Le specie ad esso ascritte si trovano lungo quasi tutte le coste non boreali dell'emisfero settentrionale, nonché in molte regioni dell'emisfero australe. Questi piccoli cirripedi sono stati studiati in parte a causa della confusione tassonomica su un gruppo di specie che, nel complesso, sono morfologicamente ed ecologicamente abbastanza simili. Negli ultimi anni, le tecniche molecolari hanno identificato una serie di specie criptiche che sono state successivamente confermate dai tassonomisti utilizzando misurazioni morfologiche. Più recentemente, il genere si è dimostrato parafiletico, con il genere Microeuraphia annidato all'interno di Chthamalus.
Identificazione sul campo
L'identificazione dei cirripedi sul campo può essere difficile e l'identificazione di particolari specie di Chthamalus non è considerata affidabile sul campo, ad eccezione di poche specie. Tuttavia, una notevole differenza nella disposizione delle piastre può aiutare i biologi a distinguere i cirripedi Chthamalidae dagli altri cirripedi comuni della famiglia Balanidae. Nei cirripedi chthamalidi, le piastre laterali si sovrappongono sia al rostro che alla carena (le piastre alle estremità dell'apertura opercolare), mentre nei balanidi una piastra terminale (il rostro) si sovrappone alle piastre laterali adiacenti (rostrolaterali).
Tassonomia
Frutto di una revisione nella classificazione dell'intero livello tassonomico pubblicata da Chan et al. (2021), sono 31 le specie ad esso ascritte, quattro delle quali estinte e classificate solo per i loro resti fossili, più una al gennaio 2026 ancora considerata incertae sedis, qui di seguito elencati: