| Cilice | |
|---|---|
| Nome orig. | Κίλιξ (Kìlix) |
| Lingua orig. | greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umana |
| Sesso | maschio |
| Luogo di nascita | Tiro |
| Professione | re ed eponimo della Cilicia |
Cilice (in greco antico Κίλιξ?, Kìlix) è un personaggio della mitologia greca. Fu un re ed eponimo della Cilicia.
Figlio di Agenore e di Telefassa o Tiro (in greco antico Τυρώ?, Tyrṑ), oppure Argiope.
Fu il padre di Tebe, Taso e Pirode (in greco antico Πυρώδης?, Pyrṓdēs).
Quando sua sorella Europa fu rapita da Zeus, suo padre Agenore lo incaricò di cercarla assieme ai suoi fratelli e con l'ordine di non tornare finché non ci fossero riusciti. Nessuno degli inviati riuscì a trovarla ed ognuno si disperse stabilendosi in nuove terre lungo le coste del Mediterraneo.
Cilice approdò sulle coste meridionali dell'Anatolia vicino al fiume Piramo, dove divenne l'eponimo della Cilicia ed il capostipite dei Cilici.
Successivamente si alleò con Sarpedonte in una guerra contro i Lici (che vinsero spartendosi il territorio) e si spinse fino all'isola di Cipro. Zeus infine conquisto la Cilicia e lo sconfisse.
Secondo Plinio il Vecchio il figlio Pirode inventò il fuoco dalla selce (l'Acciarino).