Il Chronicon di cui sono andate perdute l'inizio e probabilmente la fine, racconta in forma annalistica la storia di Benevento e, dal 1127, dell'ascesa di Ruggero II di Sicilia tra le potenze dell'epoca. È abbastanza affidabile in quanto testimone oculare, ma dalla parte dei Longobardi beneventani che, da oltre un secolo, avevano visto crescere la potenza dei Normanni.
(LA,IT) Falcone di Benevento, "Chronicon Beneventanum": città e feudi nell'Italia dei Normanni; a cura di Edoardo D'Angelo. (Per verba: testi mediolatini con traduzione; 9) Firenze: SISMEL-Edizioni del Galluzzo, 1998. ISBN 88-87027-17-X
Falcone Beneventano, Chronicon; traduzione, introduzione e note di Raffaele Matarazzo. (Thesaurus rerum Beneventanarum) Napoli: Arte tipografica, 2000
Giudizi critici
La posizione di Falcone nella società del tempo e la sua visione storiografica sono state sintetizzate da Fulvio Delle Donne:
«Falcone è stato spesso considerato il campione della fazione longobarda che lotta contro il tentativo normanno di instaurare il proprio predominio. Ma, forse, è più opportuno considerare la cronaca di Falcone come un'opera che vuole descrivere i tentativi di Benevento di rendersi autonoma sia dalla troppo stringente autorità papale, sia dalle ingerenze normanne. Falcone appartiene senz'altro alla fazione filopapale ed antinormanna, e, anche se con qualche oscillazione, nel corso della sua cronaca osserva gli eventi dal proprio angolo prospettico. Egli appartiene a un ceto nobiliare geloso delle proprie antiche tradizioni, da difendere innanzitutto dal pericolo insito nelle incursioni normanne, ma anche dalle spinte sovvertitrici della fazione "popolare", ovvero "borghese", che cercava l'accordo con i Normanni, che [...] rendevano difficili e pericolosi i commerci.»