggio. Il pappo è formato da una corona di minute scaglie (o piccole squame); è assente sugli acheni dei fiori del raggio.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La distribuzione di queste piante è relativa alle praterie centrali e occidentali del Messico a media elevazione, in habitat vicini a pozze d'acqua.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi, oppure 22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1679 generi). La famiglia attualmente (2026) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

La sottotribù Chromolepidinae appartiene alla tribù Heliantheae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). Da un punto di vista filogenetico, all'interno della sottofamiglia, fa parte del gruppo "Helianthodae Alliance" (o anche "Helianthodae-Phytomelanic cipsela clade") caratterizzato dalla presenza nella cipsela/achenio di uno strato di fitomelanina. I caratteri principali di Heliantheae sono: la superficie delle foglie è triplinervata, il ricettacolo è provvisto di pagliette e le antere sono annerite.

Nell'ambito dei "girasoli" messicani il genere Chromolepis risulta insolito per alcuni caratteri come il suo habitus semiacquatico, la rosetta basale, le colorazioni nerastre delle squame dell'involucro e altre come il dimorfismo degli acheni. Da un punto di vista filogenetico la sottotribù Chromolepidinae occupa una posizione intermedia tra la sottotribù Dugesiinae e la sottotribù Zaluzaniinae.

I caratteri distintivi della specie sono:

  • le pagliette del ricettacolo non crescono dopo l'antesi;
  • le piante hanno un portamento acquatico e formano delle sciolte rosette;
  • le brattee dell'involucro hanno delle macchie nere;
  • le corolle dei fiori sono bianche con venature nere sulla faccia abassiale.

Il numero cromosomico di questa pianta è 2n = 19.

Note

  1. ↑ (EN) Chromolepis heterophylla Benth., su The International Compositae Alliance (TICA), 1844. URL consultato il 3 settembre 2026 (archiviato il 3 settembre 2026).
  2. ↑ (EN) Chromolepis Benth., su The International Compositae Alliance (TICA), 1844. URL consultato il 3 settembre 2026 (archiviato il 3 settembre 2026).
  3. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  4. 1 2 (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 22 dicembre 2025.
  5. ↑ Susanna et al. 2020
  6. ↑ (EN) Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  7. ↑ (EN) Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  8. ↑ (EN) Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  9. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  10. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 2 ottobre 2012.
  11. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  12. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860.
  13. 1 2 Judd 2007, pag. 517.
  14. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 703.
  15. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 446.
  16. 1 2 Judd 2007, pag. 520.
  17. ↑ Judd 2007, pag. 523.
  18. ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
  19. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 18 aprile 2021.
  20. ↑ Mandel et al. 2019.
  21. ↑ Zhang et al. 2021.
  22. ↑ (EN) Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato il 4 ottobre 2012.

Bibliografia

Voci correlate

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